Nel collage di oggi Poppy Spring ha inserito una frase tratta dal romanzo “Il Cavaliere inesistente” di Italo Calvino, pubblicato nel 1959:
Non ci sono altri giorni che questi nostri giorni.
Che mi sia dato di non sprecarli,
di non sprecare nulla di ciò che sono e di ciò che potrei essere.
Sono le parole di Agilulfo, il protagonista. È un cavaliere dell’esercito di Carlo Magno che non possiede un corpo fisico. Sotto la sua armatura bianca non c’è nulla. È un soldato pignolo, metodico e geometrico. Compie ogni dovere e controlla ogni dettaglio burocratico, il che lo rende spesso antipatico e noioso agli occhi degli altri paladini. Rappresenta chi vive adempiendo alla perfezione ai propri ruoli sociali e lavorativi ma è privo di una reale consistenza interiore, di passionalità e di calore umano.
Su cosa ci fa riflettere? Prima di tutto, sul fatto che seguire le regole in modo maniacale ci rende impeccabili come Agilulfo ma ci trasforma anche in armature vuote prive di calore e di vera vita.
Inoltre, essere perfetti isola. Agilulfo non riesce a creare legami autentici con gli altri cavalieri perché è incapace di provare sentimenti. Ciò mostra che la fragilità umana è necessaria per connettersi agli altri.
Dimostra, infine, che la determinazione e la coscienza possono farci superare i nostri limiti fisici e farci compiere imprese straordinarie.
In sintesi, Agilulfo ci rivela che per esistere davvero non basta eseguire compiti alla perfezione. Serve il coraggio di vivere il caos, le emozioni e le imperfezioni della realtà.
Non sprechiamo nulla: il tempo non deve scorrere passivamente. Ogni istante va vissuto con volontà e determinazione, trasformando le abitudini in scelte consapevoli.
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Letizia Guagliardi
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