Lab. “Io scrivo con letizia”- piccole storie di paura: i segreti del racconto del brivido

Stamattina nel mio laboratorio di scrittura creativa abbiamo iniziato a scrivere dei piccoli racconti di paura.

Le storie che ci spaventano non devono per forza trattare di vampiri, zombies o mostri. A proposito di mostri, ai bambini ne ho mostrati alcuni tratti dalla mitologia greca:

  1. MINOTAURO: essere metà uomo e metà toro che vive in un labirinto.
  2. MEDUSA: ha delle serpi al posto dei capelli ma lei terrorizza con lo sguardo perchè pietrifica chi la guarda.
  3. CICLOPE: fa davvero paura, è un gigante con solo occhio e forgia i fulmini di Zeus.
  4. SFINGE: uccide chi non riesce a risolvere i suoi enigmi.
  5. IDRA: per ogni testa di serpente che le viene tagliata gliene ricrescono due.

A questo punto ho letto alcuni degli incipit più famosi, perchè iniziare in modo incisivo cattura subito il lettore:

  1. “In una caverna sotto terra viveva uno hobbit” (Lo Hobbit – J. R. R. Tolkien)
  2. “Se vi interessano le storie a lieto fine, è meglio che scegliate un altro libro. In questo non solo non c’è il lieto fine, ma nemmeno un lieto inizio e ben poco di lieto anche in mezzo” (Una serie di sfortunati eventi – Lemony Snicket)
  3. “Era una luminosa e fredda giornata d’aprile e gli orologi battevano tredici colpi” (1984 – George Orwell)
  4. “Tutti i bambini crescono, tranne uno” (Peter Pan – J. M. Barrie)
  5. “Nell’appartamento, il ticchettio di un orologio. L’alitare della notte come una belva di tenebra” (Reckless – Lo specchio dei mondi – Cornelia Funke/Lionel Wigram)
  6. “<Dove sta andando papà con quella scure?> chiese Fern alla mamma, mentre apparecchiavano la tavola per la colazione” (La tela di Carlotta – E. B. White)

L’incipit per la breve storia inventata dai miei piccoli scrittori era questo, uguale per tutti:

“Il bambino/ la bambina (nome) stava giocando tranquillamente ma, a un certo punto, si sentì osservato/a. Si girò e….”

Ognuno poteva scegliere fra i cinque mostri della mitologia greca oppure inventarne un altro, perché spesso spaventano di più le “persone normali” ma con un dettaglio inquietante. Per esempio, in “Coraline” di Neil Gaiman la protagonista un giorno si ritrova in una casa identica alla sua, dove vive una donna uguale a sua madre, ma con due bottoni al posto degli occhi. Amorosa e attenta, l’altra madre le chiede di diventare sua figlia. Ma Coraline capisce subito di essere finita in una ragnatela al cui centro c’è un ragno straordinariamente pericoloso.

I segreti del racconto del brivido?

Situazioni di grande tensione – improvvisi e terrificanti colpi di scena – descrizioni di personaggi inquietanti – molti avverbi e aggettivi qualificativi.

Bene, i piccoli scrittori della 5 A (scuola primaria “Monachelle” di Rossano) ora sono tutti coinvolti nelle loro storie di paura, stanno creando delle atmosfere che fanno accapponare la pelle e si stanno anche divertendo. Perchè la paura è un’emozione naturale e quando i bambini scrivono e leggono storie di paura insieme ai grandi hanno il controllo della situazione e poi se ne discute insieme. E così ci si accorge che, spesso, tante nostre paure sono immotivate o inesistenti.

Shhh…stanno cominciando a scrivere….

Nelle foto sotto alcuni bambini stanno leggendo gli “scheletri” delle loro storie di paura, appena abbbozzate. Nei prossimi giorni aggiungeranno tutti gli altri elementi…da brividi!

A questo punto ho paura di aver scritto molto quindi…alla prossima puntata!

Letizia Guagliardi

Lascia un commento

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