Coronavirus crescita personale

Guai al seme che non attende più nessuna primavera

E siamo di nuovo a primavera, da ieri, ma – colpa del tempo ancora rigido e della situazione che stiamo vivendo – ci sentiamo come i semi che, sotto terra, aspettano i primi tepori per sbocciare e deliziarci con i loro doni. Stiamo aspettando anche noi ma, per il secondo anno consecutivo, ci viene veramente difficile apprezzare i piccoli segni della natura che si sta preparando al risveglio. Eppure lo sta facendo, anche quest’anno, grazie a Dio. Leggiamo questi stupendi versi:

Tu visiti la terra e la fai sovrabbondare,

l’arricchisci grandemente; il fiume di Dio

è pieno d’acqua; tu procuri agli uomini

il loro frumento, dopo che così hai preparato la terra.

Tu imbevi d’acqua i suoi solchi, l’ammorbidisci

con le piogge e ne benedici i germogli.

Tu coroni l’annata con la tua munificenza,,

e le tue orme traboccano d’abbondanza di beni.

I pascoli del deserto grondano acqua

e le colline sono ricoperte di letizia.

I pascoli si rivestono di greggi

e le valli si coprono di frumento;

essi mandano grida di gioia e cantano (Salmo 65: 9-14)

La primavera è una stagione, sì, ma è soprattutto uno stato d’animo. Manteniamolo vivo nel nostro cuore. E manteniamo viva, anche, la speranza che la primavera – cioè la rinascita – arriverà.

Non possiamo ancora andare fuori per godere della bellezza della primavera ma, nel frattempo, possiamo iniziare a portarla in casa nostra. Ecco alcuni piccoli accorgimenti che ho sperimentato – sono semplici, costano poco e ci fanno bene:

  • riempiamo dei vasi (ma anche dei semplici bicchieri o delle tazze) con fiori freschi e distribuiamoli in vari posti: il loro profumo e i loro colori ci metteranno di buonumore;
  • prepariamo piatti allegri con le verdure di stagione, dolci e spremute alla frutta;
  • leggiamo un bel libro e scegliamo un angolino, circondiamoci di altri libri ancora da leggere, aggiungiamo qualche pianta e dei fiori;
  • regaliamo alla nostra casa dei tocchi di colore, freschi e briosi: lenzuola, cuscini, strofinacci e presine, tovaglie e asciugamani, magari a tema floreale;
  • facciamo spazio alla primavera mettendo ordine nei cassetti e negli armadi: scopriremo che eliminare le cose inutili e superflue ci fa sentire più leggeri;
  • cambiamo posizione ad alcuni mobili e agli oggetti: cambierà l’immagine di una stanza e scopriremo nuovi modi di vedere le cose;
  • prendiamo pennelli e colori e dipingiamo oggetti anonimi: non serve essere pittori, non dobbiamo venderli né sottoporli al giudizio altrui, devono piacere a noi (in alternativa, scegliamo altri modi per esprimere la nostra creatività);

Osserviamo dalla finestra: c’è tanto, lì fuori, per chi vuole guardare. Senza accorgercene, la mente vaga, immaginiamo e ci rilassiamo. Quando la mente vaga, si attiva la creatività.

Il termine “primavera” deriva dal latino “ver”, che si ricollega al sanscrito “vas”, che vuol dire “splendere”. La natura si sta preparando perché sa che tornerà a vivere e a brillare, dopo il silenzio e il buio dell’inverno. Prepariamoci anche noi. Verrà, sicuramente, il momento di uscire da questo “buio”: non facciamoci trovare impreparati. “Estoti parati!”

Guai al seme che non attende più nessuna primavera (Theodor Codreanu)

Letizia Guagliardi

6 commenti

  1. “Primavera d’intorno brilla nell’aria e per i campi esulta si ch’a mirarla intenerisce il core! Gli altri augelli contenti a gara insieme per lo libero ciel fan mille giri pur festeggiando il lor tempo migliore” (da “Il passero solitario” di Giacomo Leopardi) Stupendi questi versi che cantano le meraviglie di “fata primavera”!! Si, perché è la stagione in cui tutta la natura rinasce. Ancora la bella stagione tarda ad arrivare, ma io ho potuto godere di un primo giorno di sole e così, da dietro i vetri della mia finestra di campagna, ho osservato gli alberi rinverditi, i prati nel pieno del loro rigoglio, ho intravisto una lucertola che svegliatasi dal lungo sonno invernale, godeva il primo sole distesa su un grosso sasso! E poi, il mio sguardo ha seguito le prime rondini che solcavano il cielo azzurro ghiaccio e quel passerotto che felice portava pezzetti di paglia sull’albero di noce per fare il nido. Poi, se qualche mattino esco fuori, un venticello leggero mi inebria con il profumo del ciliegio che ancora “intimorito” comincia a sbocciare! E che dire del profumo dei tulipani selvatici che fanno capolino sui sassi del sabbioso sentiero! Il cupo inverno sta andando a riposare! E così io avverto in me sentimenti di benessere, di gioia, di positività, di voglia di creare perché mi sento viva! E come se mi liberassi di qualcosa di pesante! Affronto così ogni giorno con fede, con fiducia, con Speranza perché presto, come la primavera in fiore, coloreremo le nostre vite. Se sapremo resistere ancora per un po’ torneremo a rivedere le stelle!

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  2. Brava Rosa, sei così brava a dipingere questi tuoi ricordi che mi sembra di sentire il profumo dei tulipani selvatici, riesco a vedere le rondini e il passerotto e persino la lucertola che si sta svegliando! E mi piace anche l’immagine dell’inverno che sta andando a riposare: ora tocca alla primavera. E complimenti per aver ricordato Dante: il 25 marzo è stato dedicato a lui.

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