I vestiti estivi: la leggerezza addosso, la spensieratezza dentro

Questo collage di Poppy Spring è dedicato ai vestiti estivi. Sono molto più di semplice stoffa, sono il biglietto da visita della nostra libertà, l’armatura al contrario che indossiamo non per difenderci dal mondo ma per andargli incontro a braccia aperte. Hanno colori che vibrano: il giallo limone, l’arancia viva e il rosa bouganville, il bianco assoluto, le sfumature del mare, i toni della terra e della sabbia. Ottimismo e freschezza immediata.

È la bellezza di un’eleganza senza sforzo, dove basta infilare un solo capo leggero per essere subito pronti a uscire e a vivere. Sono trame nate per respirare, filati che accarezzano la pelle senza mai stringerla: cotone, lino, seta, chiffon, mussola. Freschi al tatto, impalpabili come una carezza, scivolano addosso e danno libertà di movimento.

La loro leggerezza corrisponde alla libertà estiva che ci permette di spogliarci dei pesi per vivere a piedi nudi e senza orari. Vestirsi d’estate significa indossare la stessa spensieratezza che si prova quando si spegne la sveglia e ci si lascia cullare dalle giornate. Non ci sono pieghe e costrizioni. Per mesi siamo andati in giro sotto il peso dei cappotti, delle scadenze e delle armature che ci costruiamo per affrontare l’inverno. Poi è arrivata la primavera e ora l’estate e, insieme ai maglioni, abbiamo messo da parte le ultime sovrastrutture. La leggerezza degli abiti estivi ci costringe a fare i conti con la nostra versione più autentica: quella che non ha tasche nè sciarpe per nascondere i pensieri.

Vestirsi leggeri diventa, così, un esercizio di fiducia verso l’esterno. Significa esporsi al sole, tollerare la salsedine, camminare a piedi nudi e riscoprire che per stare bene, in fondo, serve pochissimo. I pochi grammi di tessuto che abbiamo addosso ci riabituano all’essenziale. Le ore smettono di essere scandite da incastri perfetti e scadenze. Ci si ritrova di nuovo a misurare il tempo attraverso l’allungarsi delle ombre e il cambiare della luce.

Tessuti leggeri=libertà e spensieratezza.

Perchè, in fin dei conti, la spensieratezza non è l’assenza di pensieri ma il rifiuto di lasciarsi schiacciare da essi. È la capacità di camminare nel mondo con il cuore leggero, sapendo che i problemi esistono ma decidendo, anche solo per il tempo di un tramonto estivo o di una passeggiata in riva al mare, che possono aspettare.

La spensieratezza dell’estate è l’arte di vestirsi di vento,

lasciando che il mondo si stropicci

mentre noi impariamo, finalmente, a respirare.

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Letizia Guagliardi

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