Ogni storia è un abbraccio

Quando si scrive una storia per se stessi e per gli altri questa storia diventa un abbraccio che ci stringe se attraversiamo un momento di paura, ci culla se abbiamo bisogno di conforto, ci ripara mentre i dubbi ci assalgono e ci offre un posto confortevole in cui trovare un po’ di pace.

Una storia, quando è ben scritta, ci porta altrove, in posti dove non siamo mai stati, che ci piacerebbe visitare e anche in luoghi che non esistono.

Una storia avvincente ci fa vivere, per il tempo che dura, in un tempo sospeso: viviamo in altre epoche, veniamo trasportati nel futuro o nel presente, ma immaginario. E quando ritorniamo nella nostra realtà proviamo sia soddisfazione sia un senso di perdita, come se salutassimo un amico proprio quando ne abbiamo più bisogno.

Una bella storia ci fa vivere le stesse emozioni dei personaggi, le loro sofferenze, i loro dubbi, le loro sfide, i loro punti deboli e quelli di forza, le loro lotte per superarle. Noi, quindi, sperimentiamo un momento di introspezione e di autocoscienza e alleniamo anche la compassione.

Le migliori storie sono quelle che riescono a toccarci in profondità, lì dove si trovano le emozioni, e ne abbiamo bisogno, non per sfuggire alla realtà ma per conoscerla meglio, per usare la nostra mente in modo nuovo, per sperimentare nuove strade, per divertirci, per apprendere e anche per dare più senso alle nostre giornate.

Facciamoci abbracciare dai libri: dentro possiamo trovare noi stessi e anche quelle parole che sono già dentro di noi ma che non abbiamo ancora portato alla luce e ci aiutano anche a comprendere ciò che ci sembra inspiegabile. I libri sono piccoli, piatti e rigidi ma sono fedeli e pazienti: ci aspettano, magari posati su un comodino per giorni e giorni, o accantonati su un ripiano per mesi e quando ci decidiamo a prenderli in mano con meraviglia scopriamo che da loro sgorgano altri mondi, altre idee, altre riflessioni sul vivere e sul morire, altri punti di vista e anche particolari incredibili.

Gli abbracci delle storie nei libri ci consolano, ci rilassano, ci esortano e ci incoraggiano. Nutrono la nostra anima: la allargano. la espandono e la approfondiscono. Ci fanno sentire meno soli.

Per quanto mi riguarda, tutte le storie che io scrivo comunicano speranza. I miei personaggi attraversano momenti bui, vivono periodi di incertezza o anche di profonda sofferenza ma poi infondono sempre una forma di speranza. Perché senza speranza non si può vivere: tutti sappiamo di dover morire ma la cosa importante è come ci comportiamo nel frattempo.

Ci sono storie che ricordiamo a lungo, come un abbraccio particolarmente intenso o come un sogno che ci rimane impresso perché ci è piaciuto.

Ci sono storie che non si leggono semplicemente, si abitano. E quando finiamo di leggerle ne usciamo, consapevoli che possiamo ritornarci ogni volta che lo desideriamo.

Perché i libri ci aspettano. Sempre. Come gli abbracci.

P.S.: possiamo abbracciare una persona anche con un messaggio WhatsApp, con una lettera, con un biglietto attaccato al frigorifero. Più le parole sono scelte con amore più intenso è l’abbraccio!

Letizia Guagliardi

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