Costanza…dove sei?!

Maria Edda Cavuoto ha conseguito il secondo titolo laureandosi in Giurisprudenza all’Università Federico II di Napoli. Da giovane si era laureata in Lettere, ora ha…84 anni! E sta già pensando alla prossima Laurea, in Scienze Politiche. “Basta che le cose si facciano con piacere e con passione” ha affermato. E con costanza…aggiungo io.

L’Incostanza – Giotto di Bondone (1267-1337) – 1305, Cappella degli Scrovegni (Padova)

L’Incostanza, per Giotto, è una donna che sta in bilico su una ruota posata su una superficie inclinata di marmo screziato. Il vento la solleva e le gonfia la veste. Il suo sguardo è incerto e le sue mani cercano qualcosa a cui aggrapparsi per non cadere. Il piano inclinato sottolinea la sua estrema instabilità e mutevolezza di opinione e di convinzioni. Altro capolavoro di Giotto è la Fortezza che, invece, ha i piedi ben saldati a terra.

Questa è la Fortezza, con i piedi ben piantati a terra
Padova: la Cappella degli Scrovegni

Oggi parliamo della COSTANZA, elemento essenziale per realizzare i nostri traguardi. Quante diete hanno avuto inizio di lunedì e si sono miseramente interrotte il giovedì (o anche prima)? E quanti libri o corsi si sono avviati con entusiasmo e poi lasciati a metà percorso? Cosa ha provocato l’abbandono?

Sicuramente gli ostacoli, i sacrifici, un rifiuto, un fallimento, un vicolo cieco ma, io credo, soprattutto la mancanza di obiettivi ben definiti. Questi vanno stabiliti chiaramente già prima di cominciare, altrimenti lo scoraggiamento (sempre in agguato) ha la meglio sull’ispirazione iniziale. Ciò spiega perché persone dotate di un’intelligenza buona ma non straordinaria, combinata con il massimo grado di perseveranza, raggiungono livelli di eccellenza superiori rispetto a coloro che sono dotati di un’intelligenza eccezionale ma di una costanza inferiore.

“Cadendo, la goccia scava la pietra, non per la sua forza, ma per la sua costanza.” (Lucrezio)

Cosa serve, dunque, per avere più determinazione?

  • PASSIONE: è fondamentale. Una persona animata da una passione costante può sentirsi scoraggiata, delusa, stanca ma… non per molto tempo.
  • DETERMINAZIONE. Quando si ha l’obiettivo davanti, ben nitido, bisogna puntare decisi verso questo traguardo, senza lasciarsi distrarre dalle “deviazioni” lungo il percorso.
  • PRATICA: è importante in ogni cosa, quindi anche in questo caso. La perseveranza si impara con la disciplina quotidiana: oggi si prova a fare meglio quello che si è fatto ieri. Questo spiega le eccellenze nei più svariati campi: solo focalizzandosi su un tipo di esercizio e superando sfide sempre più alte si può arrivare alla padronanza totale.
  • MOTIVAZIONE: capire cosa si sta facendo e perché. Lo scopo è fondamentale. Se quello che si fa è utile a sé stessi e anche agli altri, ecco che si è fortemente motivati a perseverare, perché l’idea che ciò che facciamo conta qualcosa porta a maturazione.
  • SPERANZA: sempre lei, il motore che fa proseguire il cammino. È lei che non ci fa fermare, rallentare sì, per rimuovere gli ostacoli, i “sassolini” dei dubbi e delle difficoltà, e poi ci fa continuare.

Può capitare di cadere al tappeto, anzi… capita la maggior parte delle volte! Se ci restiamo, perdiamo la grinta e addio progetti e attività in corso. Se ci rialziamo, pur doloranti e acciaccati, ritroviamo la forza (e quindi di nuovo la perseveranza, la passione e la speranza) per arrivare all’obiettivo.

Come raggiungere un obiettivo? Senza fretta ma senza sosta (Goethe).

Avere costanza, per noi, è così importante da essere citata varie volte nella Bibbia. Questo è il versetto che preferisco:

Infatti avete bisogno di COSTANZA, affinché, fatta la volontà di Dio, OTTENIATE QUELLO CHE VI È STATO PROMESSO” (Ebrei 10:36)

Sarebbe inutile ripeterlo (perché l’ho scritto già molte volte nei miei post) ma mi piace ribadirlo: ognuno di noi può raggiungere con successo i propri obiettivi. La strada è aperta a tutti. A qualsiasi età. E Maria Edda Cavuoto, pochi giorni fa, ce l’ha dimostrato.

Letizia Guagliardi

3 risposte a "Costanza…dove sei?!"

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  1. Condivido in pieno. Certo la società attuale ipertecnologica sembrerebbe mandare in cantina gli elementi vhe hai citato…ma è solo una illusione…senza adeguata riflessione iniziale, seria programmazione, forte motivazione, perseverante applicazione e supervisione per evitare o correggere errori non si va da nessuna parte…. Purtroppo tanti fallimenti si spiegano così.
    Ma una considerazione vorrei farla…chissà perché chi sbaglia sovente non rimedia mai. Buona serata

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  2. Tranquillo, Merlino…abbiamo capito! Hai ragione, tanti fallimenti si spiegano per l’assenza delle ragioni che hai elencato tu. Io, comunque, cerco di perseguire i miei obiettivi CON le stesse motivazioni. E dovrebbe farlo ognuno di noi.

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