Lab “Io scrivo con letizia” – 3^ allenamento di meraviglia: oggi sono un albero

E siamo arrivati al terzo incontro, io e i miei piccolissimi scrittori di prima elementare (Scuola Primaria “Monachelle” di Rossano). Dopo gli allenamenti di meraviglia con le foglie d’autunno e con la pioggia, stavolta abbiamo deciso di essere un albero. Ogni bambino e ogni bambina – sono in tutto 23 – ha scelto di essere un preciso tipo di albero e poi ha chiuso gli occhi: cosa vedo? Cosa sento? Cosa penso?

Ci siamo concentrati sui ritmi delle stagioni, sul vento, sul sole, sui rumori intorno. Ecco alcuni pensieri che sono usciti da questo allenamento:

“Io sono un albero e non ho fretta. Vedo il sole che mi scalda, sento il vento che mi accarezza i rami e guardo gli uccellini che costruiscono il loro nido tra le mie foglie. D’autunno, le mie foglie si tingono di mille colori prima di cadere, ma so che torneranno in primavera.”

Tante le scoperte meravigliose:

  • Sentire con la corteccia: “Sento il sole che riscalda la mia corteccia e lo ringrazio perchè avevo un po’ freddo”.
  • Ascoltare la terra: “Ascolto il suono della pioggia che batte sulle mie foglie, il fruscio del vento tra i rami, il cinguettio degli uccelli e anche il rumore del traffico lontano”.
  • Guardare dall’alto: “Osservo il mondo dalla mia altezza e vedo tante cose, per esempio i tetti delle case, le auto che passano e le persone che camminano”.
  • Vivere le stagioni: “Mi piace ogni stagione: la primavera con i nuovi germogli, l’estate con le foglie verdi, l’autunno con i bellissimi colori e le foglie che cadono e l’inverno con i miei rami spogli e la neve”.
  • Descrivere i suoi compagni: “Ho tanti compagni alberi intorno a me, tanti animali mi chiedono di ospitarli fra i miei rami: uccelli, scoiattoli, insetti. E le persone d’estate si siedono sotto i miei rami per un po’ di fresco”.
  • Ricordare che l’albero è immobile: “Io non posso muovermi e sono lento a crescere però vedo il mondo intorno a me che va veloce”.

Questo tipo di allenamento aiuta i bambini a concentrarsi su descrizioni semplici e concrete, come il vento che fa muovere le foglie, il sole caldo, la pioggia che cade:

“Oggi il vento soffia forte e fa ballare tutte le mie foglie”.

“Sotto di me, vedo dei bambini che corrono e giocano e una ragazza mi legge un libro: mi fanno compagnia”.

“Fra poco pioverà ma non ho paura perchè le mie radici sono forti e mi fanno stare ben piantato a terra”.

Gli alberi ci insegnano la pazienza e la resilienza di fronte alle avversità, l’importanza delle radici (anche quelle familiari) e la capacità di adattamento: si piegano al vento ma non si spezzano.

Davvero un allenamento di meraviglia utile e divertente. I piccoli scrittori del mio laboratorio e la loro maestra Maria Antonietta Ruperto hanno anche stavolta dimostrato curiosità, apertura mentale e immaginazione, essenziali per coltivare la MERAVIGLIA.

Serena giornata!

#ioscrivoconletizia

#almenounagioiaalgiorno

Letizia Guagliardi

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