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Coronavirus: la lezione più importante

Coronavirus la lezione

In questi giorni in cui le ore ci sembrano più lunghe dei soliti sessanta minuti, chiediamoci cosa possiamo imparare da questa lezione che la vita ci sta impartendo.

Perché una cosa è certa: la nostra vita è fatta anche di imprevisti, e dobbiamo imparare ad affrontarli, se vogliamo “sopravvivere” (e non solo fisicamente).

Per esempio… stiamo imparando che le nuove regole, a cui dobbiamo assolutamente attenerci, servono a farci capire il rispetto che dobbiamo a noi stessi e al nostro prossimo?

E visto che siamo costretti a stare in casa, stiamo imparando ad apprezzare quei momenti in cui, prima, stavamo in mezzo agli altri, stringevamo e abbracciavamo chi incontravamo, potevamo passeggiare… insomma quella libertà che ci permetteva di stare all’aria aperta?

Stiamo imparando che dobbiamo adattarci, quando intervengono situazioni nuove, emergenze come questa, e dare il nostro piccolo contributo, senza polemiche e lamentele varie?

Stiamo imparando ad essere grati di avere una casa che ci offre protezione? Che è una benedizione avere cibo a sufficienza nella nostra dispensa e anche la possibilità di andare a comprarne, se pur riducendo le nostre uscite? E a questo proposito… stiamo imparando a non sprecare il cibo e a riciclare gli avanzi?

Stiamo imparando che potremmo riempire lo spazio di queste giornate con quelle attività che, prima, desideravamo fare ma che trascuravamo dicendo “Vorrei ma… non ho tempo!”?

Stiamo imparando, ora che non possiamo andare a fare shopping, che quello che abbiamo in casa oltre al cibo, per esempio vestiti, è più che sufficiente?

Stiamo dicendo ai nostri bambini di apprezzare i giocattoli che già possiedono e che possono crearne anche di nuovi, magari con l’aiuto dei genitori, dei nonni e dei fratelli maggiori?

Stiamo imparando che il silenzio che sentiamo quando ci affacciamo dalle nostre finestre è, comunque, un silenzio diverso da quello che sentono le persone sole o che si trovano in un letto d’ospedale?

E a proposito di ospedale… stiamo imparando che quello che c’era, sempre prima, non è sufficiente anzi, è davvero pochino? Pochi dottori, pochi infermieri, pochi reparti, pochi posti letto, poche attrezzature, pochi macchinari, pochi concorsi, soprattutto pochi concorsi adeguati alle vere esigenze del nostro sistema sanitario…

Stiamo imparando a far crescere la nostra fede e a credere che andrà tutto bene, nonostante le notizie sconfortanti che sentiamo? Stiamo imparando che “andrà tutto bene” sì, ma se anche noi facciamo la nostra parte? Restando a casa? Lavorando da casa? Comunicando, giocando, pregando ecc. ecc…. in casa? Camminando, esplorando, facendo ginnastica… per casa?

Io sono un’insegnante, ogni giorno mi collego con i miei studenti e impartisco la lezione che ho programmato ma… sto imparando che la prima, vera lezione che posso impartire loro è questa che io, per prima, sto imparando.

Perché il mio popolo ha commesso due iniquità:
essi hanno abbandonato me,
sorgente di acqua viva,
per scavarsi cisterne, cisterne piene di crepe,
che non tengono l’acqua.   (Geremia 2:13)

Non costruiamo cisterne per conservare l’acqua, perché lì dentro imputridisce, ma beviamo direttamente dalla sorgente di acqua viva e non permettiamo che fuoriesca attraverso le crepe. Questo era valido 2500 anni fa e lo è ancora di più oggi.

Letizia Guagliardi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

6 commenti

  1. …la lentezza di un pane che lievita…..che non hai mai tempo di fare; quel libro sul comodino troppo stanca per leggere….; quegli alunni chiassosi di cui ti mancano i sorrisi e le voci,….il silenzio ” assordante” quando ti affacci dal balcone…I genitori anziani e lontani ….la speranza di riabbracciare tutti .Questa è la lezione che sto imparando…

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  2. Il Coronavirus quest’anno mi sta privando di tante cose: stare con le mie amiche, chiacchierare e gustare insieme un caldo té, andare a fare visita alla sorella anziana di mia madre, stare un po’ con lei, farle compagnia, parlare del suo passato, mangiare insieme i dolcetti che io le porto, andare in campagna e fare lunghe passeggiate nei campi dove ora i primi fiorellini alzano, “superbi”, le loro corolle verso il cielo azzurro, inseguire con lo sguardo le farfalle che svolazzano di qua e là. Delle volte mi sento privata di Tutto!!!! Ma poi mi adopero a vincere… e inizio a riflettere su chi di privazioni ne ha molte e per tutti i giorni della suamiserabile vita! Dal Coronavirus ne usciremo!!! MA io da questa bufera ho imparato soprattutto a ringraziare Dio per non avermi dato privazioni serie per tutta la mia vita. Il Coronavirus mi ha privato della primavera, ma io sono fiorita dentro!!!

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  3. E quando la curva del contagio scenderà
    e i governi annunceranno che ce l’abbiamo fatta
    Per favore
    non tornate all’immortalità,
    non indossate più l’abito da invincibili,
    intransigenti,
    insopportabili,
    non dimenticate quello che avete provato.
    Per favore
    siate vulnerabili per sempre
    Continuate a cantare sui balconi
    Continuate ad applaudire alle donne delle pulizie
    alle cassiere, alle vostre madri.
    Non dimenticate che siete solo umani
    che siete fragili
    che siete finiti
    e prendetevi cura della vita, del pianeta
    e di tutti gli esseri del mondo
    fino al giorno della morte
    come se aveste imparato qualcosa.

    -Juls Heme

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