La meraviglia su cui ci soffermiamo oggi è la Torre dell’Orologio di piazza Steri a Corigliano-Rossano e la foto, stavolta, l’ho fatta io.
Da secoli, questo gigante gentile osserva dall’alto i destini di Rossano, stagliandosi contro il cielo di velluto nero come un guardiano silenzioso del tempo. Nata per scandire la vita di una comunità operosa, la torre non è solo un monumento: è il battito cardiaco del centro storico. Quando il sole tramonta e le luci calde della piazza si accendono, la sua silhouette diventa pura poesia, un faro che guida lo sguardo e unisce il passato bizantino alla vivacità del presente.
Ogni rintocco delle sue campane è un ponte tra le generazioni. Ha ascoltato i sussurri degli innamorati, i passi solenni dei nobili di Palazzo De Rosis e i tanti eventi culturali che si svolgono ai suoi piedi. La Torre dell’Orologio non conta semplicemente le ore che passano: custodisce l’anima stessa di Rossano, ricordando a chiunque la guardi che qui, nel cuore dello Steri, la storia non si è mai fermata.
Piazza Steri è un salotto di pietra sospeso nel tempo, dove l’eleganza ottocentesca dei palazzi nobiliari incontra il ritmo lento della Calabria più autentica. È il cuore pulsante del centro storico di Rossano e custodisce storie di antichi governatori e corti medievali, da cui eredita il fiero nome di “Steri”.
“Steri” deriva da hosterium, un antico palazzo fortificato che non era affatto un luogo di svago. Tra quelle mura severe risiedeva il Governatore ma si trovavano anche il tribunale e le temute carceri cittadine. Chi camminava in questa piazza secoli fa, lo faceva spesso col fiato sospeso sotto lo sguardo della giustizia. Col tempo, il rigore militare ha lasciato spazio allo sfarzo.
Nel marzo del 1833, la piazza si vestì a festa per un evento memorabile: l’arrivo di Re Ferdinando II delle Due Sicilie. I nobili più illustri della città si radunarono qui in abiti di gala, trasformando lo Steri nel centro politico del Regno per un giorno. Fu proprio in quel secolo che le grandi famiglie fecero a gara per costruire i loro palazzi monumentali, come il magnifico Palazzo De Rosis, ridisegnando la piazza come un palcoscenico di pura eleganza.
Ma il segreto più affascinante giace sotto i nostri piedi. Pochi sanno che proprio qui sorgeva la scomparsa Chiesa della Santissima Trinità. Al suo interno si nascondeva un tesoro straordinario: un pavimento di epoca normanna così prezioso e colorato da sembrare un tappeto d’Oriente. Una meraviglia medievale perduta che ricorda come Rossano sia sempre stata un magico punto d’incontro tra mondi diversi.
Oggi, tra le facciate storiche di Palazzo De Rosis e i vicoli che profumano di storia, la piazza si trasforma. Di giorno è il punto d’incontro per un caffè all’ombra dei monumenti, di sera diventa un palcoscenico a cielo aperto sotto le stelle che vibra tra le note dei concerti e il fascino dei reading di poesia. È il punto di partenza perfetto per perdersi tra le meraviglie bizantine del borgo, a due passi dalla maestosa Cattedrale dell’Achiropita.
E mentre il sole si tuffa dietro i tetti di Rossano e le luci calde della piazza iniziano ad accendersi, la Torre resta lì. Immobile, fiera, eterna.
Serena giornata!
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Letizia Guagliardi
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