L’arte della semplicità: pomodoro, mozzarella e basilico realizzano un’alchimia perfetta. Quell’aroma inconfondibile di legna e pane cotto che esce dal forno ha il potere quasi magico di svoltare una giornata storta in un secondo.
Questo collage di Poppy Spring è un omaggio alla pizza, l’unico cerchio che viene servito in un cartone quadrato e si mangia tagliato a triangoli. Un paradosso che unisce il mondo. Un lusso accessibile a chiunque, un cibo che non crea distanze. Si mangia con le mani, azzera le formalità e invita alla condivisione pura.
E come mostra il bel fornaio del collage di Poppy, con l’impasto si possono preparare tante altre specialità. Eccone alcune.
Il calzone: l’impasto viene piegato a mezzaluna, farcito tradizionalmente con ricotta, salame e mozzarella, e cotto al forno.
Il panuozzo: tipico di Gragnano, è un panetto di pizza allungato, cotto al forno, tagliato a metà e farcito con salumi, formaggi e verdure.
La focaccia: stendendo l’impasto più alto nella teglia e condendolo con olio, sale grosso e rosmarino, si ottiene una focaccia soffice.
I grissini: tagliando l’impasto a striscioline sottili e passandole al forno, si creano ottimi snack croccanti per l’antipasto.
I rotolini di pizza: l’impasto viene steso, farcito (ad esempio con cotto e formaggio), arrotolato, tagliato a fette e cotto in teglia.
La pizza sa essere tradizionale e ribelle, leggera come una nuvola d’estate e confortante come un abbraccio d’inverno. È il cibo delle serate tra amici, dei film sul divano e dei festeggiamenti improvvisati.
Morderla significa assaporare la storia, la passione e la gioia profonda del vivere.
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Letizia Guagliardi
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