Se uno passasse un anno intero in vacanza, divertirsi sarebbe stressante come lavorare.
(William Shakespeare, “Enrico IV”)

E stacchiamo pure la pagina di agosto dal calendario di Poppy Spring. Oggi è il primo giorno di settembre, giriamo pagina…

…e cambiamo abitudini.
L’estate sta finendo, il primo giorno di settembre segna il passaggio da un periodo di vacanza a quello della ripresa delle normali attività: studio o lavoro, impegni e scadenze, obblighi, doveri, traffico cittadino e orari da rispettare. Settembre soffia venti di cambiamento, promesse di nuovi inizi, speranze di nuove possibilità. È tempo di attese e anche di svolte.
Essere in vacanza significa essere liberi dalle ordinarie occupazioni quotidiane e ritagliarsi dei periodi di riposo e di divertimento. Non deve essere, naturalmente, un periodo di stress. Quindi, bisogna staccare la spina da ciò che facevamo prima per recuperare energie per il “dopo”, quando la riattaccheremo…da domani: limitare l’uso dei dispositivi elettronici, non pensare agli impegni di studio/lavoro, cambiare perfino le nostre quotidiane abitudini e scegliere le attività che ci fanno stare bene, ci rilassano e ci fanno sentire liberi. La parola “vacanza” deriva, appunto, dal latino “vacantia”, da vacans, participio presente di “vacare” che significa “essere vacuo, sgombro, libero, senza occupazioni”.
Ma ora è tempo di rientro alla quotidianità e questo, però, non è uguale per tutti. Ci sono persone che, quando le vacanze stanno per finire, cominciano a soffrire della “post vacation blues” (sindrome da fine vacanza). I sintomi? Sono transitori, per fortuna: ansia, irritabilità, senso di malessere diffuso, demotivazione, tristezza e malinconia i più frequenti. Il nostro corpo e la nostra mente reagiscono così al rapido cambiamento di abitudini. E comunque le giornate che si accorciano e la luce che cambia possono influenzare l’umore. Ma c’è la soluzione: riprendere l’abituale routine in modo graduale, magari cercando di canalizzare le proprie energie sulle questioni più urgenti e importanti e mettendo da parte quelle superflue, ritagliarsi ancora degli spazi durante la giornata per attività piacevoli e rilassanti, programmare degli obiettivi a medio e lungo termine e accorgersi degli aspetti positivi della propria vita. Piccoli ma importanti accorgimenti che ci aiutano a mantenerci attivi, motivati e gratificati.
Una cosa dobbiamo tenere ben presente: le vacanze sono belle perché durano un tempo stabilito. Devono finire, altrimenti sarebbero stressanti quanto lavorare tutto l’anno. Ma la loro fine non significa anche la fine delle cose che ci hanno fatto stare bene perché ogni stagione porta con sè cose belle. Le pizze nei locali in riva al mare si potranno mangiare nei posti vicino a casa nostra, magari con i parenti o gli amici che non abbiamo visto durante il nostro periodo di vacanza. I gelati, le granite e tutte le bevande fredde saranno sostituite dalla cioccolata calda, dal té e dalle tisane. Sono solo esempi per mettere in risalto il concetto di “consapevolezza”: ogni periodo dell’anno (e anche ogni periodo della nostra vita) va vissuto così, altrimenti come faremmo ad affrontare i ritmi e gli impegni che ci aspettano al rientro?
Settembre è il mese dei bilanci, dei nuovi progetti e delle ripartenze. La spensieratezza e la leggerezza rallentano ma devono farlo a piccoli passi permettendoci ancora, durante la stagione autunnale, piccole ma costanti dosi di riposo e di svago. In questo modo potremo pianificare l’autunno valutando gli errori fatti e le attività da portare a termine o da iniziare. Il passaggio dalle vacanze al lavoro o allo studio deve essere delicato e intervallato da ciò che fa bene al nostro corpo e alla nostra mente e contribuisce alla crescita personale: l’attività fisica, le passeggiate, gli hobby, la lettura, la scrittura riflessiva e gli incontri con gli amici, per esempio. E ricordiamo che i weekend d’autunno sono molto belli! In questo modo il temuto rientro alla “solita vita” sarà superato e se ne potranno scorgere gli aspetti positivi e coglierne le opportunità. Ecco, magari non pensiamo al rientro come alla ripresa della “solita vita” ma come all’inizio di una vita da reinventare, con entusiasmo e creatività.
La canzone che stai ascoltando è “L’estate addosso” di Jovanotti. L’ho scelta perché, a certo punto, dice: “Prima che il vento si porti via tutto e settembre ci porti una strana felicità”.
A te che sei arrivato fin qui con la lettura di questo post auguro un settembre frizzante, pieno di buoni propositi e di sfide interessanti. Una strana felicità, insomma!
Letizia Guagliardi
La vacanza è distacco dal lavoro e dalla quotidianità per fare spesso altre cose che ci piacciono, come viaggiare e tanto altro. Questo è buono e utile, ma non è il tutto
Molto spesso, ci sentiamo quasi obbligati ad andare da qualche parte per vedere città, musei, spiagge, monti, usi e costumi lontani, trascurando ciò che è vicino a noi – non mi riferisco a luoghi o musei vicini, ma alla nostra vita interiore, alla parte spirituale, ignorata e trascurata.
Sono decenni ormai che trascorro buona parte delle mie ferie per coltivare la mia vita spirituale, il mio rapporto con Dio, la Sua presenza. Sono i giorni migliori dell’anno, il tempo investito meglio, non cambierei i benefici, la gioia la pace, il riposo, le forze interiori, le benedizioni che ricevo con niente, anche la vacanza più speciale che una persona potesse desiderare.
“Un giorno alla Sua presenza vale più di mille anni altrove”.
Prova anche tu!
Past. Stefano Rugna
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Perfettamente d’accordo. Infatti, il viaggio più importante è quello dentro di noi, poi vengono gli altri viaggi. Ma non tutti vogliono affrontarlo perché è molto difficile ma poi si rivela anche il più bello. Grazie per aver lasciato questa tua bella riflessione.
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Auguro a te una strana felicità!
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Grazie, Rosa! E ricambio con tanto affetto, naturalmente.
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