E siamo arrivati all’ultimo incontro di questo lab. di scrittura creativa con gli alunni della 5 B (Scuola Primaria “Monachelle” di Rossano).
Questo vuol dire che i racconti d’avventura scritti dai bambini – iniziati nel primo incontro e portati avanti in quelli successivi – ora devono giungere alla conclusione.
Sì, ma come concludere una storia? Il protagonista ha vissuto tante emozioni, avventure, lotte, suspense e poi…? Che succede?



Premesso che il protagonista, alla fine della sua avventura, deve uscirne cambiato e per merito suo e che anche i personaggi secondari devono raggiungere il loro obiettivo, ecco i consigli che ho dato ai miei piccoli scrittori e scrittrici:
- il lettore, dopo la parola “FINE”, deve imparare qualcosa, deve avere qualcosa su cui riflettere;
- il finale (che non è la fine) deve essere originale, speciale e non troppo lungo;
- può lasciare il lettore sorpreso (pensava a un altro tipo di epilogo), soddisfatto (tutto è finito nel modo giusto) o malinconico (gli dispiace che la storia sia finita e deve salutare i personaggi a cui si era affezionato;
- deve continuare a emozionare, proprio come tutta la storia raccontata;
- deve essere indimenticabile, cioè deve far ricordare la storia, anche a distanza di tempo;
- come è importante l’INCIPIT (cioè l’inizio) è altrettanto importante l’EXPLICIT (il finale), perché lo scrittore congeda il lettore che ha concluso il viaggio nel suo libro e ritorna nel suo mondo;
- può porre le basi per un possibile seguito.








Ecco, per esempio, due finali famosi:
“Troverò un modo per ricondurlo a me. Dopo tutto, domani è un altro giorno.” (Via col vento, Margaret Mitchell)
Com’ero buffo, quand’ero un burattino! E come ora son contento di essere diventato un ragazzino perbene! (Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi);
In che consiste, in pratica, il successo di un bel finale? Eccolo:
La chiave per il finale di ogni storia sta nel dare al pubblico ciò che vuole, ma non nel modo in cui se lo aspetta. (William Goldman)

Anche questo laboratorio è stato fantastico. Perché fantastici sono stati loro, scrittrici e scrittori di dieci anni. Fantastici sono stati il loro entusiasmo, la loro voglia di sperimentare sempre nuove tecniche di scrittura e la loro creatività. E perché fantastica è stata la loro maestra, Maria Antonietta Ruperto.
Ora il lab “Io scrivo con letizia” continua con un’altra classe, con altri piccoli scrittori e altre avventure fra le parole.
Arrivederci!
#almenounagioiaalgiorno
Letizia Guagliardi
Lascia un commento