crescita personale I libri sono pericolosi Il giardino dei fiori proibiti Sulla linea... la mia vita dietro le sbarre

La donna forte e virtuosa

Il suo valore è di gran lunga superiore alle perle (Proverbi 31:10).

E di donne, della loro forza, del loro valore e di tante altre cose che la riguardano abbiamo parlato il 12 agosto al lido “Bagdad café“, sul lungomare di Mirto. Nel salottino culturale che ci ha ospitati molti sono stati gli interventi, tutti stimolanti, fra cui quello dello storico Giuseppe Ferraro, del parroco  Giuseppe Ruffo e del responsabile della rassegna, il sociologo-giornalista Antonio Iapichino, che ha introdotto la serata e ha coordinato i vari momenti. Ognuno ha evidenziato, dal proprio punto di vista (storico, religioso, culturale e sociologico), il ruolo che ha sempre avuto e ha tuttora la donna nella società: un ruolo importante che in alcuni contesti è giustamente riconosciuto, in altri un po’ meno, in altri ancora è purtroppo denigrato, ignorato e ostacolato.

Molti i contributi delle donne presenti: Giuliana Morrone (consigliere, che ha salutato i presenti, anche a nome del Sindaco Antonio Russo e dell’intero esecutivo comunale); Ida Parisi (ricercatrice); Lorena Flotta (consulente in Igiene e Sicurezza degli alimenti); Mirella Pacifico (docente e presidente U.C.I.I.M. sezione Mirto-Rossano); Virginia De Leonardis (docente); Maria Teresa Bollini (consigliere comunale, insegnante e agronomo); Giusy Flotta (docente e imprenditrice); Bina Campana (impiegata).

Ognuna ha testimoniato come riesce a conciliare i vari ruoli che svolge (madre, moglie, figlia, sorella, lavoratrice, volontaria, ecc.) e a incastrare nel miglior modo possibile i propri compiti in casa e fuori casa.  Tutte hanno donato le loro esperienze e le loro scoperte, contribuendo così a formare un esauriente profilo della donna di oggi che, grazie alle qualità che il Signore le ha donato – l’intuizione, la creatività, la generosità, la sensibilità, la costanza (e altro ancora) – è preziosa in tanti campi: nell’economia, in politica, nell’istruzione, nella sanità, nella cultura, nell’arte, nel volontariato.

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Alcuni dei contributi delle donne presenti che hanno raccontato la loro esperienza

Ringrazio il dott. Iapichino per avermi chiesto di raccontare la mia esperienza come insegnante e come scrittrice (anche nella Casa di Reclusione di Rossano) perché mi ha permesso di condividere il messaggio di Francesco Carannante. “Sulla linea… la mia vita dietro le sbarre” è la sua storia di detenuto-ergastolano, del suo cambiamento e della sua rinascita. A p.174 lui ringrazia le donne della sua vita:

Ci sono state tante donne nella mia nuova vita, tante hanno incrociato il mio cammino, qualcuna mi ha aspettato a un bivio.

Donne ben diverse da quelle che ho conosciuto nella mia vecchia vita. Sono le volontarie, le insegnanti, le mie sorelle, mia madre. Ognuna di loro ha lasciato un segno positivo su di me. Ciascuna è stata come una bussola che al momento opportuno mi ha consigliato la giusta direzione da prendere e mi ha illuminato la strada del cuore e dell’emozione e l’ha collegata a quella della mente.

Grazie a tutte le mie bussole!

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In questo momento sto parlando delle donne che animano i miei due libri

Le donne di “Sulla linea… la mia vita dietro le sbarre” sono donne vere, veramente esistite e che esistono ancora (tranne una, purtroppo). Donne che non si arrendono e che non abbandonano chi ha sbagliato (la madre e le sorelle di Francesco); donne che vedono come potrebbe diventare una persona con il loro amore, il loro tempo e il loro sostegno (le insegnanti e le volontarie); donne capaci di intuire che nell’altro – qualunque sia il suo bisogno – c’è anche il proprio figlio, il proprio marito, il proprio fratello e, quindi, se ne prendono cura. Perché nella donna c’è la sorgente della vita e la donna – questo – (l’amore senza aspettarsi niente in cambio, l’accoglienza, la dedizione, l’empatia, lo spirito di adattamento e l’obiettività) lo esprime anche quando non procrea, perché si può essere anche madre nello spirito.

io e Anila Dahriu
Con la scrittrice Anila Dahriu

Ne “Il giardino dei fiori proibiti” le donne le ho inventate ma la loro forza e la loro determinazione (nel bene e nel male) sono vere. Anche loro sono donne che non si arrendono,  fanno delle scelte di vita e sono pronte a pagarne le conseguenze.

Ringrazio chi mi ha invitata, chi ha condiviso cose belle e utili e chi ha voluto trascorrere una piacevole serata insieme a noi. Alla prossima!

P.S.: In questo momento (sto per pubblicare questo post) mi stanno arrivando i vostri auguri per il mio compleanno e sono, già a quest’ora, tantissimi. Grazie, dal profondo del mio cuore.

Letizia Guagliardi

2 commenti

  1. Letizia, lo hai scritto anche tu in un tuo post e mi piace ricordarlo a proposito di donne forti:nelle profondità dell’inverno, alla fine ho imparato che dentro di me giaceva un’estate invincibile! Ebbene, trovo che le donne forti e virtuose riescono sempre a ” vincere le profondità dell’inverno e assaporare la calda estate con le notti stellate, le spiagge, il sole! Esse sono come il mare che, infrangendosi contro gli scogli, trova sempre la forza di riprovarci.

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  2. Sì, Rosa! Le donne forti e virtuose non si scoraggiano, non si arrendono e trovano sempre la forza per riprovarci, per rialzarsi, per ricominciare. Per loro stesse, per i loro figli e per tutte le persone che hanno intorno.

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