Se leggo un libro che mi gela tutta, così che nessun fuoco possa scaldarmi, so che è poesia.
Se mi sento fisicamente come se mi scoperchiassero la testa, so che quella è poesia.
È l’unico modo che ho di conoscerla.
Ce ne sono altri?
Il gelo nel corpo e la testa scoperchiata: Emily Dickinson usa queste due metafore per descrivere la poesia e che Poppy Spring ha inserito nel collage che ci propone oggi.
Non è un piacere cerebrale ma un brivido, una sensazione di freddo intenso (il gelo) e di apertura mentale (scoperchiare la testa). Non si tratta di una normale lettura: la poesia deve avere la capacità di congelare, muovere e sconvolgere. Non è solo un esercizio intellettuale ma qualcosa che provoca una risposta corporea estrema.
Grazie a chi, attraverso le sue poesie – o anche solo attraverso una frase – provoca dentro di noi un movimento sussultorio e poi ci offre un attimo di pace profonda e di connessione con l’esistenza!
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Letizia Guagliardi
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