Buongiorno!
Oggi iniziamo con un quadro, uno dei capolavori più celebri del pittore Johannes Vermeer, realizzato tra il 1657 e il 1658, durante l’Età dell’oro olandese. È La lattaia, la meraviglia di oggi.
L’opera è attualmente esposta al Rijksmuseum di Amsterdam. Osserviamola attentamente.
Una domestica è colta in un momento di quiete quotidiana mentre versa del latte in un recipiente di terracotta. Il pittore voleva mettere in risalto la sacralità e la dignità del lavoro domestico e dei gesti semplici. Il dipinto è famoso per lo straordinario uso della luce che proviene da una finestra sulla sinistra e che illumina i dettagli della stanza. Spiccano i colori vividi della tovaglia, in particolare il blu oltremare naturale ottenuto dal prezioso lapislazzuli e il giallo brillante del vestito.
Vermeer utilizza una precisione quasi fotografica perché applica la tecnica del puntinismo, cioè piccoli punti di colore, per far brillare la luce sulla superficie del pane e dei recipienti.
E ora guardiamo la stanza: c’è solo una donna, un tavolo di legno, un pezzo di pane vecchio e un rivolo di latte che cade in una ciotola di terracotta.
Se Vermeer dipingesse la nostra vita oggi, probabilmente ci ritrarrebbe di corsa, con la mente già proiettata alla prossima scadenza, al prossimo obiettivo, al prossimo traguardo da raggiungere per sentirci abbastanza.
E che dire della luce? La luce entra da una finestra e non sta illuminando l’incoronazione di un re. Sta illuminando un gesto banale. Sta avvolgendo di dignità e di bellezza un lavoro ripetitivo, lo stesso che questa donna compie ogni singolo giorno.
La lezione della Lattaia è una scossa per il nostro ego: la grandezza non si misura da cosa facciamo ma da come lo facciamo.
Se versiamo il latte pensando a qualcos’altro, è solo un lavoro. Se lo versiamo con totale presenza, rispetto e dedizione, quel gesto diventa un’opera d’arte. Diventa cura.
La nostra crescita personale non è fatta solo del giorno in cui firmiamo il contratto della nostra vita o compiamo un’impresa memorabile. La nostra vita è fatta di giorni qualunque. È fatta di e-mail da scrivere, di piatti da lavare, di stanze da riordinare, di passi silenziosi che nessuno noterà mai.
Se continuiamo a rimandare la nostra serenità a quando avremo avuto successo o a quando avremo realizzato quel progetto, ci perderemo la parte più grande della nostra esistenza.
La sfida motivazionale di oggi è questa: mettiamo la stessa cura di Vermeer in ciò che consideriamo insignificante. Rallentiamo. Siamo presenti nell’azione che stiamo compiendo adesso. Troviamo l’entusiasmo, la precisione e la poesia nei nostri piccoli doveri quotidiani.
Perché chi impara a dare valore e meraviglia alle piccole cose terrene, ha già vinto.
Non ha più bisogno di inseguire lo straordinario perché ha capito come rendere straordinario ogni singolo giorno.
Serena giornata!
#PerCosaMiMeraviglioOggi #almenounagioiaalgiorno
Letizia Guagliardi
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