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È iniziato il conto alla rovescia

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Nel mese di marzo, si sa, inizia il conto alla rovescia per tutti gli studenti che fra circa 100 giorni affronteranno la prima, importante prova della loro vita: l’esame di maturità.

Il pranzo dei 100 giorni ha la leggerezza di due delicate scarpette da ballo che danzano su soffici nuvole piene di ricordi.

Sono quelli dei cinque anni trascorsi insieme, alunni e professori, tra i banchi e fuori dalla scuola: gli interessi condivisi, le ansie, le paure, i sogni. Di tanto intanto, fanno capolino le immagini del dopo esame e allora le scarpette si fermano un attimo e poi riprendono a volteggiare con più ritmo perché la musica è cambiata: ogni mio studente sta pensando che dopo l’esame ognuno prenderà la propria strada, chi entrerà nel mondo universitario, chi in quello del lavoro. E tutti avvertiamo, fra un brindisi, qualche foto, un trenino e qualche battuta divertente, un’ovattata patina di tristezza: ci si rivedrà?

Una stagione sta per terminare e cederà il passo all’altra. È lì che sta aspettando, con il suo carico di sfide, di opportunità, di prove.

Ragazzi miei, noi prof ve lo abbiamo detto, a scuola e durante il pranzo, ve lo ripeto io in questo post (a noi adulti piace ripetervi le cose): accettatele tutte, non vi tirate mai indietro. Cadrete ma vi rialzerete ogni volta. Ci saranno episodi brutti, tristi, spiacevoli e deludenti ma dovrete sforzarvi di creare intorno a voi la bellezza, nonostante tutto. Circondatevene, perché questo farà la differenza, in voi e, di conseguenza, negli altri. Sarete tentati di seguire la massa perché qualcuno vi sussurrerà che è più facile, più conveniente e perché si è fatto sempre così ma non dategli retta: ognuno di voi ha un compito nella vita e dovete “trafficare” i talenti che vi sono stati donati per svolgerlo e portarlo a termine.

Non siate pigri. Ogni giorno ricordatevi di affilare le armi che già possedete: l’entusiasmo, la creatività, la curiosità, la libertà di cuore e di spirito, la passione, l’amore, la gratitudine. Soprattutto, siate consapevoli di quello che fate: se sentite nel cuore pace e letizia… vuol dire che è la cosa giusta.

Nella vita di ognuno di noi la musica ogni tanto cambia. Adattatevi al suo ritmo ed entrate in pista… sempre: non siete fatti per stare addossati ad un muro a guardare gli altri ballare. Ogni musica ha il suo fascino, ogni singola nota ci sprona a ballare sempre meglio, se l’ascoltiamo.

Siate, nella vostra vita, come l’albero inciso sul portachiavi che vi abbiamo donato: un albero ben piantato, con solide radici, che porta frutti buoni e abbondanti in ogni stagione.

Ragazzi miei… fate di tutto per essere, ovunque andrete, delle querce di giustizia.

8 commenti

  1. Credo che gli anni del liceo, gli anni delle scuole superiori, siano gli anni più belli. Anni in cui si creano e si consolidano amicizie, anni in cui si mettono in cantiere tanti progetti. Che magone quando ci si accorge, magari proprio durante il pranzo dei 100 giorni, che sono volati via velocemente… Hai usato delle meravigliose parole, cara Letizia!
    Che questi ragazzi siano davvero “querce di giustizia”.

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  2. Bg a tutti e buona domenica delle Palme…il tempo passa e lo fa per tutti…anche per gli alunni/e che escono dalla scuola superiore. Come navi devono lasciare il porto e prendere il mare della vita. E il nostro augurio per tutti è che la loro navigazione sia serena e porti verso belle mete…Qualcuno andrà più lontano, qualcuno farà meno strada. A tutti non sarà risparmiata la fatica…ma vivere richiede questo…
    E magari un giorno torneranno nelle scuole che hanno frequentato e diranno ai propri figli “vedi, la mia aula era questa…il mio banco quello li, il prof…mi diceva…, la prof.ssa… mi ripeteva…” ….e la storia non si sarà interrotta…
    Chi è stato alunno/a in un angolino del proprio cuore…lo sarà per sempre…fatti, emozioni, ricordi sono incancellabili. Ciao a tutti

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  3. Buona sera, Letizia. Sei sempre più’ brava! Questo post mi riporta nell’anno ’67, quando anche io mi accingevo a lasciare i miei compagni e i miei professori per entrare nel mondo del lavoro. Gli anni che si vivono a scuola sono belli e pieni, anni con il vento tra i capelli ma veloci per il bisogno di diventare grandi! Si guarda lontano, si corre verso un traguardo, però è proprio in questi anni che si forma lo “strumento testa”e i momenti più belli trascorsi in quei banchi brilleranno come luci nella nostra memoria. Auguri ragazzi! Mi unisco a Carmine Abate il quale su”Anni veloci” scrive: “Ragazzi, la vita che si aprirà davanti a voi dopo la scuola sarà comunque bella! Ecco cosa non dovete mai scordare!”

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  4. Buonasera Letizia. Si avvicina la fine dell’anno scolastico e, come ogni anno, i ragazzi organizzano il pranzo dei 100 giorni. Sono pieni ansie, aspettative, ma nel loro cuore porteranno sempre i ricordi degli anni passati a scuola.

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