Ne abbiamo parlato – io e i miei piccoli scrittori (4 D Scuola Primaria “Monachelle” di Rossano) – nel 3° incontro del mio lab. di scrittura creativa “Io scrivo con letizia“.
Pinocchio, grazie a Liquirizia e Clementino, scopre che il Gatto e la Volpe gli hanno teso una trappola: non è vero che piantando i suoi quattro zecchini sarebbe poi cresciuto un albero pieno di monete. QUI puoi leggere cosa è successo nel 2° incontro.
Cosa prova? Delusione – rabbia – desiderio di vendetta.
Ma i due supereroi di Corigliano Rossano lo convincono che non è questa la mossa giusta: deve rendere “pan per focaccia” ai due imbroglioni e deve impedire loro di continuare a truffare altre persone.
Sì, ma come? A questo punto nel laboratorio si scatena un vivace brain storming, cioè una tempesta di idee provenienti dai cervelli dei miei piccoli scrittori. Ognuno di loro ha raccontato come si è sentito quella volta che è stato deluso – da qualcuno o da qualcosa – quali sensazioni ha provato e si è “rivisto”, per poi poter descrivere e disegnare Pinocchio (come erano gli occhi, la bocca e le mani, come reagivano i piedi, ecc.)?










Alla fine, la conclusione è questa.
Quando il Gatto e la Volpe escono dalla locanda per andare a dissotterrare le monete, Pinocchio – accompagnato da Liquirizia e Clementino – li seguono e li osservano nascosti dietro gli alberi.
Il Gatto e la Volpe prendono le monete e ricoprono la buca, poi se ne vanno allegri e soddisfatti perché anche stavolta hanno guadagnato facilmente dei soldi.
Liquirizia e Clementino – insieme a Pinocchio – prendono una scorciatoia ma, mentre Pinocchio si nasconde di nuovo dietro un albero, i due supereroi vanno incontro al Gatto e alla Volpe. Si presentano, dicono di essere due impresari della “Liq e Clem” SPA (Società Per Abbindolare) e li fanno inorgoglire facendogli tanti complimenti: li hanno visti all’opera e poiché cercano nuovi “talenti” propongono loro un affare imperdibile.
A questo punto nuova tempesta di idee: cosa proporre di molto allettante al Gatto e alla Volpe? Come soddisfare la loro avidità?
Tutte le idee, alla fine, sono confluite in questa: il Gatto e la Volpe devono versare quattro zecchini per iscriversi alla loro Società e devono firmare un contratto. Liquirizia e Clementino garantiscono la percentuale del 50% su ogni truffa andata a buon fine.
I due lestofanti hanno subito l’acquolina in bocca: guadagnerebbero molto di più di quello che riescono a fare da soli! Consegnano le monete ai due “impresari” ma… il contratto non è pronto, deve essere preparato, quindi devono presentarsi l’indomani, alle 9 in punto, in Via dei Citrulli, 5.
È finito qui l’incontro di ieri, nel frattempo i bambini preparano i disegni e scrivono i dialoghi. Per il momento, Pinocchio si è vendicato ma in maniera giusta, cioè ha riavuto i suoi quattro zecchini. Peccato per lo zecchino speso per l’abbondante cena offerta al Gatto e la Volpe alla locanda però ha imparato a sue spese che gli errori si pagano.
Nel prossimo incontro i piccoli scrittori penseranno a come Pinocchio potrà anche ottenere giustizia, per lui e per le altre vittime dei due truffatori.
Anche stavolta i bambini sono stati, per me, motivo di gioia e di gratitudine. Vederli felici di dare, ognuno, il proprio contributo allo svolgimento della storia, raccontare con entusiasmo e anche con proprietà di linguaggio le loro esperienze personali e scegliere, insieme, la soluzione migliore per Pinocchio (che rappresenta tutti noi) non ha prezzo.
Letizia Guagliardi
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