Nel quarto incontro del lab. di scrittura creativa “Io scrivo con letizia” i miei piccoli scrittori hanno messo in pratica il loro spirito imprenditoriale. Ognuno ha creato la propria impresa – ristorante o negozio – ma la sfida vera era quella di inventare qualcosa di nuovo, di mai visto prima. E così hanno progettato attività che li hanno spronati a vedere oltre, a immaginare luoghi, loghi, slogan e prodotti che non esistono ma che sarebbe bello se ci fossero. Esaminare i comportamenti di Pippi Calzelunghe li ha spronati a pensare fuori dagli schemi, a non limitarsi alle regole imposte dagli altri perché ognuno di noi ha un margine di libertà che ci consente di portare nel mondo qualcosa di nostro, unico e originale.
Tutto questo ha a che fare con la creatività, l’innovazione, l’assunzione di rischi e la risoluzione dei problemi, il lavoro di squadra, le competenze linguistiche e le abilità di persuasione. Durante il brainstorming – come al solito vivace e produttivo – i bambini hanno capito che solo così possono scorgere più possibilità di quelle che apparentemente si vedono.





A questo proposito abbiamo analizzato anche Tommy e Annika, i due amici di Pippi. Loro, al contrario, sono due bambini poco creativi, danno tutto per scontato e, soprattutto, sono convinti che non si può cambiare la realtà delle cose. Sono influenzati dagli adulti, primi fra tutti i loro genitori, che accettano tutto senza mettere in discussione neanche le cose che potrebbero essere migliorate. Per loro…la logica e basta! La loro quotidianità è prevedibile e rigorosa.

Che cos’è lo spirito di iniziativa e imprenditorialità? Ecco come è stata definita dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione europea, in una Raccomandazione del 18 dicembre 2006:
“Il senso di iniziativa e l’imprenditorialità concernono la capacità di una persona di tradurre le idee in azione. In ciò rientrano la creatività, l’innovazione e l’assunzione di rischi, come anche la capacità di pianificare e di gestire progetti per raggiungere obiettivi. È una competenza che aiuta gli individui, non solo nella loro vita quotidiana, nella sfera domestica e nella società, ma anche nel posto di lavoro, ad avere consapevolezza del contesto in cui operano e a poter cogliere le opportunità che si offrono ed è un punto di partenza per le abilità e le conoscenze più specifiche di cui hanno bisogno coloro che avviano o contribuiscono ad un’attività sociale o commerciale. Essa dovrebbe includere la consapevolezza dei valori etici e promuovere il buon governo”.

Pippi Calzelunghe ci incoraggia – bambini e adulti – a essere autentici, liberi di esprimerci. Ci fa vedere che senza autostima non si va da nessuna parte; che abbiamo delle risorse interiori, belle e utili, ma che dobbiamo scoprirle e usarle; che non dobbiamo omologarci ai modi di pensare e ai comportamenti della comunità che ci circonda, se questi non ci fanno crescere né ci rendono migliori e che la gentilezza e la gratitudine fanno bene a noi e agli altri.

Maria Antonietta Ruperto
Ai bambini del mio laboratorio (4 A della scuola primaria “Monachelle” di Rossano) non sono certo mancate le idee per creare la propria attività ma hanno anche capito che avere una buona idea non basta: ci vuole anche tanta fiducia, passione, prospettiva e intelligenza, tutte abilità che si possono sviluppare.
Solo, bisogna voler essere i protagonisti della propria vita. Come Pippi Calzelunghe.
Letizia Guagliardi
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