W la pizza!

Fra due giorni sarà la Giornata Mondiale della pizza e visto che mi piace tanto le dedico questo post.

Riconosciuta dall’UNESCO nel 2017, la pizza napoletana, l’unica e verace, è ormai patrimonio dell’umanità. Molto bella anche la motivazione: “Le competenze legate alla produzione della pizza, che include gesti, canzoni, espressioni visuali, gergo locale, capacità di maneggiare l’impasto, esibirsi e condividere è un indiscutibile patrimonio culturale”.

Nata povera nelle bettole di Napoli, nel corso degli anni si è arricchita sempre di più fino a conquistare il mercato mondiale che supera i 60 miliardi di euro di fatturato.

La pizza è senza tempo e richiede passione, determinazione, pazienza, impegno e dedizione. La pizza è condivisione, richiede gioia (chi è triste, abbattuto e chiuso in se stesso difficilmente credo riesca a preparare una buona pizza) e dona gioia (a mangiarla).

Anche in questo post ritorno sul tema del lavoro fatto bene perchè la pizza, per essere bella e buona, deve essere armoniosa e chi la prepara deve:

  • scegliere con cura gli ingredienti e stare attento ai tempi e alle temperature;
  • seguire la stagionalità;
  • curare gli abbinamenti cromatici e gastronomici.

Preparare una buona pizza è come dirigere un’orchestra. Chi la prepara è il direttore perché deve accordare tutti gli orchestrali in modo da ottenere la migliore esecuzione:

  • ogni volta gli ingredienti devono essere freschi, di qualità e di stagione (i colori, i profumi e i sapori si esprimono al loro massimo);
  • vanno dosati con sapienza: l’olio, per esempio, deve essere versato a filo sulla “tela” con un movimento a spirale;
  • i colori sono importanti (qualsiasi piatto, quando è presentato bene, si mangia prima con gli occhi): bianco/rosso/verde – bianco/verde/marrone/giallo – /rosa/rosso/verde/bianco…
  • gli ingredienti della farcitura vanno accostati con diligenza e senza restrizioni perchè il nostro estro non conosce limiti: fiori di zucca, alici e fior di latte, gorgonzola, mozzarella, formaggi erborinati, cipolla e aceto balsamico…
  • fra gli orchestrali ci sono anche il nostro cuore, la nostra mente e il nostro amore, per noi e per gli altri: una pizza che si presenta bene e che viene portata a tavola con il sorriso fa emozionare. I cinque sensi si mettono in moto e riaffiorano i bei ricordi. Ti viene in mente quando eri bambino e la mamma la sfornava…
  • in mano non abbiamo la bacchetta per dirigere l’orchestra, abbiamo le nostre mani e, anche stavolta, vanno usate nel modo giusto: bisogna toccare l’impasto per “sentire” il punto di pasta, il panetto lievitato va steso, appiattito, guarnito e infornato.

La pizza è un’armonia di bontà, di bellezza e di cultura. È una sinfonia di gusti, divertimento, allegria, passione e amore. È un’ instancabile ricerca del lavoro fatto bene, del bisogno di migliorarsi sempre di più, del desiderio di donare qualcosa di utile.

Proprio come dobbiamo fare, ogni giorno, con la nostra vita.

Letizia Guagliardi

6 risposte a "W la pizza!"

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  1. Buonasera carissima prof questo è un argomento interessante, vero la pizza è la pizza,e devo dire che ci sono moltissimi pizzaioli,io in famiglia ne ho tre che sono tutti e tre bravi perché il loro maestro a parer mio è super bravo, infatti non tutti riescono a fare di questo mestiere una cosa seria perché come ogni mestiere ci vuole passione, dedizione, amore e tanta pazienza che pochi hanno oggi, auguro un imbocca al lupo a tutti i pizzaioli presenti e futuri,e auguro una buona giornata a lei

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  2. Buona serata, Letizia! Penso che ognuno di noi nella vita abbia detto: andiamo a mangiare una pizza! “Fatti na pizza c’a pummaroll ‘ncoppa vedrai che il mondo ti sorriderà” cantava Pino Daniele. Si, uscire e mangiare una pizza insieme all’amica del cuore ci rende allegri, felici. Se poi d’estate la gustiamo in riva al mare, apprezziamo di più i sapori, i colori! Quel disco di pasta dai bordi alti, dal cuore morbido, spugnoso, rende le “serate magiche” perché accompagnate dallo “sciabordio delle onde del mare”! È bellissimo gustare la pizza fuori, ma ancora più bello prepararla in casa perché è come “amare qualcuno”. Che sensazione bellissima sento dentro di me, quando dico a Tonino: stasera ti faccio la pizza! È come dirgli: ti voglio bene! La mia pizza diventa così l’essenza della felicità. Con le mie mani la impasto di buon mattino. Uso farina di tipo 0, pochissimo lievito e acqua, ma il segreto sta nelle pieghe che faccio fare all’impasto. Poi i miei dischi vengono colorati con prodotti freschi. Quando la metto in tavola rivela tutto il suo sapore e il suo color.e Per noi l’alimento salutare più buono al mondo!

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