crescita personale I libri sono pericolosi Il giardino dei fiori proibiti

Il posto in cui vivo è… (descrivilo usando al massimo sei parole)

“Le piace già dal nome: Fiorile. È di origini medievali, una meravigliosa perla incastonata fra un lago luccicante e delle montagne… rassicuranti, le viene da pensare. Ma quello che l’attrae di più di questo posto è la descrizione scritta in basso a destra: Bellissimo borgo fortificato, circondato da mura…

Chiude il libro. Ha deciso. Quelle poche parole, fortificato e circondato da mura, le bastano. Lì dentro, lo sente, troverà serenità, rifugio e protezione. Si sentirà come una perla dentro un’ostrica”.

“Il giardino dei fiori proibiti” (p. 11) – Ferrari editore

Giulia, la protagonista del mio romanzo, è una ragazza in fuga e dopo un’attenta selezione ha scelto il posto in cui vivere. Fiorile non esiste, me lo sono inventato, e a lei è piaciuto perchè dalle foto e dalle parole che lo descrivono le sembra che potrà offrirle quello di cui ha bisogno: serenità, rifugio e protezione.

IL GIARDINO DEI FIORI PROIBITI COPERTINA

L’Italia è ricca di paesi, borghi e villaggi  di notevole bellezza quindi, per non far torto a nessuno, ho dovuto crearlo e gli ho dato quello che li accomuna un po’ tutti: origini antiche (e anche un po’ misteriose), un lago (ma potrebbe anche essere un fiume o un mare), un castello, delle casette deliziose con piccoli giardini ben curati, aria sana, tranquillità, abitanti cordiali e ospitali.

E tu… dove vivi? Non devi dire il nome del posto se non vuoi però puoi descriverlo utilizzando al massimo sei parole.

Pensa alle sensazioni che provi quando passeggi per le sue strade, i vicoli, le viuzze strette ma ricche di particolari affascinanti; quando visiti un luogo che lo contraddistingue (un castello, un museo, una chiesa); quando ammiri qualcosa di unico che la natura gli ha donato (una vista panoramica, delle montagne, un bosco…)

Puoi rispondere subito oppure… prenditi tutto il tempo che vuoi, magari per uscire e osservarlo, adesso, con occhi nuovi.

Se vuoi leggere “Il giardino dei fiori proibiti” fai click QUI

Letizia Guagliardi

 

 

 

4 commenti

  1. Non non è il posto dove vivo attualmente, ma dove comunque ho trascorso in passato 4 anni della mia vita… Una ridente cittadina incastonata fra le montagne più belle dell’Italia…piena di cultura e di storia..attraversata da un fiume dalle acque sempre fresche e limpide…congiunta nel suo centro storico da un famoso ponte di legno che ne è il simbolo perenne! Le sei parole che la descrivono ripensando ai sentimenti che provavo nel passeggiare tra i vicoli stretti e piastrellati del suo centro storico sono: avvolgente, placida, lieta, riflessiva, amena, remota.

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  2. Quando arriva la sera e mi prende la nostalgia, torno con la mente al borgo dove ho trascorso la fanciullezza e l’adolescenza. Il borgo da me tanto amato stava su una collina dalla quale si fruiva un bellissimo orizzonte. Le casette addobbate di fiori alle finestre, la chiesa bianca che mi accoglieva nei lunghi pomeriggi di maggio, gli ulivi secolari! Quante volte con mio fratello ci arrampicavano sui rami per guardare il cielo! Rivedo quel bel casolare dove abitavano i nonni materni. Un fresco ruscelletto passava davanti casa e poi attraversava il giardino, ricco di verdure e di frutti di tante varietà. Un grande albero di noci faceva da ombra al nonno che, seduto su una panchina, mi trastullava raccontandomi dei suoi tempi! E poi le canne distese al sole dove nonna asciugava i pomodori e i fichi. Quanta nostalgia di quei bei tempi! Nel borgo regnava la serenità, la condivisione, il rispetto, l’amore per la natura e per le persone!! Ora quel borgo è disabitato. Regna solo il silenzio! Però, quando mi reco lì, i muri coperti di crepe e di edera mi parlano ancora di tutto quel passato che resterà per sempre nel mio cuore! Buon ferragosto Letizia!!!!

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    1. Cara Rosa… anche tu, con questo tuo commento, così ricco di evocazioni, me lo hai fatto visitare e ho apprezzato ciò che rende unico un posto. E ho avuto la conferma che ogni cosa diventa bella o si valorizza di più grazie ai nostri occhi, al nostro cuore, alle nostra parole. Brava!

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