Il quinto e ultimo incontro del mio laboratorio di scrittura creativa con i bambini della 2^ A (Scuola Primaria “Monachelle” di Rossano) ha chiuso il cerchio di un viaggio speciale incentrato sulla consapevolezza emotiva e sulla narrazione cooperativa. È bastato spostare il focus dalla lamentela sterile alla soddisfazione dell’azione utile: i miei piccoli scrittori hanno sperimentato la struttura del cambiamento narrativo applicandola alla propria quotidianità.
Prima di tutto, abbiamo ricordato com’era, prima, la nostra Zucca Maicontenta. Una lamentela continua: se la terra era troppo bagnata, sbuffava. Se il sole scottava, brontolava. Aveva sempre il broncio e si annoiava tantissimo. Ma un giorno è successo qualcosa che le ha fatto fare un salto tondo tondo! Ha scoperto di avere un superpotere – la gentilezza – e da allora la sua vita è cambiata perchè ha fatto tante buone azioni.
Un giorno, per esempio, vicino a lei, ha visto una famiglia di formiche che stava per essere travolta da uno scroscio di pioggia e un piccolo germoglio di fiore tremava per il vento freddo. Lei, in quel momento, non ha pensato a quanto fosse scomoda la sua vita. Ha fatto un grande respiro, si è allungata più che poteva e con le sue grandi foglie verdi ha fatto da scudo al germoglio e alle formiche. Quando la pioggia è finita, le formiche l’hanno ringraziata e il fiorellino ha aperto i suoi petali, dritto e forte. In quel preciso istante, Maicontenta ha sentito di nuovo una sensazione bellissima, una specie di solletico caldo nella pancia, un orgoglio gigante che la faceva sentire alta come un albero! Non aveva ricevuto un premio, eppure si sentiva fortissima e fiera.
Ha scoperto la soddisfazione di essere utile. Ha capito che lamentarsi non serve a niente e che invece fare qualcosa di importante per qualcuno le riempie il cuore di una gioia grandissima. E così ha voluto cambiare il suo nome: ora si chiama Vaicontenta.


A questo punto ho spiegato ai bambini che la soddisfazione è come una batteria che ci ricarica di energia quando facciamo qualcosa di utile e ho chiesto: Vi siete mai sentiti fieri e soddisfatti per aver fatto qualcosa di utile a casa, a scuola o con un amico?
E loro hanno scritto sui loro fogli, accanto al disegno di Vaicontenta, quel momento speciale in cui si sono sentiti “super-utili”.



Hanno seguito questa struttura:
LA MIA GRANDE SODDISFAZIONE
A volte mi lamento se devo fare qualcosa, ad esempio quando……….
Ma ricordo quella volta in cui sono stato davvero utile: ho aiutato ……. a fare………Quando ho finito e ho visto che il mio aiuto era servito, mi sono sentito….. fiero/ soddisfatto/mi è venuto un sorriso gigante/con il cuore che faceva i salti/felice come…








Vedere i bambini trasformarsi da spettatori a protagonisti della storia di Zucca Maicontenta è stata la conferma più grande della meraviglia di questo laboratorio. Attraverso il disegno e la scrittura hanno scoperto che la gratificazione più autentica non arriva da un premio esterno ma da quel calore profondo che si prova nella pancia quando ci si rende conto di essere stati utili a qualcuno. Educare alla scrittura, allora, significa prima di tutto dare ai bambini le parole per accorgersi del proprio valore e dell’impatto positivo che ognuno di loro può avere nel mondo.



La lezione che Zucca Maicontenta – ora Vaicontenta – e i bambini ci lasciano alla fine di questo percorso è che la felicità è un muscolo che si allena rimboccandosi le maniche. Per me, lasciare la classe e la loro bravissima maestra Maria Antonietta Ruperto con il sorriso fiero di chi ha scoperto la gratificazione di essere utile è il miglior finale possibile per questo primo ciclo di cinque incontri di laboratorio.



Le zucche disegnate e colorate resteranno sui fogli ma la vera rete – quella invisibile fatta di aiuto reciproco, orgoglio e collaborazione – continuerà a sorreggere questi piccoli grandi scrittori anche nelle loro avventure future.

Letizia Guagliardi
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