#PerCosaMiMeraviglioOggi: il reset biologico dell’impala

Buongiorno!

Immaginiamo di trovarci nella savana africana. Il sole è alto, l’aria è immobile, e a pochi metri da noi c’è un’impala – la meraviglia di oggi – che bruca l’erba. All’improvviso, l’erba alta si muove: un ghepardo scatta a una velocità spaventosa.

In una frazione di secondo, il cuore dell’impala esplode a mille battiti al minuto. Una scarica violenta di adrenalina e cortisolo inonda i suoi muscoli. È la modalità di pura sopravvivenza: corri o muori. Inizia un inseguimento mozzafiato, fatto di sterzate improvvise e balzi disperati. Poi, il miracolo. L’impala riesce a infilarsi in un cespuglio fitto, il ghepardo perde la scia e desiste. L’impala è salva.

A questo punto, l’animale fa una cosa incredibile. Non si mette a correre ancora per la paura, né si accascia esausto sotto shock. Si ferma e inizia a tremare visibilmente. Tutto il suo corpo viene scosso da brividi intensi, seguiti da una serie di balzi bizzarri sul posto. Cosa sta facendo? Sta compiendo un reset biologico. Sta letteralmente scuotendo via lo stress per liberare l’energia accumulata nei muscoli per l’attacco o la fuga. Pochi istanti dopo, il tremore cessa. Abbassa la testa e torna a brucare l’erba, perfettamente calma, senza ansia, senza traumi passati. Il pericolo è finito, e il suo corpo lo sa.

Ora pensiamo a quando viviamo una giornata storta. Il nostro corpo reagisce esattamente come quello dell’impala: produce gli stessi identici ormoni dello stress per farci correre o combattere.

Ma noi, che cosa facciamo? Trattieniamo tutto dentro, stringiamo i denti e accumuliamo quella tossicità nei muscoli del collo, delle spalle, dello stomaco. A fine giornata siamo un blocco di tensione.

La natura ci urla che lo stress è un’energia fisica che richiede una risposta fisica. Lo stress è un’energia che chiede di essere liberata, non custodita. Non trasformiamo il nostro corpo nel cimitero delle nostre tensioni quotidiane. Quando il pericolo è passato, muoviamoci, respiriamo, imitiamo la saggezza della savana. Scrolliamoci tutto di dosso, scuotiamo le braccia, le mani, le gambe, facciamo un respiro profondo ed espiriamo con un sospiro rumoroso. Facciamo tremare il corpo e torniamo a camminare a testa alta. Il nostro sistema nervoso ci ringrazierà perchè avrà capito che la tempesta è passata. Solo così potremo tornare a brucare la nostra erba quotidiana con la mente leggera e il corpo rilassato.

La prossima volta che una giornata storta ci blocca il respiro e ci irrigidisce le spalle, fermiamoci. Ricordiamoci dell’impala. Non tratteniamo quella tempesta dentro di noi. Troviamo il nostro spazio, facciamo un respiro profondo e scuotiamoci di dosso la tensione.

La natura non accumula traumi, si resetta.

Serena giornata!

#PerCosaMiMeraviglioOggi #almenounagioiaalgiorno

Letizia Guagliardi

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