Buongiorno!
“Ho passato tutta la mattina per aggiungere una virgola e nel pomeriggio l’ho tolta.”
È una delle battute più brillanti di Oscar Wilde ed è diventata il manifesto universale di tutti gli scrittori, i copywriter e i perfezionisti della parola, usata proprio per ironizzare sull’ossessione del dettaglio e sulla fatica che si nasconde dietro la composizione di un testo.
A questo proposito, leggiamo una simpatica letterina che Pierino (sempre lui!) ha scritto alla sua maestra. Che succede se ci divertiamo a spostare i punti e le virgole? Il risultato è senza dubbio divertente, peccato che Pierino non volesse ringraziare così la sua maestra…
Prima versione:
Carissima maestra,
ho trascorso le vacanze a pensare, con nostalgia, a quello che mi ha fatto studiare lei in classe. Quest’anno mi ha chiarito mille modi in cui potrei accontentarla con la preparazione che mi ha dato. Riuscirò ancora di più l’anno prossimo a migliorare il mio rendimento. Nel caso fallissi, però, mi piacerebbe avere una seconda opportunità. Con sua sorella, quella volta, quando m’invitò a pranzo, è stato molto bello parlare di noi e arricchire così la mia conoscenza storica. Anche quell’occasione mi ha fatto capire quanto ero diventato bravo. Solo pensando a lei, ho già una gran voglia di venire a trovarla. Se n’è già parlato anche con gli altri. Pierino
Seconda versione:
Carissima maestra,
ho trascorso le vacanze a pensare, con nostalgia, a quello che mi ha fatto. Studiare lei in classe, quest’anno, mi ha chiarito mille modi in cui potrei accontentarla. Con la preparazione che mi ha dato riuscirò ancora di più l’anno prossimo a migliorare il mio rendimento. Nel caso fallissi, però, mi piacerebbe avere una seconda opportunità con sua sorella. Quella volta, quando m’invitò a pranzo, è stato molto bello parlare di noi e arricchire così la mia conoscenza. Storica anche quell’occasione: mi ha fatto capire quanto ero diventato bravo. Solo pensando a lei, ho già una gran voglia. Di venire a trovarla se n’è già parlato. Anche con gli altri? Pierino
Non conosco la fonte di questa lettera ma ringrazio chi l’ha scritta perché mi ha fatto sorridere.
Ma ritorniamo a Wilde: lui viveva nell’Ottocento e poteva permettersi il lusso di meditare otto ore su un singolo segno di interpunzione. Oggi noi spariamo messaggi alla velocità della luce. E i risultati, quando ignoriamo la punteggiatura, sono tragici. O esilaranti. Eccone uno.
Senza virgola: “Vado a mangiare nonna!
Con la virgola: “Vado a mangiare, nonna!”
Risultato: una virgola ci separa dal cannibalismo. Salviamo la nonna, usiamo la punteggiatura.
Serena giornata!
#PerCosaMiMeraviglioOggi #almenounagioiaalgiorno
Letizia Guagliardi
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