#Ioscrivoconletizia – Lo specchio di Zucca 🎃 Maicontenta: chi siamo e chi sogniamo di essere

Continua il nostro viaggio nel mondo di Zucca Maicontenta! Secondo incontro del mio laboratorio “Io scrivo con letizia” con i bambini della 2^ A e la loro maestra Maria Antonietta Ruperto (Scuola Primaria “Monachelle” di Rossano).

Dopo aver letto ad alta voce la seconda parte del racconto “La Zucca Maicontenta“, siamo passati alla fase del brainstorming. Maicontenta si lamenta perché insoddisfatta della sua vita e, a un certo punto, desidera essere qualcos’altro. Ed ecco che il suo vissuto si è trasformato in un ponte verso l’interiorità dei bambini. Perché, per me, è questo il cuore della vera scrittura creativa ed empatica.

A sette anni il desiderio di “essere qualcun altro” è molto comune: a volte vogliono essere un supereroe per sentirsi forti, un animale per essere liberi, un fratello più grande o persino la propria maestra o un genitore per “comandare”.

Abbiamo iniziato con il riscaldamento – il gioco del “Se fossi…” – e per rompere il ghiaccio ho lanciato la domanda stimolo: «Zucca Maicontenta è triste perché vorrebbe essere un’altra cosa. A voi è mai capitato, anche solo per un minuto mentre giocavate, di pensare: “Oh, come vorrei essere…”?»

Ho raccolto le prime risposte a voce per dare idee anche a chi è più timido e poi siamo passati alla scheda di scrittura:

IL MIO GIORNO DA…

Se potessi trasformarmi per un gorno intero, vorrei essere: ……………………………………………………………………………………….

Vorrei essere proprio così perché lui/lei sa fare una cosa bellissima, cioè: ………………………………………………………………….

La mia prima, incredibile avventura in questi panni sarebbe ……………………………………………………

Per chiudere l’attività in modo positivo e rassicurante è importante farli tornare in sé, quindi ho chiesto:

«Cosa ti mancherebbe di più del tuo vero te (del tuo nome, dei tuoi amici, dei tuoi capelli o dei tuoi giochi) se rimanessi trasformato per sempre?» E così, dopo il disegno, ecco l’ultimo appunto, quello più importante:

Però, prima di andare a dormire, vorrei tornare a essere ME STESSO/ME STESSA perché mi mancherebbe troppo (la maggior parte ha risposto: mamma e papà, qualcuno il fratello o la sorella):
……………………………………………………………………………………………………………………………………………Questo li ha aiutati a capire che giocare con la fantasia è bellissimo ma che ognuno di loro è speciale esattamente così com’è. SPOILER: questo è ciò che Zucca Maicontenta scoprirà alla fine della storia!

Infine, ci siamo divertiti a disegnare e ho pensato a un esercizio visivo straordinario: unire l’autoritratto alla fantasia:

Lo Specchio Magico delle trasformazioni

Ogni bambino e ogni bambina ha disegnato sul proprio foglio – e qualcuno anche alla lavagna – un grande rettangolo (lo specchio) diviso esattamente a metà da una linea verticale tratteggiata.

A sinistra della linea i miei piccoli scrittori hanno disegnato la metà del loro vero viso (gli occhi, i capelli, il sorriso).

A destra della linea hanno disegnato la metà del viso di chi vorrebbero essere (un animale, un supereroe, un personaggio fantastico o una persona che ammirano). Alcuni hanno scelto Spiderman e Superman, altre una fatina, un personaggio dei cartoni e chi, addirittura, un capibara!

Per loro è stata una piccola sfida geometrica. Per aiutarli, ho suggerito di partire dal naso e dalla bocca, facendoli incontrare esattamente sulla linea tratteggiata centrale. È stato divertentissimo vedere, ad esempio, metà bocca di bambino che si unisce a metà muso di cane o di gatto!

Questo secondo laboratorio non è stato solo un esercizio di scrittura e disegno ma un prezioso momento di ascolto e condivisione. Guardarsi allo ‘specchio’ attraverso le parole e i colori ha permesso a questi piccoli scrittori di esplorare i propri desideri e, al tempo stesso, di dare valore alla propria unicità. Un piccolo passo per diventare grandi, senza mai smettere di viaggiare con la fantasia.

Vedere i bambini giocare a ‘sdoppiarsi’ tra chi sono e chi sognano di essere ci ha ricordato quanto sia potente la loro immaginazione. Ma la parte più bella è stata vederli tornare in sé stessi, scoprendo che la magia più grande non è diventare un supereroe ma accorgersi di quanto si è speciali esattamente così come si è. Proprio come la nostra Zucca Maicontenta 🎃

Letizia Guagliardi

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