crescita personale

Lettera a un bambino appena nato

 

Caro bambino appena nato,

hai concluso il tuo viaggio, tutto è andato come previsto e la tua vita sulla terra sta iniziando ora.

Dal tuo sguardo, appena arrivato in mezzo a noi, si è capito il tuo stupore. Ti era stato detto, durante i lunghi mesi in cui ti stavi preparando per questo atterraggio, che avresti trovato tanta gente intorno a te, già in ospedale. E invece… solo la mamma, un dottore, un’infermiera e, forse, anche il papà. E i nonni? E gli zii? E i fratellini e i cuginetti? Dove sono spariti tutti? E perchè – lo sappiamo che te lo sei chiesto – mamma e papà stanno sempre con quello strano oggetto in mano, e ci guardano su, e poi gli parlano, ridono e a volte piangono? Che strana cosa…

LETTERA A UN BAMBINO 1

E ti era stato detto anche, sempre nel tuo viaggio durato nove mesi, che all’uscita dall’ospedale avresti sentito rumori, tanti, di persone, di macchine, di bus e taxi, ma di non spaventarti perchè è tutto normale, fa parte della vita quaggiù. E di nuovo hai sgranato gli occhi. Sì, perchè, all’uscita dall’ospedale… silenzio. Poche persone che camminano, con una strana cosa in faccia che copre il naso e la bocca e la mani coperte da guanti, ma non di lana perché non è inverno. Poi hai visto tante persone, una dietro l’altra ma a distanza di uno o due metri, lungo un marciapiedi, tutte coperte in questo modo, che avanzano lentamente appena una di loro esce da una porta, con delle buste piene di chissà quali oggetti. Che strana cosa…

LETTERA A UN BAMBINO 2

E ti era stato anche sussurrato, per farti pregustare la gioia dell’attesa, che al tuo arrivo nella tua casa avresti trovato altra gente, tipo i vicini… invece… nessuno. Nè nel quartiere, nè nel palazzo… silenzio. Dove sono finiti tutti? Che strana cosa…

E ti era stato promesso che, passati i primi giorni, la mamma e il papà ti avrebbero sistemato in una carrozzina e portato nel parco vicino per la tua prima passeggiata fuori, visto che saresti arrivato in un periodo molto bello dell’anno, la primavera. E invece… tutto il giorno in casa, sia la mamma che il papà (ma non fanno niente… fuori?!) Di nonni poi, neanche l’ombra. I cuginetti e gli zii… assenti. L’unica notizia positiva è che, a casa, hai trovato dei fratelli  ma… allora, ti chiedi sempre più perplesso, perchè non sono venuti ad accoglierti in ospedale?! Che strana cosa…

E poi… sempre con quella mania di lavarsi le mani, di spruzzare chissà cosa su tutto, anche su di te, in continuazione! E quell’altra fissazione… di stare sempre con quell’oggetto in mano e di dirigerlo verso qualcuno che sta cucinando, o fa ginnastica, o dorme… neanche il cane o il gatto di casa è risparmiato! Che strana cosa…

E che cos’è quello stare tanto tempo a impastare, a infornare e a mangiare, ti stai chiedendo sempre più meravigliato, e poi nessuno ti fa assaggiare niente?! E perché a volte si contendono un grosso sacco nero e mamma o papà dice che oggi è il suo turno di portarlo fuori?! Che strana cosa…

E perchè, a un certo punto, tutti corrono sul balcone e si mettono a cantare, a ballare e a ripetere delle strane parole… siam pronti alla morte… ?! Che strana cosa…

Caro bambino che sei arrivato in questo periodo… le cose che ti erano state promesse mentre ti preparavi per venire al mondo non erano bugie. È solo che… non ti era stato detto che la vita è fatta di imprevisti, e che ci sono imprevisti più imprevedibili di altri. D’accordo, un giorno saprai che i grandi vanno sulla luna, solcano gli oceani, si immergono negli abissi marini, scalano le montagne più alte del mondo e riescono persino a volare. Prevedono che tempo farà domani o dopodomani e anche fra una settimana. Riescono anche a prevedere gli andamenti dei mercati finanziari (almeno entro i prossimi tre giorni) ma… questa cosa, davvero, non l’avevano neanche immaginata. Che un minuscolo, invisibile granellino sarebbe entrato nella grande ruota dell’ingranaggio e avrebbe fermato quasi tutto… proprio no.

Caro bambino… anche se ora ti sembra tutto diverso da come ti era stato raccontato… continua a vivere. Anche se noi grandi ora ti sembriamo strane creature con comportamenti misteriosi… continua a vivere.

Perchè – devi sapere – la vita, quando lo decide, presenta degli intervalli e questo ne è un esempio: c’era un PRIMA e ci sarà un DOPO e, in mezzo, ci siamo noi. Fragili ma non deboli, che viviamo e impariamo.

Perché lei, la vita, continua. Che bella cosa…

Caro bambino che sei appena arrivato fra di noi… benvenuto!

