crescita personale

Quanti rami secchi poterai quest’anno?

potare

Qualche giorno fa ho chiesto ad un amico, esperto giardiniere, di potare la mia amata pianta di rose. Era sofferente e rinsecchita e, un po’ in disparte, la vedevo perdere uno dopo l’altro molti rami, anche quelli che mi sembravano più robusti, sotto i sapienti tagli delle cesoie. Poi il giardiniere ha fatto degli innesti, li ha fasciati e ha lasciato a me il compito di prendermene cura. Ogni tanto la osservo, le sono rimasti pochi rami che tendono verso il cielo, in cerca di aria e di luce. Un po’ mi dispiace, nel vederla così scarna ed esile ma, nello stesso tempo, provo gioia perché so che la potatura è stata necessaria per ridarle nuova vita, per irrobustirla e per farla sbocciare più rigogliosa e più bella di prima.

Ogni agricoltore o giardiniere esperto sa bene quali rami potare, quando potare e perché potare. Sa che per ogni pianta e per ogni albero c’è bisogno della potatura adatta e sa individuare il problema che ne impedisce la produttività e causa danni al suo benessere. Prende gli attrezzi giusti e taglia, asporta, elimina, rompe, inclina, piega, innesta, fascia e cura. E brucia i rami secchi.

L’anno nuovo è appena iniziato, noi e le nostre piante abbiamo un anno in più, ovvio, ma più che dell’invecchiare del corpo dobbiamo occuparci del rinsecchimento della nostra anima, del nostro spirito. Una vita che si rinsecca si inaridisce, non ha fiori, non porta frutto, ammuffisce e… muore. Non ha più linfa.

Quanti rami secchi ci sono in noi che ci portiamo dietro da una vita e che ci appesantiscono, ci rendono stanchi, senza forze, delusi, amareggiati, sconfitti? Quanti ne abbiamo già tagliati e bruciati? Quanti ne rimangono ancora da eliminare? I rami del risentimento, delle cattive abitudini, dei pensieri negativi, dell’invidia, dell’ipocrisia, dell’indifferenza, della rabbia, della mancanza di perdono, dei rimpianti, dell’invidia…

Spesso si tratta di rami che ci costa potare perchè ci sembrano robusti, ci illudono che ci diano protezione, ci facciano ombra, perchè abbiamo paura del rinnovamento…perché, semplicemente, ci siamo abituati alla loro presenza. Oppure perché non sappiamo farlo da soli. In questo caso la soluzione c’è: si chiama chi ci conosce, sa quando è il momento, sa come e cosa tagliare. Chiamiamo il Giardiniere esperto, Colui che ci infonde il coraggio dell’attesa: anche se quello che rimane dopo la potatura è fragile, debole ed esile, con gli occhi della fede intravediamo i primi, teneri boccioli e assaporiamo i profumi e i colori promettenti della nostra nuova primavera.

Ogni tralcio che in me non porta frutto

il Padre mio lo toglie e ogni tralcio che porta frutto

lo pota perché porti maggior frutto. (Giov. 15:2)

8 commenti

  1. Buonasera Letizia. Avere cura delle piante mi piace tanto:togliere i rami secchi, le foglie ingiallite, innaffiarle…mi da una grande soddisfazione. Chi ama la natura ama il prossimo.

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    1. Buonasera a te, Mariagrazia. Chi ama Dio ama il prossimo, altrimenti, per come siamo fatti, difficilmente ameremmo tutti: chi ci ha fatto un torto, chi ci sta antipatico, chi ci tratta male… Eppure…

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  2. Fin quanto si tratta di piante potare è facile, anche sbagliando, perché alla fine la natura corregge….e sorprende sempre…
    Con la vita le cose sono più complicate….e non sempre si sa essere bravi “giardinieri”….ma la vita, come la natura, sorprende sempre…Buon tutto a tutti

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  3. Buona sera Letizia! Spesso mi avvicino alle mie amate piantine, le accarezzo e con mani ingegnose tolgo le parti secche! Esse mi sorridono e poi più’ rigogliose svettano verso il cielo. Cosi’ le ho aiutate ad acquistare salute, bellezza e sicurezza. Potiamo anche noi i rami secchi delle nostre vite! Solo cosi'”rinverdiremo”e spanderemo tanto amore verso il prossimo! Felice2018!

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  4. Come ho già scritto nel post, potare non è un’operazione semplice. Bisogna, per prima cosa, accorgersi quali rami secchi richiedono un urgente taglio, poi decidere di farlo, infine scegliere come e quando. Ma, se uno è già armato di entusiasmo e voglia di farlo, parte avvantaggiato. Buona giornata.

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  5. Voglio ricordare a me e a te la visione che Dio mi ha dato quando gli ho posto questa domanda sulla tua vita e sulla tua pianta e dicevo tra me e Dio:”Signore, ma che frutto porta? Non ne vedo!” Il Signore, nella sua benevolenza, ha avuto pietà di me e si è abbassato a me mostrando nella mia mente l’immagine di una vite di uva 🍇 da tavola che era a casa di mio nonno quando io ero bambino. Oggi non se ne vedono più così potate per quello scopo speciale. Questa vite era a terra e formava un pergolato davanti all’ingresso alla altezza del primo solaio. Alzando gli occhi al terrazzo del primo piano vedevo un altro pergolato simile a quello del piano terra il quale copriva il terrazzo sopraelevandosi di 4 metri a sua volta. C’era uva e ombra sia sotto che sopra il terrazzo. Guardando bene ho visto che la vite non si fermava al primo pergolato ma il tronco continuava senza tralci nudo per 4 metri attaccato alla parete per poi spandersi di nuovo in rami e tralci per formare il secondo pergolato. Da bambino ammiravo e basta. Quanto tempo, pazienza e fiducia, potatura e sostegno per arrivare lassù a portare frutto e ombra! Ma mio nonno era un agricoltore e sapeva come ottenere lo scopo. Anche la tua opera arriverà al terrazzo con l’aiuto di Dio e il sostegno della CASA del Padre che è la CHIESA.

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