#PerCosaMiMeraviglioOggi – Sfumature di fuoco e rocce antiche: l’incanto di Praia a Mare e dell’isola di Dino

Buongiorno!

Se non sapessi che a scattare questa foto è stata mia figlia Alessia penserei che sia stata creata con l’Intelligenza Artificiale. Ma non è così. Oggi, con questa meraviglia, andiamo a Praia a Mare, nell’alto Tirreno cosentino.

Incastonata nella suggestiva Riviera dei Cedri, nell’estremo nord-ovest della Calabria, è quasi al confine con la Basilicata. La parola Praia deriva dal latino plaga – a sua volta legato al greco plagià, che significa costa o pendenza – un termine che nel Medioevo indicava la “piaggia”, ovvero la spiaggia. Di fatto, “Praia” significa letteralmente spiaggia. Il suo nome evoca la Plaga Sclavorum, una riva segnata dal passaggio di navi remote, mercanti e coloni slavi giunti dal mare per difendere la costa, prima di diventare il porto naturale del borgo collinare di Aieta.

I tramonti di Praia a Mare sono veri e propri spettacoli di luce in cui il cielo della Riviera dei Cedri si trasforma in una tela vivente. Quando il sole scende verso l’orizzonte, la silhouette massiccia dell’Isola di Dino si staglia contro un fondo infuocato e crea un contrasto visivo indimenticabile.

È un momento reso magico dall’atmosfera e dalla tavolozza dei colori. Il cielo si accende di sfumature che vanno dall’arancione bruciato al rosa antico, fino a spegnersi in un viola profondo che bacia il Mar Tirreno. Le acque calme riflettono la luce solare e creano una scia dorata che sembra unire la spiaggia direttamente al sole che tramonta. L’Isola di Dino, vista controluce, assume contorni misteriosi che evocano antiche leggende di navigatori e sirene. Il calore del giorno lascia spazio a un vento leggero che porta con sé il profumo di salsedine e la freschezza delle vicine montagne del Pollino.

L’Isola di Dino è un frammento di mito emerso dalle profondità del Tirreno, un gigante di roccia calcarea che custodisce i segreti più antichi di Praia a Mare. Vista dalla riva, appare come una fortezza impenetrabile ricoperta di macchia mediterranea ma i suoi veri tesori si rivelano solo a chi si avvicina al soffio delle sue onde.

Sotto la superficie, dove la roccia sprofonda nel blu, le pareti dell’isola sono ricoperte da foreste di gorgonie e popolate da una vita marina vibrante, un paradiso sommerso e silenzioso. Ai piedi delle sue falesie verticali si aprono cattedrali marine modellate dal tempo. La Grotta Azzurra accoglie la luce del giorno trasformandola in un neon cobalto irreale, mentre la Grotta del Leone custodisce il suo guardiano di pietra addormentato. Sulle sue vette rocciose sopravvive la misteriosa Palma Nana, una pianta fossile che resiste dai tempi in cui i dinosauri dominavano la terra, che dona all’isola un’atmosfera primordiale. Nelle giornate di mare calmo, l’acqua che si infrange contro i suoi anfratti genera un’eco profonda e ipnotica. È lo stesso suono che, secondo le leggende, incantava i navigatori dell’antichità facendoli naufragare.

Ci sono luoghi che visitiamo e luoghi che ci rimangono dentro. Praia a Mare, con i suoi tramonti infuocati e le sue rocce cariche di mito, appartiene alla seconda categoria. Non ci resta che lasciarci cullare dal canto delle sue onde e perderci nella magia della Riviera dei Cedri.

Serena giornata!

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Letizia Guagliardi

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