crescita personale I libri sono pericolosi scuola

C’è un Principe Felice nella tua città?

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In una città (non si sa quale) c’è una statua che il Sindaco, i Consiglieri e tutta la popolazione hanno dedicato al loro Principe dopo la sua morte. È tutta ricoperta d’oro e pietre preziose. E c’è una rondine che deve partire per l’Egitto in vista dell’inverno. Le sue compagne sono già partite, lei si è attardata perché si è infatuata di un volubile giunco del fiume. Vede la statua e decide di passarci la notte.

Durante la vita, il Principe aveva badato soprattutto ai piaceri e alle cose spensierate. Solo ora, dall’alto del suo piedistallo, vede tutto lo squallore e la povertà della sua città. Notte dopo notte chiede alla rondine di portare ai bisognosi le gemme che lo ornano e l’oro che lo ricopre.

il principe felice

Nel finale, la statua – ormai spoglia e brutta – viene fatta fondere ma il cuore non si scioglie perché è di piombo. Il Sindaco e i Consiglieri non hanno compreso il sacrificio e la generosità del Principe e gettano il suo cuore in un campo insieme al corpo morto della rondinella. Lei, per aiutare gli altri, non è più partita e il freddo dell’inverno l’ha uccisa. È finita qui la storia? No. Ecco la giusta conclusione:

Portami le due cose più preziose che trovi nella città” disse Dio a uno dei Suoi Angeli. E l’Angelo gli portò il cuore di piombo e la rondine morta.

Hai scelto bene” gli disse Dio “perché nel mio giardino del Paradiso questo uccellino canterà in eterno e nella mia città d’oro il Principe Felice mi loderà“.

È un bel racconto per bambini, molto ironico in alcuni tratti, scritto da Oscar Wilde e pubblicato a Londra nel  1888.  Sappiamo, però, che sotto il velo delle favole si cela anche un suggerimento per noi adulti.

E non è forse così anche in questo caso? Nella città fredda e indifferente, che rappresenta il mondo, le uniche cose buone sono il cuore del Principe e la rondine, cioè la compassione e la bontà disinteressata al servizio degli altri.

Questa favola racconta anche di un cuore di piombo che non vuole fondersi, di una rondine che per amore ritarda la partenza e rischia di morire di freddo e di un Angelo che ha saputo fare la scelta giusta: dopo il sacrificio e la morte arriva la salvezza in Dio.

C’è una statua del Principe Felice nella tua città? C’è una postazione dall’alto dalla quale si possano vedere le necessità della gente? È un monumento bello e indifferente, che guarda e basta?

Perchè gli aiuti arrivino alle persone ci vogliono le rondini. Ci sono rondini nel posto in cui vivi?

La statua del Principe, splendida ma immobile e fredda, rappresenta una felicità finta, indifferente alle sofferenze del prossimo, inutile a tutti nella sua bellezza. E c’è un’altra felicità, che deriva dall’ “ama il prossimo tuo…”. Questa è la felicità di Dio.

Ringrazio l’Istituto Comprensivo “A. Amarelli” di Rossano (Cs) per avermi invitata alla manifestazione di Libriamoci 2018. Il prossimo 26 ottobre leggerò agli alunni della scuola media le pagine più commoventi de “Il Principe Felice” e illustrerò i temi più interessanti di questa favola sempre attuale. Naturalmente condividerò con loro – avendola io sperimentata – la gioia della lettura e la magia della scrittura.

Ultime due domande:

1) Se tu fossi il Principe Felice della tua città… cosa vedresti? E cosa faresti, di conseguenza?

2) A chi assegneresti il Premio Rondine nella tua città?

Letizia Guagliardi

8 commenti

  1. Bellissima questa fiaba, l’ho letta tantissime volte, e ogni volta provavo un’emozione fortissima, poi ad occhi chiusi provavo ad immaginare quale potesse essere il principe e la rondine del mio paese, leggerla da adulto ha un significato più profondo, ci porta a riflettere, a pensare e anche a credere che forse comportarci diversamente qualcosa può cambiare.

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  2. Il principe felice è una bellissima favola che io raccontavo ai miei bambini quando insegnavo. Li rivedo ora con quegli occhietti penetranti nei miei, tutti intenti ad ascoltarmi! Attraverso questa favola volevo educarli ad essere nella loro vita principi compassionevoli e rondini pietose. Essere “prossimo”. Ma chi può darci un cuore così grande da farci sentire”prossimi” anche coloro che sono estranei a noi? Questo è un dono di Dio che è stato riversato nei nostri cuori. In questa società in cui non ci amiamo, non ci rispettiamo, non ci ascoltiamo, non possiamo dormire! Diventiamo rondini che portano”opere e verità'”! Grazie,Letizia, per questo post bellissimo! In ogni tua parola trovo qualcosa di meraviglioso.

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    1. Grazie a te, Rosa, che ogni volta nei tuoi commenti ricordi qualcosa di bello e di utile! Spero che anche gli studenti che incontrerò domattina saranno tutti intenti ad ascoltarmi con i loro occhietti penetranti.

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  3. Cara Letizia è l’Istituto Amarelli che ti ringrazia per la tua disponibilità a leggere ai bambini un racconto così profondo e intenso e dalla morale forte… con questa fiaba si conosce il senso della vera amicizia e della generosità che va al di sopra di tutto per il volere del bene altrui! In un mondo così opportunista ed egoista,come quello in cui viviamo oggi, é edificante trovare una persona che porti ai bambini questi esempi di vita e di riflessione! Che ben venga dunque la tua lettura…di anno in anno…sempre pronta a fare da guida ai bambini e ai ragazzi affinché crescano con valori decisamente più educativi e virtuosi!

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  4. Carissima, il Principe di Rossano è sempre Nilo che ha distribuito in vita e distribuisce tuttora. Le rondini sono i Padri Giuseppini instancabili. Poi vedo soltanto reucci che parlano e parlano ascoltati e protetti da un certo tipo di “Prossimo”.

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  5. Caro Giovanni, ti ringrazio per il tuo commento. Non sono pienamente d’accordo su tutto… per esempio come faccia ancora Nilo a distribuire, ma ognuno è libero di pensarla come vuole. Le opinioni non ce l’hanno ancora imbrigliate, no?

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