Il 12 giugno si è celebrato il #IoMiMeraviglioDay, una giornata interamente dedicata a riscoprire lo stupore e le piccole meraviglie della vita quotidiana. In pratica, un invito a fermarci per apprezzare la bellezza che ci circonda.
MERAVIGLIA è proprio la parola che ho scelto per il 2026 (ne scelgo una all’anno, a capodanno).Che significa meraviglia? MERAVIGLIA: s.f. [lat. Mirabilia, propr. cose meravigliose] sentimento vivo e improvviso di ammirazione, di sorpresa che si prova nel vedere, udire, conoscere cosa che sia o appaia nuova, straordinaria, strana o comunque inaspettata.
A che ci serve, al giorno d’oggi, meravigliarci? Prima di tutto, ci fa bene all’umore e non solo: riduce lo stress, aumenta il benessere e la soddisfazione di vita, migliora le relazioni interpersonali favorendo empatia e connessione. Inoltre, rafforza il sistema immunitario, stimolando il rilascio di ormoni come dopamina e ossitocina nel cervello, che creano un circolo virtuoso di felicità e serenità.

Nel mio laboratorio di scrittura creativa con i bambini propongo spesso attività che si chiamano “allenamenti di meraviglia” ma, in realtà, molte cose me le insegnano loro, i miei piccoli aspiranti scrittori. Sì, perchè con i bambini, ogni volta, riscopro la bellezza nel presente, mi concentro sulle piccole cose quotidiane con curiosità e attenzione, proprio come loro vivono l’attimo senza il peso di passato e futuro. Loro imparano a osservare il mondo con occhi nuovi e ad accogliere l’imprevisto, lasciando da parte schemi e routine. Niente è scontato, non servono eventi straordinari, basta apprezzare ciò che accade intorno a noi. E così dovremmo fare noi adulti perchè, quando diamo importanza al senso di meraviglia, possono accadere grandi cose: mente, cuore e anima si aprono. Ritorna “il nostro fanciullo interiore” e scopriamo la bellezza di apprendere ogni giorno, di esplorare, di innovare, di migliorarci e di poter dare il nostro piccolo contributo nel mondo.
Questo collage di Poppy Spring, della serie dedicata alla primavera, ha come tema “Appunti di meraviglia”.

Sì, perchè ogni giorno dobbiamo allenarci a cogliere la bellezza nella nostra quotidianità e, magari, appuntarla sulla carta. Fermiamoci, osserviamo con curiosità e valorizziamo le piccole scoperte, trasformiamo il banale in straordinario attraverso uno sguardo aperto e un pensiero creativo, utili per il benessere mentale e la connessione con la natura.
Allenarsi alla meraviglia è un atto rivoluzionario contro l’abitudine e la frenesia. E questo implica notare un dettaglio, un colore, la luce del mattino, le sfumature di un tramonto o di un’alba. Significa esercitare gli occhi a riconoscere il bello anche dove sembra non esserci.
La meraviglia è una risorsa vitale per la mente, il corpo e lo spirito, un antidoto contro la routine e il cinismo. Ci spinge a guardare oltre, a mantenere viva la voglia di imparare e scoprire e questo porta alla leggerezza, che è grazia, gentilezza e armonia.
C’è una citazione molto bella di Antoine de Saint-Exupéry sulla meraviglia di una casa:

La meraviglia di una casa, infatti, va oltre il tetto e i muri: è un rifugio di dolcezza e identità, dove arredi e spazi diventano espressione della nostra storia, creano calore, intimità e un senso profondo di appartenenza, un posto sicuro per la vita privata e un luogo di riposo e nutrimento per l’anima. La meraviglia della nostra casa, insomma, consiste nel suo essere un luogo che, attraverso i suoi dettagli e la sua atmosfera, ci nutre spiritualmente e ci fa sentire autenticamente… “a casa”.
PER COSA MI MERAVIGLIO OGGI? Cominciamo così ogni nostra giornata. Cerchiamo attivamente il bello, il nuovo e l’inaspettato nel quotidiano. Fermiamoci a riflettere su aspetti straordinari della vita, superiamo la routine e la paura di vivere appieno. In questo modo proviamo stupore, gratitudine e pienezza e scopriamo che ogni esperienza ordinaria è, in realtà, un momento di apprezzamento e di crescita personale.

Questa foto e quella che apre il post mi sono state inviate da Maria Madeo, scattate in due albe diverse dalla spiaggia di Centofontane di Mirto Crosia (CS)
“Il mondo è pieno di visioni che attendono gli occhi. Le presenze ci sono, ma ciò che manca sono i nostri occhi”
È una frase dello scrittore e poeta francese Christian Bobin (1951- 2022) tratta dal libro Abitare poeticamente il mondo (2019) in cui sottolinea che la bellezza e la poesia sono sempre presenti, siamo noi che le ignoriamo perchè non vi prestiamo attenzione. E su tante altre cose belle sorvoliamo perché manca la nostra capacità di contemplare e ascoltare il mondo.
Abitare poeticamente non significa dominare o usare le cose ma prendersene cura, riconoscendo il valore del piccolo, del minuscolo e del silenzioso scorrere della vita. Ci vuole uno sguardo attento e partecipe: bisogna contemplare. Il termine deriva dal latino contemplari, che significava originariamente “osservare il volo degli uccelli all’interno di uno spazio sacro (templum) per trarre presagi”. Implica, quindi, tracciare un orizzonte mentale per accogliere la bellezza o il significato di ciò che si osserva.

Osserviamo con attenzione, dunque, specialmente il “piccolo”, perché questo è un modo per rispettare e curare la vita, riabitandola con lentezza. Questo significa scegliere consapevolmente di riprendere il controllo del nostro tempo, di sottrarci alla frenesia moderna e di abbracciare un ritmo più umano. Non è pigrizia, è privilegiare la qualità rispetto alla quantità, è consapevolezza e non automatismo. C’è un pensiero molto bello, attribuito al poeta e sceneggiatore Tonino Guerra, a proposito di questo:
“Procedere lentamente è il modo giusto per aspettare che l’anima ci raggiunga,
andando troppo in fretta si rischia che l’anima resti indietro”.
Ecco, evitiamo questo rischio: non permettiamo che la nostra anima resti indietro.
#PerCosaMiMeraviglioOggi #almenounagioiaalgiorno
Letizia Guagliardi
Buona domenica…avere la capacità di meravigliarsi vuol dire, per me, avere la voglia di osservare e capire i “piccoli grandi” dettagli che il “ritmo frenetico della vita moderna” (di una vecchia pubblicità) inevitabilmente sorpassa e travolge. Ma meravigliarsi può essere attitudine sia per i giovanissimi, perché devono conoscere il loro ambiente, le loro relazioni ed il mondo nelle sue sfaccettature. Ed anche per i “diversamente giovani”, perché travolti dalla ingannevole modernità possano ritrovare ciò che, forse ingenuamente, hanno trascurato e tralasciato…Ciò che era importante un tempo ha permesso di costruire il nostro essere…anche se “talune mode e tendenze” ci hanno distratto e lo si è dimenticato. Ma ritornare a meravigliarsi significa ritrovare i piccoli grandi scrigni di un mondo che ci è appartenuto.😊
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