Buongiorno!
La meraviglia di oggi è questo dipinto: “Gli scarponi”. Vincent van Gogh lo dipinse a Parigi nel 1886 e oggi è esposto al Van Gogh Museum di Amsterdam.
A prescindere se il quadro piaccia o no, la storia che sta dietro la tela è comunque affascinante.
Nel 1886, Vincent van Gogh viveva a Parigi. Era poverissimo, tormentato e quasi nessuno capiva la sua arte. Un giorno, mentre camminava per un mercatino delle pulci, comprò per pochi centesimi un paio di vecchi scarponi da lavoro. Erano scarpe logore, deformate, piene di fango secco e abbandonate da un vecchio operaio. Chiunque altro ci avrebbe visto solo della spazzatura da buttare. Vincent le portò nel suo studio. Ma non le indossò. Le mise su un tavolo, prese i suoi pennelli e iniziò a dipingerle.
Mentre dipingeva, lui non vedeva solo cuoio vecchio e lacci rotti. Vedeva la storia che raccontavano. Vedeva la fatica dell’operaio che le aveva indossate, i chilometri percorsi nel freddo, la dignità del lavoro umano, la sacralità di una vita semplice e mise su quella tela i gialli più caldi, i marroni più profondi e una luce che sembrava quasi un abbraccio.
Questo quadro ha cambiato la storia dell’arte perché ha scardinato il concetto tradizionale di “bello”, trasformando un oggetto insignificante, brutto e logoro nel soggetto assoluto dell’opera. Prima di Van Gogh, nessuno aveva mai concesso così tanta dignità a un paio di vecchie scarpe deformi, se non come dettaglio marginale in una scena più grande.
Oggi le persone rimangono in silenzio a fissare il dipinto, commosse. Perché van Gogh è riuscito a fare ciò che solo i veri seminatori di meraviglia sanno compiere: ha preso l’oggetto più umile, dimenticato e calpestato della terra e lo ha trasformato in un’opera d’arte immortale. Ha dimostrato che la bellezza non si trova nelle cose di lusso o nei paesaggi perfetti. La meraviglia è ovunque, anche nelle scarpe vecchie, se solo hai il coraggio di guardarle con il cuore.
Perché seminare meraviglia significa proprio questo: non serve avere risorse straordinarie o palcoscenici immensi. Significa prendere ciò che abbiamo tra le mani ogni giorno — la nostra routine, i nostri strumenti di lavoro, le persone che incrociamo distrattamente — e dare loro un valore immenso attraverso la cura, l’attenzione e l’amore che ci mettiamo.
Serena giornata!
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Letizia Guagliardi
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