Buongiorno!
Oggi, 15 agosto, parliamo di… Ferragosto!
A quale epoca risale? Tutto comincia nel 18 a.C., quando l’imperatore Augusto decide che i Romani hanno lavorato abbastanza. Istituisce le Feriae Augusti (il riposo di Augusto): una lunghissima festa per celebrare la fine dei raccolti. I contadini si riposavano, gli asini e i cavalli venivano agghindati con i fiori e in tutto l’Impero esplodevano corse di cavalli, antenate del famoso Palio di Siena del 16 agosto.
Nel VII secolo la Chiesa cattolica decide di “battezzare” questa amatissima festa laica. Sposta la ricorrenza al 15 agosto per farla coincidere con l’Assunzione di Maria. Da quel momento, il Ferragosto diventa un giorno sacro e profano allo stesso tempo.
Se oggi prepariamo il cestino del picnic per andare al mare o in montagna, lo dobbiamo agli anni Venti e Trenta. In quel periodo nascono i “Treni popolari di Ferragosto”, con tariffe super scontate che permettono per la prima volta alle famiglie meno ricche di viaggiare e vedere il mare.
Facciamo un viaggio nel tempo, allora, e andiamo all’estate del 1932. Niente aria condizionata, niente autostrade, e la vacanza al mare è ancora un lusso per pochissimi. All’improvviso, le stazioni ferroviarie di tutta Italia vengono invase da una folla allegra, armata di valigie di cartone e cesti di vimini pieni di cibo. Sta nascendo il mito della gita fuori porta, grazie ai “Treni popolari di Ferragosto”.
Istituiti dal regime fascista, questi treni speciali avevano un obiettivo preciso: dare a tutti i lavoratori la possibilità di viaggiare. I biglietti erano scontati dal 50% fino al 70%, erano validi per uno, due o tre giorni intorno al 15 agosto. Niente comfort, sedili in legno e finestrini spalancati per far entrare un po’ di vento.
Questi viaggi non erano semplici spostamenti ma vere e proprie avventure collettive. Le famiglie delle grandi città del Nord salivano sui treni diretti verso la Riviera Romagnola o la Liguria, mentre al Sud ci si spostava verso le coste più vicine. Sul treno si condivideva tutto: frittate, parmigiane, salumi e vino caldo. Le carrozze erano un caos di canti, risate e dialetti diversi che si incrociavano. Per moltissimi italiani, quel treno rappresentava la prima volta in assoluto in cui vedevano il mare.
Il successo fu clamoroso: milioni di persone si misero in movimento in pochi anni. Quei treni economici e affollati hanno cambiato per sempre il costume italiano. Hanno trasformato il Ferragosto da una festa legata al riposo nei campi a un rito collettivo di evasione inventando, di fatto, il turismo di massa in Italia.
Insomma, tutto è cominciato duemila anni fa con un imperatore romano stanco, è passato per i treni popolari degli anni ’30 ed è diventato il capolavoro assoluto delle nostre estati. Ma se c’è un luogo dove il Ferragosto esprime la sua massima potenza scenografica, quel posto è la Calabria, un palcoscenico pazzesco dove il blu del mare si scontra con il verde selvaggio dei boschi. Il Ferragosto qui è un’esperienza unica perché annulla le distanze tra desideri opposti. È una delle pochissime regioni in Italia dove, nello stesso giorno, puoi svegliarti per un tuffo in un mare trasparente e, dopo soli quaranta minuti di auto, accendere il fuoco per una grigliata tra i pini secolari in alta montagna.
Questa terra, infatti, accontenta tutti i gusti. Per gli amanti del mare, offre centinaia di chilometri di costa che variano dalle scogliere mozzafiato sul Tirreno alle distese di sabbia finissima e selvaggia dello Jonio, perfette per i beach party o per il relax totale. Per gli amanti del fresco ci sono i parchi nazionali della Sila, del Pollino e dell’Aspromonte che offrono vette che superano i 1500 metri. Qui il Ferragosto (e tutta l’estate) si passa all’ombra di boschi immensi, respirando aria purissima e dimenticandosi totalmente della canicola estiva.
Il 15 agosto calabrese sa essere intimo e spirituale ma anche incredibilmente festaiolo. Nei paesi dell’entroterra e della costa le processioni dedicate all’Assunta e i festival di musica etnica riempiono le piazze di suggestione, fascino antico e senso di comunità. Le marine si accendono con i falò sulla spiaggia, i fuochi d’artificio sul mare, i concerti all’aperto e le discoteche in cui si balla fino all’alba.
A tavola non esistono compromessi ma solo eccellenze che mettono d’accordo i palati forti e quelli tradizionali: pesce spada freschissimo, fritture di paranza e piatti baciati dal profumo della cipolla rossa di Tropea. E ci sono i sapori dell’entroterra con la pasta al forno ricca, le grigliate di salsiccia e podolica in Sila, e l’immancabile tocco piccante della ‘Nduja e dei peperoni del posto.
E allora… buon Ferragosto! Che la nostra giornata sia fresca come l’aria di montagna, cristallina come l’acqua del mare, coinvolgente come l’affetto delle persone che abbiamo accanto e ricca di momenti indimenticabili.
Buona grigliata e buon relax!
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Letizia Guagliardi
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