I libri sono pericolosi

Alice nel Paese delle Meraviglie (parte seconda)

Rieccoci nella Bottega per la seconda dose di pillole di saggezza che si possono assumere dalla lettura delle avventure di Alice.

cultura

Cappellaio Matto – Non sei più la ragazza che eri prima. Prima eri più… moltosa! Hai perso la tua moltezza. Qui dentro (indicando il cuore di Alice), c’è qualcosa che manca.

 

RIFLESSIONE N °9 Non perdiamo la nostra moltezza.

La moltezza si riferisce a qualcosa che era dentro Alice, nel suo cuore, nel suo spirito, ma che ha perso da quando, per la prima volta, ha visitato il Paese delle Meraviglie.

Se ci riflettiamo, noi tutti possiamo aver perso una parte della nostra moltezza, in molti modi. Può essere successo per un problema (o per una serie di problemi), una malattia, una crisi.

Il Cappellaio crede che Alice abbia perso un po’ del suo coraggio perché è cresciuta. Quanti di noi hanno ancora la moltezza che avevano da bambini? Recuperiamo lo stupore, l’entusiasmo, l’energia, l’immaginazione, il coraggio, la fiducia. Questa è la moltezza. (In un prossimo post parleremo di come fare per riaverla).

 

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Alice – Io non penso…

Cappellaio Matto – Allora non dovresti parlare.

 

RIFLESSIONE N° 10 Dici quello che pensi e pensa a quello che dici.

In tutta la storia, ad Alice viene chiesto quello che pensa. Molte volte, le persone non pensano prima di parlare. In alcuni casi, le persone hanno paura di dire quello che in realtà pensano, altre volte semplicemente non sanno quello che pensano. E’ molto importante pensare a quello che si dice. Quando diciamo qualcosa a qualcuno, pensiamo alle parole da usare (vedi post sulle atlete “cicciottelle”) e scegliamo con cura quelle da non dire. La comunicazione è tutto. Assicuriamoci che la nostra comunicazione scritta e parlata sia chiara e puntiamo a rendere efficace il senso delle nostre parole.

 

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tazza di te

 

Lepre Marzolina – Buon non-compleanno! Vuoi del tè?

Alice – Cos’è un non-compleanno?

Lepre Marzolina – Una festa che puoi festeggiare 364 volte all’anno.

 

RIFLESSIONE N° 11 Festeggia ogni giorno.

Una delle prime cose che vengono in mente quando si pensa ad Alice è il non-compleanno. Alla festa del tè Alice incontra il Cappellaio Matto e la sua compagna, la Lepre Marzolina. Loro le insegnano a festeggiare i non-compleanni e questa è una grande lezione: troviamo almeno un motivo per festeggiare ogni giorno. Ci alleniamo, così, ad essere grati.

 

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Bianconiglio – Uh poffare poffarissimo! E’ tardi! E’ tardi! E’ tardi! Sono in ritardo! Non mi posso trattenere! Non posso neppure dirti “ciao”: ho fretta! Ho fretta, sai?

 

RIFLESSIONE N° 12 L’equilibrio è la chiave.

Siamo anche noi come Bianconiglio, andiamo sempre di fretta, lavoriamo quasi tutto il giorno e trascuriamo le priorità? Gestire bene il nostro tempo, ogni giorno, è importante.

 

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Alice – Quanto è lungo per sempre?

Bianconiglio – A volte, solo un secondo.

 

RIFLESSIONE N° 13 Qui e ora.

Il tempo è un concetto relativo, soprattutto nel Paese delle Meraviglie. Un momento può durare per sempre, se ne siamo consapevoli, e ci vogliono invece anni per capire che abbiamo trascorso il nostro tempo nel peggior modo possibile.

Il miglior uso che possiamo fare del tempo a nostra disposizione è quello di vivere nel presente, focalizzandoci su quello che stiamo facendo, assaporando e apprezzando ogni singolo istante.

 

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Alice – Come potrà mai finire se non ha mai cominciato?

 

RIFLESSIONE N° 14 Comincia, il resto seguirà.

La frase pronunciata da Alice è potente e ci incoraggia, perché ci ricorda semplicemente di cominciare quello che è un nostro desiderio, un sogno, un progetto. A volte non cominciamo mai perché le cose ci sembrano difficili ma, ci ricorda Seneca, “Non è perché le cose sono difficili che noi non osiamo, è perché non osiamo che sono difficili”.

Non possiamo controllare il risultato delle nostre azioni, ma possiamo controllare le nostre azioni.

 

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Il Bruco – E tu chi sei?

Alice – Io, a questo punto, non lo so più, signore. O meglio, so chi ero quando mi sono alzata stamane, ma da allora credo di essere cambiata parecchie volte.

 

RIFLESSIONE N° 15 Scoprire chi sei è tutto.

Quando abbiamo dei dubbi su chi siamo e su qual è il nostro ruolo, questo influenza tutta la nostra esistenza. Pensiamo alle qualità che crediamo di avere in ognuno di questi ruoli. Ricordiamoci che assumiamo differenti comportamenti in ogni ruolo. Più impariamo su noi stessi, più avremo fiducia nelle nostre capacità e svilupperemo sempre di più la nostra identità.

 

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Cappellaio – Sono diventato matto?

Alice – Temo di sì. Sei assolutamente svitato. Ma ti rivelo un segreto: tutte le persone migliori sono matte.

 

RIFLESSIONE N° 16 Siamo tutti matti.

“Datemi una persona sana di mente ed io la curerò” scrisse Jung.

Siamo tutti diversi, ognuno ha le sue particolarità. Tutti abbiamo le nostre personali “stranezze” che possono far pensare agli altri che siamo un po’ matti. Ma non lasciamoci scoraggiare dal giudizio degli altri: prima impariamo ad apprezzare le nostre caratteristiche che ci rendono chi siamo, prima possiamo andare avanti e creare la nostra realtà. Come è scritto nel libro… “Sii un fiore selvatico piuttosto che una violacciocca”.

 

Che ne dite? Siete d’accordo con queste riflessioni o qualcuna la trovate un po’ azzardata o forse scontata? Ne avete trovata qualcun’altra tra le righe di questo libro?

Vi aspetto qui in Bottega!

7 commenti

    1. Sì, Mariagrazia. Anche tu sei unica, perché svolgi il tuo lavoro con amore, hai sempre un sorriso per ognuno di noi, ci accogli ogni mattina a scuola e ci fai sentire come a casa, hai una parola di incoraggiamento quando un alunno è un po’ giù, dai una pacca sulla spalla per chi ha bisogno di una piccola carica di energia… è questo surplus che ti rende matta, quindi speciale.

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  1. Caro anonimo visitatore (o visitatrice), il tuo commento mi ha messo allegria. Sono d’accordo con te, solo oggi ci appartiene e scegliere di essere gioiosi è un’attitudine. Ripetuta ogni giorno diventa un’abitudine.

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    1. Mi chiamo Antonio e la mia gioia è:ho deciso che la tristezza non la voglio più . Sono stato realizzato in modo stupendo dal mio “Geppetto” e voglio conoscerlo meglio per rallegrare il suo ❤️ per lungo tempo

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