Buongiorno!
Oggi Poppy Spring ci porta nel negozio di fiori di sua nonna Camelia. Ecco un brano estratto dal suo “Diario di Primavera”:
Nonna Camelia conosce il linguaggio dei fiori. Ieri pomeriggio io e Primula siamo andate nel suo negozio e lei stava consigliando a un cliente una composizione di tulipani, ortensie e primule. Diceva: “I tulipani rossi servono per una dichiarazione d’amore. Poi aggiungiamo delle ortensie, che vogliono dire ‘grazie per la comprensione’, e infine qualche primula per sussurrare ‘non posso vivere senza di te”.
Allora Primula ha raddrizzato le antenne e ha esclamato: <Allora il mio nome vuol dire questo! WOW!”>
Quando il cliente è uscito tutto soddisfatto dal negozio abbiamo chiesto alla nonna di dirci altre cose sul linguaggio dei fiori.
<Va bene. Allora…questi sono gli iris. Si regalano come augurio a chi sta iniziando qualcosa di importante.>
<Uhm… – fa Primula – e questi?>
<I giacinti porpora? Sono un invito al perdono. E questi…i pratolini…si utilizzano per dire ‘ci penserò’.>
<E le camelie, queste camelie rosa?> ho chiesto io.
<Se vuoi dire a qualcuno ‘mi manchi’.>
Il linguaggio dei fiori, o florigrafia, raggiunse il suo apice durante il periodo vittoriano in Inghilterra, quando era usato per esprimere sentimenti e pensieri in una società che spesso non permetteva una comunicazione aperta, specialmente riguardo all’amore e alle relazioni. Non solo il tipo di fiori, anche il colore del fiore è fondamentale: il bianco è spesso simbolo di purezza e innocenza, il rosso indica amore e passione, e così via. E poi la combinazione di fiori, i loro colori e persino il numero di fiori in un bouquet possono creare un messaggio floreale molto più complesso.
E così un bouquet può essere una dichiarazione d’amore, un abbraccio, un conforto: i fiori parlano da soli e ci raccontano storie.
E ora usciamo dal negozio di Camelia e iniziamo la nostra giornata!
#ilfrizzantemondodipoppyspring
#ifioridicamelia 💐
#almenounagioiaalgiorno
Letizia Guagliardi
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