crescita personale I libri sono pericolosi scuola

Tonino l’invisibile

“Ah… se potessi diventare invisibile…”

Dì la verità, non l’hai desiderato, in qualche occasione? Io ogni tanto sì, ma finora non lo sono mai diventata. Invece Tonino una mattina, siccome non è preparato per l’interrogazione, esprime il desiderio di diventare invisibile. Entra  in classe, la maestra fa l’appello, lui risponde ma nessuno lo sente. Allora capisce che il suo desiderio si è realizzato e comincia a fare i dispetti.

Tonino l'nvisibile 4

  Esce dalla scuola e sale su un pullman (senza pagare il biglietto), entra in una pasticceria e si rimpinza di dolci (e nemmeno stavolta paga).

Tonino l'invisibile 3

  Poi se ne va a zonzo. A quel punto si rende conto che essere diventato invisibile non è così divertente come l’aveva immaginato: vede i suoi compagni ridere e giocare e lui non può unirsi a loro.

Tonino l'invisibile 2

  Torna a casa, i suoi genitori sono in ansia e lui è lì ma non può comunicare con loro. Insomma… è disperato. Ritorna in strada e vede un anziano seduto su una panchina. A differenza degli altri, lui riesce a vederlo e gli rivela anche che lo guarda tutti i giorni ma che nessuno si accorge di lui. Per gli altri, dice il vecchietto a Tonino, lui è come l’uomo invisibile.

Tonino l'invisibile 1

In quel momento sua madre si affaccia dalla finestra, lo vede e gli dice di tornare a casa immediatamente. Tonino è ritornato visibile e abbraccia felice l’anziano. Poi lo ringrazia perché, dice, gli ha salvato la vita.

Questa è la storia che ho letto lo scorso giovedi, in occasione della manifestazione “Libriamoci 2019”, ai bambini della scuola elementare “A. Amarelli” di Rossano. È un bel racconto, scritto da Gianni Rodari (“Le avventure di Tonino l’invisibile”) che, come tutte le storie per bambini, ben si adatta anche a noi adulti. Tre gli spunti su cui abbiamo riflettuto io e i bambini (dopo la lettura è iniziato il laboratorio di scrittura creativa “Io scrivo con letizia”):

  1. I problemi non vanno evitati ma affrontati;
  2. sarebbe bello essere invisibili… ma per poco tempo;
  3. ci sono tante persone intorno a noi che è come se fossero invisibili: nessuno sembra riconoscere i loro diritti.

invisibili

Oggi, che siamo sempre più interconnessi, paradossalmente è ancora più facile sentirsi invisibili. La mancanza di relazioni offline può far diventare invisibili. La solitudine può far diventare invisibili agli occhi degli altri. Il dolore può far diventare invisibili a se stessi. Molte persone si sentono invisibili: sentono di non aver niente di interessante di cui parlare, niente da condividere, nessuno scopo per cui vivere.

LIBRIAMOCI 2019

Tonino è stato fortunato perché la sua invisibilità non è durata neanche un giorno e forse l’anziano lo è stato altrettanto perché (immagino) da ora in poi il bambino si fermerà a parlargli, a sorridergli e ad ascoltarlo.

Quanti invisibili, oggi, avranno questa opportunità?

Letizia Guagliardi

 

 

 

 

4 commenti

  1. Ciao…non mi piacerebbe essere invisibile…penso che ascolterei e vedrei molte cose che non mi piacciono…scoprirei più persone false di quelle che normalmente conosco…basta e avanza.

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  2. Io invece userei l’invisibilità non per ascoltare o osservare di nascosto le persone ma per entrare nei posti vietati al pubblico. Ci sono aree nei musei, nei castelli, negli scavi archeologici per esempio, dove ci sono capolavori in restauro in cui non si può accedere!

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  3. Ci sono tante persone intorno a noi che è come se fossero invisibili. Quanti invisibili ci sono nella nostra società! L’invisibile è chi non ha voce: gli scartati, quelli che hanno per tetto il cielo, gli anziani soli, gli ammalati, i poveri, i carcerati, i depressi! Quanti poveri non possono comprare un pezzo di pane, ma ho conosciuto anche i “poveri nell’animo che vivono in solitudine”! Allora voglio unirmi al Salmo e dire: la speranza del povero non sarà delusa! Leniamo la fatica del loro vivere! Incontriamoli perché l’incontro scatena l’amore. Loro hanno bisogno di Amore semplicemente! Hanno bisogno delle nostre mani per essere risollevati, dei nostri cuori per sentire di nuovo il calore dell’affetto, della nostra presenza per superare la solitudine. A volte, basta fermarsi, sorridere, ascoltare. Uomini, donne, bambini attendono una parola amica. Sono questi che ci permettono di incontrare il volto di Gesù.

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