crescita personale

Ti piace la polvere?

polvere

Credo che nessuno (sano di mente) risponderebbe di sì a questa domanda.

Immaginiamo di entrare in una stanza chiusa da tempo: ci colpisce subito l’odore di chiuso e, poichè non vediamo niente, ci affrettiamo ad aprire la finestra.

La luce inonda la camera e l’aria fresca attenua quella stantia e insopportabile della muffa. Cominciamo a respirare di nuovo bene e ci guardiamo intorno.

C’è un bel tavolo, di ottimo legno e pregiata fattura ma… ci avviciniamo e ci accorgiamo che in realtà non è così bello come ci era parso a prima vista: è pieno di polvere sul ripiano, pieno di ragnatele e piccoli insetti sotto. Non c’è che un modo per riportarlo al suo antico splendore: prendere uno straccio  e togliere la polvere.

Purtroppo la polvere non si accumula, testarda, solo sulle superfici. Si va a depositare, ostinata, anche nella nostra anima. Se non la togliamo essa diventa come la stanza chiusa da tempo: è buia, triste, addormentata. Ma anche in questo caso il rimedio c’è: dobbiamo far entrare la luce e l’aria fresca nella nostra vita quotidiana.

Ci sono in commercio tanti prodotti per spolverare: panni, spugne e piumini,  detersivi liquidi, in polvere o spray, scope, secchi e spazzoloni… ogni giorno è guerra contro acari, ragni, insetti e particelle di grasso. Escogitiamo tante strategie per far brillare vetri e pavimenti, per lucidare mobili e soprammobili, con prodotti chimici o rimedi naturali (aceto, bicarbonato, limone, cera d’api… ). Ci allunghiamo, ci stiriamo, ci abbassiamo, saliamo su scale e sgabelli, insomma non vogliamo perdere la battaglia: la polvere non deve spostarsi da una parte all’altra, deve proprio sparire. E che soddisfazione quando poi ci sediamo a contemplare il frutto della nostra fatica e del nostro sudore (e anche del tempo impiegato): tutto brilla, tutto ha un gradevolissimo odore di pulito, di fresco, di buono.

Se vogliamo che anche la nostra anima sia come la nostra casa dobbiamo usare i rimedi giusti. In questo post mi limiterò a suggerirne solo qualcuno, i più semplici, per esempio introdurre, come abitudine quotidiana, qualche buona lettura, l’ascolto della musica che ci piace, cantare con gusto una canzone o ballare (anche solo qualche passo), visitare un museo o anche solo ammirare una singola opera d’arte. Questi, e molti altri accorgimenti (di cui scriverò in seguito) risvegliano l’anima addormentata, le danno una scossa, la fanno volare sopra le umane miserie, le permettono di passare attraverso i muri dei pregiudizi, le consentono di spezzare le catene che la tengono prigoniera. La fanno respirare a pieni polmoni. Perchè ne ha diritto. Perchè, anche lei, ha bisogno di ossigeno.

 

 

11 commenti

  1. Concordo! Il vero phármakon per la salute dell’anima è lo studio. Epicuro nell’isola a Meneceo afferma “Non aspetti il giovane a filosofare, né il vecchio di filosofare si stanchi. Nessuno infatti è troppo giovane o vecchio per la salute dell’anima”. La speculazione filosofica e lo studio ci tengono in vita, allontanano il torpore, ci consegnano le chiavi del mondo.

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  2. Ciao Letizia!La polvere è un mio nemico!Quanto aceto e bicarbonato consumo!Quante volte salgo sulle sedie per toglierla dai “punti dove non arrivo”! Ma cerco di tenere pulita anche la mia anima.Divoro libri perche’ mi fanno sognare e adoro la musica.Spesso canto canzoni religiose e mi sento” felice.Chi canta prega 2 volte. La mia anima non dorme mai!

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  3. Trovo molto calzante ed efficace la metafora della casa chiusa e trascurata, e la nostra anima intorpidita e sonnolenta. L’igiene della casa è indispensabile alla salute del corpo, una vita povera di attività e di attrattiva abbrutisce la parte più nobile dell’uomo. Pertanto la conoscenza il culto del bello, la consapevolezza di essere perfettibili sono la strada maestra per poter volare alto e staccarsi dalle umane miserie.Il sommo Poeta ammonisce:”Fatti non foste a vivere come bruti ma per seguire virtute e conoscenza.Considerate la vostra semenza”. Complimenti,Letizia, per il tuo argomentare semplice ed incisivo!

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  4. Non so chi tu sia (hai dimenticato di indicare il tuo nome) ma ti ringrazio e ti dico che mi è piaciuto molto il tuo commento. Dante ha detto bene: non siamo fatti per vivere come bruti… proprio no.

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  5. La moglie di un vecchio amico si lamentava della polvere che si depositata in biblioteca…lui, gran lettore, rispondeva così “moglie non ti lamentare è polvere edotta” e sorrideva contento. Quando guardava i suoi libri li accarezzava con lo sguardo e ne parlava come delle bistecche che non aveva mangiato…
    Aveva un’anima veramente bella e mi ha insegnato molte cose…nonostante i suoi libri avessero costantemente un filo di polvere…Ma ho sempre pensato che quella polvere sui suoi libri fosse la traccia della sua profonda sensibilità…buona serata a tutti.

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