I libri sono pericolosi

La mia bottega dei rimedi

No, questa non è una farmacia, né un’erboristeria. I rimedi che puoi trovare in questa bottega sono contenuti nei libri. Perché dai libri possiamo ricevere un tonico per la mente, un balsamo per le nostre ferite, una crema nutriente per il corpo. A mio parere sono, da sempre, il miglior antidepressivo in commercio. Non contengono calorie, quindi non fanno ingrassare. Perfino quando sono noiosi sono utili, perché ci fanno addormentare.

In questa rubrica ti suggerisco, di volta in volta, un libro che mi è piaciuto e che vorrei consigliarti, se non l’hai ancora letto. Se, invece, lo conosci già, sarei felice di leggere cosa ne pensi tu. Bene, cominciamo?

IO PRIMA DI TE – Jojo Moyes

 io prima di te

 

Quando ho iniziato a leggere questo libro pensavo fosse una di quelle letture poco impegnative, più adatte per l’estate.

Invece, dopo i primi capitoli, mi sono accorta che la trama mi intrigava e mi coinvolgeva sempre di più. Pur trattando un tema abbastanza complesso, è scritto in modo così delicato che si è creato subito un feeling fra me e i personaggi.

Louisa Clark  è una ragazza di 26 anni, fa la cameriera in un bar e le piace il suo lavoro. È fidanzata da 7 anni con un ragazzo molto preso dal suo lavoro di personal trainer. La sua vita è tranquilla e un po’ monotona, ma lei si accontenta.

Un giorno il locale chiude e lei perde il lavoro. Comincia subito a cercarne un altro e, dopo vari tentativi, finalmente riesce a trovare un posto in una famiglia. Il suo compito è quello di prendersi cura di Will, un tetraplegico.

Will ha 35 anni, è ricco e affascinante. Prima del 19 marzo 2007 la sua era una vita dinamica, fatta di divertimenti, lavoro e viaggi. Ora è inchiodato su una sedia a rotelle, per il resto della sua esistenza.

Fin da subito il loro rapporto è problematico perché Will è arrogante e scorbutico e rende difficile il compito di Louisa. Lei è una ragazza semplice ma tenace: ci tiene a quel lavoro, per sé e per aiutare la sua famiglia.

Un giorno scopre il motivo per cui è stata assunta dalla famiglia di Will: lui è stanco di vivere su quella sedia a rotelle, non può più godere della vita e vuole morire. Ha già stabilito come fare. Lei deve provare a fargli cambiare idea ed ha sei mesi di tempo.

PERCHÉ MI È PIACIUTO

La trama è avvincente ed affronta temi a me molto cari: l’amore, i rischi da affrontare, il coraggio, le scelte, le certezze messe in discussione. Tutto viene narrato con grande sensibilità, senza nessuna retorica.

Man mano che si va avanti nella lettura, si scopre il punto di vista di ogni personaggio e così si ha la possibilità di riflettere e di comprendere.

PERCHÉ TE LO CONSIGLIO

Perché è una storia che tocca nel profondo, perché fa commuovere, ridere, soffrire, ma farà anche di più: ti farà immedesimare e ti chiederai cosa significa vivere in prima persona la situazione di Will. E di Louisa.

IL RIMEDIO

Sei scoraggiato, pensi di non avere nessun dono, niente da dare agli altri? Leggilo.

Ti lamenti della vita che fai ma in realtà non fai nulla per cambiarla? Te lo consiglio.

Will ha bisogno di Louisa per tutto: ha bisogno di essere lavato, imboccato, accudito. Ma fa a Louisa un gran bel regalo : le insegna a vivere, a credere in sé, a non avere paura. Come ci riesce, visto che soffre così tanto? Come fa ad aprire la mente di Louisa, a farle vedere un futuro diverso, visto che lui un futuro non ce l’ha?

Il segreto sta nel nuovo significato che, in questa storia, assumono le parole amore e generosità.

 ” …Per qualche tempo ti sentirai a disagio nel tuo nuovo mondo. Ci si sente sempre disorientati quando si viene sbalzati fuori dal proprio angolino rassicurante. Ma spero che tu sia anche un po’ elettrizzata. Il tuo viso quando sei tornata dall’immersione mi ha detto tutto: c’è fame in te, Clark. C’è audacia. L’hai soltanto sepolta, come fa gran parte della gente. Non ti sto dicendo di buttarti da un grattacielo o di nuotare con le balene o cose di questo genere (anche se in cuor mio mi piacerebbe che lo facessi), ma di sfidare la vita. Metticela tutta. Non adagiarti….”.

È giusto assecondare la volontà di chi sceglie di porre fine alla propria vita perché non vede un motivo abbastanza valido per continuare?

Ci si può accontentare di sopravvivere soltanto?

Si può accettare di dipendere dagli altri per ogni piccola cosa?

1 comment

  1. La vita è un dono di Dio e nessuno, oltre a Dio, può disporne anche quando vivere diventa quasi un dovere, per difficoltà di vario genere o per gravi problemi di salute in cui persone meno fortunate versano. La vita vale sempre la pena di viverla e viverla fino in fondo, perché essa non è fine a se stessa, ma ci consente di conoscere Dio, sperimentare la potenza della sua grazia e del Suo amore e, di conseguenza, la vera gioia che non dipende dalle circostanze, da quanto siamo sani, belli o ricchi, ma dalla reale presenza di Dio in colui che crede e si ravvede e vive nella speranza dell’eternità. Anche io mi sento di consigliarvi la lettura di un libro: LA BIBBIA, non è un libro qualsiasi, è il Libro dei libri e l’autore non è di questo mondo, è Dio stesso. Leggetelo, i personaggi sono reali e ogni Parola genera vita e speranza in chi la riceve con fede.

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