Lettura e femminilità: un viaggio nei dipinti

A maggio sbocciano i fiori e spero che sbocci anche l’amore per la lettura e per i libri in sempre più persone. Perché – fra le attività che fanno bene alla nostra salute e ci aiutano a vivere meglio – leggere è fra queste.

Il dipinto che apre questo post è di Francine Van Hove (1942–2025), pittrice figurativa francese, celebre per i suoi intimi e delicati ritratti di giovani donne in scene quotidiane. L’ho scelto per la luce morbida e l’atmosfera sospesa, la sensualità e la tranquillità della lettura come atto di riflessione.

Certo, è più semplice stare seduti davanti alla Tv o scrollare lo smartphone (alcuni fanno entrambi, contemporaneamente). Scegliere un libro, invece, leggerlo (a trovarlo, il tempo!) e immaginare anche il non detto richiede sforzo, bisogna attivare un pò di neuroni, e anche per non lasciarsi distrarre dai continui messaggi, foto e video (di silenziare il cellulare non se ne parla proprio) ci vuole un po’ di autocontrollo.

Eppure oggi, quando si è capito come è bello e quanto fa bene leggere, trovare il libro che potrebbe piacerci è facile, visto che se ne pubblicano a valanghe ogni mese e, inoltre, ormai tutti sappiamo leggere.

Un tempo, invece, i libri erano pochi e pochi erano quelli che sapevano leggere e scrivere eppure… ci sono centinaia di dipinti che ritraggono persone nell’atto della lettura, persone di varie età, epoche e ceto sociale. Certo, va detto anche che non avevano tante distrazioni social come noi.

I dipinti che preferisco sono quelli che ritraggono le donne, credo perché un tempo, per loro, era pericoloso leggere. Sì, perché nei libri potevano trovare storie di eroine che vivevano una vita diversa dalla loro e questo poteva indurle a ribellarsi. Potevano pensare, addirittura emanciparsi. Quindi, diventavano pericolose. Per niente una cosa buona, visto che per la maggior parte degli uomini loro dovevano dedicarsi solo alla famiglia, a fare figli, a cucinare e pulire. Le più fortunate anche a ricamare. Oggi non è più così eppure c’è chi considera la lettura una noia, una perdita di tempo, una costrizione. E poi ci sono bambini che vorrebbero leggere (e studiare) ma non possono perché devono lavorare. I paradossi del nostro tempo.

Le donne che leggono hanno sempre affascinato i pittori e i fotografi, forse perché non erano in posa solo per la loro bellezza o fama. I dipinti che ho scelto per questo post ritraggono donne assorte nella lettura, nei propri luoghi preferiti: in giardino, davanti a una finestra, in un caffé e anche nella vasca da bagno. Chi ha uno sguardo sognante, chi sembra riflettere, chi suggerisce di aver trovato qualcosa di intrigante fra le pagine del libro che ha in mano. C’è una cameriera che, mentre spolvera una libreria, ne approfitta per leggere… in cima a una scala (forse, a casa sua, non ha libri o non può).

Antonio Rotari 1750
Chen Bolan
Lian Faulkner
Auguste Toulmouche “In the library” 1872
Albert Anker “Vecchia signora che legge la Bibbia”
Carl Vilhelm Holsoe

Edouard John Mentha 1915

Questa tovaglietta mi aspettava sul tavolo del bar del Barney’s, un circolo di lettori a Torino dove ho pranzato, e mi ha fatto molto piacere leggere i tanti “Io leggo perché…”.!

Cosa differenzia una persona che legge abitualmente da una che legge poco o niente? Chi legge…

  • quando gli altri si annoiano apre un libro e il suo tempo trascorre in modo utile e piacevole;
  • diventa più empatica perché impara a mettersi nei panni dei protagonisti dei romanzi e scopre altri punti di vista;
  • sa affrontare meglio i problemi, analizzandoli e trovando le soluzioni più efficaci;
  • è curiosa, più aperta di mente, meno propensa a perdere tempo in pettegolezzi, critiche e polemiche;
  • percepisce la sua vita più significativa e ricca;
  • è più incline a elaborare pensieri complessi, a ordinare le idee e a presentare visioni del mondo più ampie e meno stereotipate;
  • tende ad avere conversazioni più interessanti, colorite e profonde perché attinge da una vasta gamma di conoscenze;
  • non rimane spettatore passivo del proprio limitato contesto: è un co-creatore di mondi, un viaggiatore che, seduto in poltrona, attraversa epoche, culture e coscienze diverse ed espande i confini del proprio “io”.

“Quando penso a tutti i libri che mi restano da leggere,

ho la certezza di essere ancora felice.” 

(Jules Renard 1864-1910)

Beh, anch’io ho questa certezza.

Letizia Guagliardi

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