Viaggio d’istruzione: l’IIS “E. Majorana” di Rossano in Umbria

Didattica esperenziale anche quest’anno. L’IIS “E. Majorana” di Rossano ha iniziato i viaggi d’istruzione: in Puglia, in Campania e in Umbria.

Io ho partecipato al viaggio in Umbria: 99 studenti, 6 docenti e 4 giorni (dal 4 al 7 marzo) per visitare alcuni dei suoi luoghi più belli.

Questa è Todi. La città ha saputo mantenere tutto il suo aspetto medioevale, quindi la sua bellezza si percepisce in ogni angolo. Qui, nel 1236 è nato Jacopone da Todi, francescano considerato tra i primi poeti dialettali d’Italia.

Questa bellissima foto è stata fatta dal drone di un mio studente – Simone Forciniti della 4 A Elettronica

Questa è Spoleto. In una cartolina indirizzata alla moglie, Herman Hesse (premio Nobel per la letteratura nel 1946) scriveva a proposito della città: “Spoleto è la scoperta più bella che ho fatto in Italia […], c’è una tale ricchezza di bellezze pressochè sconosciute, di monti, di valli, foreste di querce, conventi, cascate!”

Spoleto è famosa per la fiction “Don Matteo” e sono molti i luoghi che abbiamo riconosciuto passeggiando per le sue strade: l’imponente piazza del Duomo, dove si trovano la sede della canonica, Santa Maria Assunta, e Palazzo Bufalini, trasformato per le riprese nella caserma e la basilica di Santa Eufemia, cioè la chiesa di Don Matteo, da cui si dipanano tutte le sue vicende.

A Spoleto si svolge ogni anno, dal 1958, il Festival dei Due Mondi, conosciuto anche con il nome di Spoleto Festival: è una manifestazione internazionale di musica, arte, cultura e spettacolo.

Questa è Perugia: scorci panoramici, piazze, piazzette, vicoli, scale e scalette, monumenti ricchi di storia e vie labirintiche. La presenza dei giovani qui è massiccia per la presenza di due Università: l’Università degli Studi e l’Università per stranieri. E in un posto dove ho mangiato la famosa torta al testo ho avuto una piacevolissima sorpresa: ho incontrato un mio ex studente che si è diplomato nel nostro Istituto e che sta frequentando la facoltà di Psicologia. È stato bello, poi, “perdersi” tra il dedalo di stradine del suo centro storico e assaporare, nel frattempo, i suoi famosi baci. A proposito, i golosi sanno che a Perugia si svolge ogni anno l’Eurochocolate, la festa del cioccolato.

Assisi: anche qui si respira il Medioevo. Le strade e i vicoli sono costruiti con la tipica pietra rosata del monte Subasio. Con il suo centro storico e i suoi monumenti simbolo, è divenuta sito UNESCO nel 2000 perché è considerata un esempio raro di continuità storica tra la città, il suo paesaggio culturale e l’insieme del sistema territoriale. Inoltre, sin dal medioevo, è strettamente associata al culto e alla diffusione del movimento francescano che porta un importante messaggio universale di pace e tolleranza nel mondo intero.

Abbiamo visitato, naturalmente, la Basilica di San Francesco di Assisi, considerata un capolavoro e anche un esempio straordinario di edificio di culto che ha influenzato lo sviluppo dell’arte e dell’architettura della città stessa.

E questa è Santa Maria degli Angeli, a 4 Kim da Assisi. Prende il nome dall’imponente Basilica che domina tutta la zona sorta intorno ad essa. Al suo interno si trova la Cappella della Porziuncola, il luogo più amato da San Francesco.

Cosa abbiamo mangiato di tipico umbro in questi quattro giorni? Ecco alcuni dei piatti che ci sono piaciuti di più.

La TORTA AL TESTO: è una focaccia utilizzata come sostituto del pane. Si chiama così perché il testo è lo strumento che serve a cuocerla al fuoco. È fatta con quattro ingredienti essenziali: farina, acqua, sale e un pizzico di bicarbonato. Non ha bisogno di tempi lunghi di lievitazione e dopo la cottura si può farcire come si preferisce: con i salumi, i formaggi o le verdure.

Gli STRANGOZZI: anche questo è un piatto nato dalla cultura povera e contadina. Gli ingredienti di base sono semplici e comuni: farina di grano tenero e acqua. Le origini di quersta pasta risalgono ai tempi dello Stato Pontificio del XVI secolo. L’Umbria – considerata terra santa – è stata per secoli sotto il controllo della Chiesa ma questo dominio pare non sia mai stato particolarmente gradito dalla popolazione locale. Le tensioni tra popolazione e ceti ecclesiastici portano ad azioni di rivalsa e all’omicidio di alcuni prelati, uccisi per strangolamento tramite l’utilizzo di stringhe per scarpe. Gli strangozzi – un gioco di parole tra “strangola” e “gozzo” – ricordano proprio questo moto di ribellione al potere consolidato e sembrano le classiche stringhe in cuoio per calzature. Si possono condire con i tartufi (qui abbondano), con le salsicce rosolate o con il pomodoro. Io ho scelto quest’ultimo tipo di abbinamento e… nessun strangolamento!

Il PANINO CON LA PORCHETTA. I miei studenti hanno approfittato dello street food e si sono deliziati il palato con le rosette calde e la porchetta tagliata al momento.

Il PANE SCIAPO, cioè il pane senza sale. La distanza dalle coste marine e quindi dalle “saline” ha reso da sempre difficile e costoso l’approvvigionamento del sale. Questo pane, inoltre, si conserva meglio e meglio si abbina ai sapori robusti delle specialità umbre.

I CROSTINI CON IL PATE’ DI FEGATINI. Serviti come antipasto, sono molto gustosi.

Sono stati quattro giorni intensi tra cultura, arte, storia e spiritualità. In mezzo a bellezze architettoniche, artistiche e paesaggistiche e bontà enogastronomiche. E divertimento e passeggiate nella natura, anche. Abbiamo apprezzato ogni cosa di questa esperienza nel “cuore verde” della nostra meravigliosa Italia.

Ringrazio il Dirigente Saverio Madera perché è sempre favorevole a ogni opportunità di crescita per i nostri studenti e i miei fantastici colleghi di viaggio: Riccardo Avena, Elisabetta Bossio, Assunta Malagrinò, Teresa Quartieri e Alida Lucia Santo. Un abbraccio a tutti i nostri ragazzi: sapranno come mettere a frutto questa opportunità di apprendere divertendosi.

Quando vivi in un luogo a lungo, diventi cieco perché non osservi più nulla.

Io viaggio per non diventare cieco.
(Josef Koudelka)

Appunto. I viaggi d’istruzione servono anche a questo: per non diventare ciechi.

Letizia Guagliardi

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