Letizia Guagliardi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

8 commenti

  1. Che meraviglia, Letizia! Riesci sempre a cogliere gli aspetti più profondi di ogni situazione. Credo che questi pensieri li abbiano avuti in tanti alla notizia della nascita di un bimbo in questo periodo, così particolare e difficile. Come sempre mi hai emozionata. Una buona domenica a te

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  2. È un post commovente ed emozionante, come tutti quelli che scrivi tu cara Letizia…L’esperienza dell’isolamento da covid -19 cambierà radicalmente le nostre famiglie e questo bambino appena nato troverà nella sua crescita una famiglia sicuramente diversa.
    Chiusi in casa. Gomito a gomito, genitori e figli, H24. Ci sono i bisogni di ciascuno che chiedono risposta e insieme la consapevolezza che di questo tempo eccezionale – non necessariamente più lento, ma certamente che si srotola in un perimetro fisico e di relazioni più ristretto – non si possa sprecare l’occasione di rafforzare le relazioni familiari, in particolare con i figli.
    Queste settimane rimarranno nella memoria delle nostre famiglie, uno di quei momenti storici che racconteremo ai nostri nipoti. Ma davvero si può dire che queste settimane cambieranno per sempre le nostre famiglie? È solo retorica? O cambierà davvero la consapevolezza del valore della famiglia?
    Siamo chiusi in casa e l’unica risorsa che abbiamo è la famiglia, è lì che ci aggrappiamo, in cui troviamo uno spazio relazionale che ci permette di avere la bellezza dei legami, un po’ di divertimento, il piacere dello stare insieme. Oggi tocchiamo una differenza tra prima, dove in famiglia provavamo a fare queste cose ma nella fretta, in un tempo compresso. Prima era come se la dimensione del dovere di fare famiglia fosse prevalente sul piacere di esserlo. In questo momento stiamo capendo che dentro al dovere c’è anche il piacere. Il bimbo di cui parli tu, Letizia, non ha avuto le relazioni interpersonali all’ atto della nascita, ma di certo avrà dei genitori e dei familiari he avranno maturato riflessioni più profonde e solide rispetto a quelle che si facevano prima del covid-19, quando il sociale era invaso dalla superficialità, dall”avere con troppa facilità e dall’essere per apparire!

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    1. Grazie, Maria Antonietta, perché ancora una volta hai espresso riflessioni profonde che aprono altre porte sulla strada che ognuno di noi sta percorrendo, pur rimanendo chiusi in casa!

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  3. Bellissima riflessione.
    Quel bambino appena nato, meravigliato! deluso! potrebbe essere ognuno di noi, sorpreso, impreparato dinanzi all’inaspettato, l’inatteso, l’imprevedibile che la vita pone di fronte.
    Conosciamo bene la grande capacità di adattamento dei bambini, non condizionati da cultura, retaggi ecc. Sapremo imitarli? Sapremo cogliere con passione ed entusiasmo le sfide, a non abbatterci quando le cose non andranno come noi vorremmo?
    Gesù nella Sua Parola ci invita a diventare come piccoli bambini.
    I bambini sanno che lungo il loro cammino, possono contare fiduciosi nelle amorevoli braccia paterne, imitiamoli!
    Abbiamo un Padre in cielo che desidera manifestare il suo infinito amore verso tutti i “bambini”

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    1. Bellissimo anche il tuo commento. Dobbiamo essere come i bambini, per i motivi che hai elencato tu e anche per il fatto che loro, davanti a una novità, non perdono tempo a lamentarsi, a criticare o a polemizzare. Guardano al nuovo con curiosità, all’inaspettato con stupore e, quando vedono che non riescono da soli, corrono fiduciosi fra le braccia della mamma… o del papà. Sanno che, l’uno o l’altro, li accoglierà con amore e li proteggerà. Poi, indicherà loro come proseguire da soli (ma continuando a osservarli).

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  4. Letizia, congratulazioni! Mi emozioni anche con i tuoi bei disegni! Quanta arte in te! “La famiglia, un luogo in cui le anime vengono a contatto tra loro, si amano a vicenda e la casa diventa cosi bella, come un giardino fiorito, ma se le anime perdono l’armonia tra loro sarà come se una tempesta avesse distrutto quel giardino”. Sono d’accordo con chi scrive queste bellissime parole: BUDDA. La famiglia, giardino in cui fiorisce la vita”opera d’arte”! Non c’è poesia piu’bella! La famiglia rifugio, comoda placenta, paradiso d’amore. Ebbene, il tempo che stiamo vivendo “io resto a casa” ci sta riportando a questo modello di famiglia. Case con dentro persone che si divertono, si abbracciano, pregano, leggono favole e i bimbi entusiasti imparano ad ascoltare, ad essere rispettosi e ad amare la calma! Si pranza tutti insieme e magari si mangia il pane che la mamma ha fatto nel proprio forno, ma soprattutto a tavola si parla e si ride. Spero che sia questa la famiglia che accoglie i bimbi nati nella pandemia. Fra tante fiamme che si sono spente, la vita riprende ancora fuoco! Benvenuti bimbi del Covid 19. Viva lui, viva lei! Bimbo, sarai l’uomo di domani con la speranza che tu possa migliorare questo mondo che ci sta uccidendo lentamente mentre riempie tutte le discariche e fa cantare sempre meno gli uccelli!

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  5. Grazie, Rosa, per i complimenti e anche per le tue belle riflessioni sulla famiglia. E anche per le suggestive immagini che ci hai mostrato con le tue parole: il pane che la mamma ha preparato, una tavola dove si parla e si ride, persone che leggono favole, bimbi che imparano ad ascoltare…

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