#PerCosaMiMeraviglioOggi – Cosa può insegnarci un granchio sul coraggio di cambiare pelle

Buongiorno!

Può capitare di svegliarsi una mattina e di provare una strana sensazione di oppressione. Di essere intrappolati in una vita che si sente troppo stretta. Magari un lavoro che non ci stimola più, il loop casa-lavoro, una relazione che ha esaurito la sua spinta, scadenze pressanti o, semplicemente, un modo di pensare che sentiamo non appartenerci più.

Spesso, quando ci si sente così, si entra in ansia, ci si colpevolizza. Si pensa: “Sto fallendo, sto perdendo il controllo”.

Ma non è così. Quel disagio non è un segnale di fallimento. È il segnale più chiaro e potente che si sta crescendo. E la natura ce lo dimostra attraverso la straordinaria storia del granchio, la meraviglia di oggi.

Il granchio è una creatura dal corpo molle e vulnerabile, protetta da una corazza rigida e impenetrabile. Quell’armatura è perfetta perché lo difende dai predatori, dalle correnti marine e dai pericoli del fondale. Ma c’è un problema. Il guscio del granchio è fatto di una materia dura che non può espandersi. Il corpo del granchio, invece, cresce continuamente.

Arriva un giorno in cui quel guscio, che per tanto tempo lo ha protetto e fatto sentire al sicuro, diventa una prigione soffocante. Ogni millimetro di crescita interna preme contro le pareti rigide della corazza. Il granchio inizia a provare un disagio immenso. Si sente schiacciato, vulnerabile, oppresso.

E allora cosa fa il granchio quando si trova in questa situazione? Non cerca di ignorare il dolore. Non si rassegna a vivere soffocato. Capisce che è arrivato il momento di cambiare.

Si rifugia sotto la sporgenza di una roccia, al sicuro dai predatori. E lì, nel silenzio e nell’oscurità, compie l’atto più coraggioso della sua vita: rompe la sua vecchia armatura dall’interno e la abbandona.

In quel momento, il granchio è completamente nudo. È esposto, fragile, privo di difese. Se un predatore lo trovasse, sarebbe la fine. Ma lui accetta quel rischio, accetta quella vulnerabilità temporanea, perché sa che è l’unico modo per permettere al suo corpo di espandersi e di creare un guscio nuovo, più grande, più forte, adatto alla sua nuova dimensione.

Noi esseri umani facciamo esattamente la stessa cosa. Costruiamo corazze fatte di vecchie abitudini, di certezze lavorative, di ruoli sociali in cui ci sentiamo protetti. Ma se continuiamo a evolverci dentro, prima o poi quelle corazze inizieranno a stringere.

Se oggi proviamo ansia, se ci sentiamo frustrati, se avvertiamo quel senso di soffocamento, non dobbiamo cercare di anestetizzarlo. Non prendiamocela con noi stessi. Ascoltiamo quel disagio, perché è la vita che ci sta dicendo: “Sei diventato troppo grande per questo spazio. È ora di espanderti”.

Il cambiamento richiede di accettare la vulnerabilità. Richiede il coraggio di abbandonare le vecchie certezze che un tempo ci proteggevano ma che oggi ci impediscono di respirare. Richiede di saper aspettare, protetti nella nostra intimità, che la nostra nuova pelle diventi forte.

Non temiamo il guscio stretto. Accettiamo il disagio. Significa che non siamo fermi. Significa che stiamo diventando la versione successiva, più grande e straordinaria, di noi stessi.

Rompiamo la vecchia corazza. Siamo consapevoli della nostra vulnerabilità.

E diamoci, finalmente, il permesso di crescere.

Serena giornata!

#PerCosaMiMeraviglioOggi #almenounagioiaalgiorno

Letizia Guagliardi

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