Com’è andata?

Questo post è dedicato agli insegnanti, agli studenti che sono ormai in vacanza e a quelli che, invece, aspettano la prima vera prova della loro vita: l’esame di maturità.

Fine anno scolastico: tempo di bilanci. Com’è andata?

Io, come insegnante, parlo anche a nome dei miei colleghi.

Beh…il viaggio nel mare della scuola non è stato sempre calmo e il vento non sempre favorevole ma la curiosità di conoscere cose nuove, l’entusiasmo di fare belle scoperte e la voglia di approdare in misteriose isole inesplorate sono stati più forti. A ogni vento contrario abbiamo cambiato la rotta; ogni tempesta ha messo alla prova le nostre fragilità ma ha evidenziato anche i nostri punti di forza. E ci sono state anche avarie al motore, repentini peggioramenti delle condizioni metereologiche e perfino errori nelle manovre ma noi insegnanti sappiamo che dobbiamo essere pronti ad affrontare qualsiasi evenienza. Ci è capitato di guardare l’infinito e a volte ne abbiamo avuto timore. Abbiamo visto le acque incresparsi, abbiamo avuto nostalgia della terraferma e siamo stati tentati di interrompere il viaggio. Ci sono stati grossi pesci che ci hanno accerchiato e abbiamo dovuto lottare per proseguire e abbiamo incontrato scogli minacciosi che, navigando, abbiamo imparato ad evitare. Ma…

…ma ci sono stati anche colori meravigliosi, emozioni inaspettate, sensazioni profonde, cose nuove da imparare. Così è nella vita. Così è nella scuola.

La voglia di conoscere, di scoprire e di sperimentare ha contrastato i venti e le burrasche ed è stata questa a spingere le nostre vele.

Sapere è potere

Andare per mare è una sfida e lo è anche ogni anno scolastico. Soprattutto perché sfidiamo noi stessi, affrontiamo e superiamo le prove e ci miglioriamo. L’importante è sapere dove approdare, alla fine del viaggio, avere degli obiettivi da raggiungere, dei progetti da realizzare. Tutti insieme, perché altra cosa importante è l’equipaggio, fare squadra, dividersi i compiti e rispettare quelli degli altri.

Una scuola senza una visione e senza una missione è soltanto un edificio.

Senza una visione, si rimane in balìa delle onde, sottomessi ai venti e alle tempeste. Se si ha una visione, invece, anche se viene un vento forte a distoglierci dalla meta, saremo sempre in grado di creare un percorso alternativo perché nella nostra mente è ben impresso l’obiettivo da raggiungere.

Una scuola con una grande visione è un corpo che si muove, va avanti, crea connessioni e collegamenti, si assume dei rischi, sa vedere ciò che di bello, di buono e di utile si scorge all’orizzonte, che non si lascia scoraggiare da quello che ancora non c’è, che accetta le sfide e ne propone di nuove. Soprattutto, è un luogo che si anima, ogni giorno, di persone entusiaste, fiduciose e attive. Un posto in cui si intrecciano pensieri, idee, sensazioni, emozioni, riflessioni e sogni. In altre parole… visioni.

Questo auguro ai miei studenti e a tutti i maturandi 2023: sprigionate il massimo del vostro potenziale e vivete con consapevolezza ogni singola prova dei prossimi esami di Stato. I prossimi giorni entreranno nella lista dei ricordi più importanti della vostra vita.

Sta scritto: “I vostri giovani avranno delle visioni” (Atti degli Apostoli 2:14-18).

Questo è il mio augurio, per tutti noi. Un saluto affettuoso a tutti i miei cari colleghi dell’IIS “E. Majorana” di Rossano e al Dirigente Saverio Madera. Un abbraccio fortissimo ai miei adorati studenti.

Avere delle visioni significa vivere per uno scopo (avere tanti obiettivi ma nessuno scopo non ha senso). Significa scoprire il proprio dono e condividerlo con gli altri. Significa apprezzare la vita e dare un significato a ogni gesto quotidiano. Significa avere speranza e motivazione. Significa essere utili. Significa accorgersi delle opportunità che si presentano davanti a noi e sapere dove attingere il coraggio e la determinazione per affrontare le sfide. Significa vedere la bellezza intorno a noi nonostante le apparenze. Significa amare noi stessi e gli altri. Significa sperimentare e superare la paura dell’impegno e dei sacrifici. Significa vivere con pienezza e consapevolezza.

“I due giorni più importanti della vita sono

quello in cui sei nato e quello in cui capisci perché.” (Mark Twain)

Letizia Guagliardi

6 pensieri riguardo “Com’è andata?

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  1. Non so come sia andata…intanto i miei alunni/e devono fare gli esami…e partecipo emotivamente per loro…Dopo 5 anni non è facile staccarsi dicendo: in bocca al lupo. Mi raccomando, buon tutto…
    E poi devo fare gli esami anche io altrove…Incontrare altri alunni/e…
    Insomma, sono ancora connesso, per le vacanze vere c’è ancora tempo.

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  2. Letizia, buon pomeriggio! Bellissimo e profondo il pensiero di Mark Twain: I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci il perché. Emozionante il giorno in cui veniamo alla luce! Quanta gioia nei cuori di papà e mamma! Giorno importante! Ma importante è anche il giorno in cui si capisce il perché. Troviamo sempre “mete” da raggiungere nei nostri anni: “La vita senza mete è vagabondaggio” scrive Seneca. Lottare e perseguire i nostri scopi anche a costo di sacrifici. Auguro a tutti i maturandi di non arrendersi mai. Cadere per poi rialzarsi più forti. Buone vacanze!

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