Sulla linea... la mia vita dietro le sbarre

Io, Francesco, prigioniero del più potente dei carcerieri.

prigioniero speranza 1

Mi chiamo Francesco e sono entrato in carcere il 15 dicembre 1992. Avevo solo 19 anni, un mese e quattordici giorni.

Oggi ricordiamo le vittime innocenti delle mafie e sai perché sento il bisogno di dare anch’io il mio contributo? Non sono un parente di nessuna vita spezzata dalla criminalità organizzata. Io, nella mia precedente vita, ero dall’altra parte del mitra, dalla parte del grilletto.

Sono passati tanti anni, ma da allora  non c’è stato un solo giorno in cui abbia dimenticato di pensare a quelle due persone innocenti che si sono trovate nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Fra poco uscirà il mio libro in cui racconto la mia storia, il mio percorso, la mia morte e la mia rinascita. Ti anticipo che, se deciderai di leggerlo, mi odierai, mi disprezzerai, mi giudicherai, forse. Ma sono certo che proverai anche compassione, gioia, conforto. Spero, anche, un incoraggiamento. Ma quello che voglio, sopra ogni cosa, è accendere dentro di te la flebile fiammella della speranza. Io faccio di tutto, ogni giorno, affinché questa esile e debole candela riesca a resistere, dentro di me, e a rimanere accesa, nonostante i leggeri soffi, i venticelli bizzarri e le trombe d’aria che vorrebbero spegnerla.

Lo voglio per me e anche per te.

Questo libro lo dedico anche alle famiglie delle persone a cui ho fatto molto male, di proposito o per errore. Prego che in tutti questi anni loro abbiano trovato un modo per alleviare e incanalare diversamente il loro dolore, come ho fatto io.

Io l’ho trovato nella mia fede in Dio, per me l’unico che vede cosa c’è negli abissi del mio cuore e, soprattutto, esamina la mia nuova, vera anima.

Vorrei che la mia esperienza servisse a voi, ragazzi, che ora partecipate a questa giornata e che, spero, deciderete di leggere la mia storia.

Questo è il brano letto da due studenti della mia scuola (l’ITIS) durante la manifestazione “La primavera della legalità” che ha avuto luogo nell’Aula Magna lo scorso 21 marzo.

Sono le ultime due pagine del libro (di prossima pubblicazione) scritto da Francesco, attualmente detenuto nella Casa di Reclusione di Rossano. Di questa storia ne avevo già parlato QUI e QUI.

Le sue parole, rivolte soprattutto ai tanti studenti presenti, hanno scosso e, nello stesso tempo, emozionato.

Sulla nostra “primavera” riferirò nel prossimo post.

 

prigioniero speranza 2

6 commenti

  1. Ciao Letizia questo post mi ha lasciato senza parole. ..Francesco è uomo che ha sbagliato…ma la fede in Dio …gli dà la forza e la speranza di guarire dal male

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    1. Cara Mariagrazia, tutta la storia della vita di Francesco fa riflettere (lo constaterai se leggerai il libro). E’ vero, Dio gli dà la forza, ogni giorno, di vivere da persona cambiata (perché lui ha deciso di cambiare) in un ambiente che, purtroppo, ancora è piuttosto “chiuso” (e non mi riferisco ai muri di cinta, ai cancelli e alle sbarre alle finestre).

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  2. Ciao Letizia sono Giuseppe puzzi Francesco lo conosco molto bene a sbagliato ma sono sicuro che guardando avanti e che a forza e c che crede in Dio spero che uscirà presto

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    1. Grazie Giuseppe, per il tuo contributo. Sì, lui ha sbagliato ed è stato proprio lui il primo ad ammettere tutti i suoi errori. Da quel momento ha deciso di trasformare il suo periodo di detenzione in un ‘opportunità di cambiamento, di rinascita e di miglioramento continuo.

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