La differenza invisibile tra leggerezza e superficialità

Oggi il collage di Poppy Spring contiene una frase molto famosa, spesso attribuita a Italo Calvino: “Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”.

E allora chiediamoci: che differenza c’è tra SUPERFICIALITÀ e LEGGEREZZA?

La superficialità è un guscio vuoto che galleggia sulla riva. Guarda l’acqua dall’alto, si sposta dove tira il vento e non si bagna mai davvero. Chi vive con superficialità non approfondisce, non sceglie e non si cura di cosa c’è sotto. Evita il peso del mondo semplicemente ignorandolo, lasciando tutto piatto e bidimensionale.

La leggerezza, invece, è un subacqueo esperto. Conosce perfettamente il peso degli abissi, ha visto le correnti scure e sa quanto possa essere schiacciante la pressione lì sotto. Eppure, decide di muoversi con grazia fluida, quasi volando nell’acqua. Non ignora la profondità: la attraversa senza farsi trascinare sul fondo.

Ecco la vera differenza: la superficialità è l’assenza di peso perché non c’è nulla dentro; la leggerezza è la maestria nel sollevare quel peso, per non farsi schiacciare.

La persona superficiale scivola sulle cose perché non le capisce. La persona leggera impara a planare sulle cose dall’alto perché le capisce fin troppo bene ma sceglie di non accumulare macigni sul cuore. È una forza silenziosa, non una mancanza di serietà.

Perchè la vera leggerezza non è volare senza pensieri. È saper camminare nel fango senza sporcarsi il cuore.

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Letizia Guagliardi

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