crescita personale

Noli illegitimi carborundum!

non illegitimi

Pare che questa frase (pseudolatina) sia stata usata come motto durante la seconda guerra mondiale dai servizi segreti dell’esercito britannico e significa Non lasciare che i bastardi ti distruggano! Questa esortazione, a distanza di così tanti anni, è ancora valida.

È ovvio che gli attacchi da parte degli illegitimi spesso non si possono scongiurare, ma è altrettanto vero che si può evitare di finirne schiacciati.

Ognuno di noi ha la propria personalità e quindi, soprattutto nei luoghi di lavoro, imparare a convivere gli uni con gli altri è importante, proprio come fanno i porcospini. Loro sono coperti di aculei, eppure stanno l’uno vicino all’altro e pare che non si procurino danni o buchetti vari. Vuoi vedere che, prova oggi e prova domani, hanno trovato la giusta distanza, la distanza di sicurezza?

Una compagnia di porcospini, in una fredda giornata d’inverno, si strinsero vicini, per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono il dolore delle spine reciproche; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l’uno dall’altro. Quando poi il bisogno di scaldarsi li portò di nuovo a stare insieme, si ripeté quell’altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro tra due mali: il freddo e il dolore. Tutto questo durò finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione.” (Arthur Schopenhauer)

Ma ritorniamo agli illegitimi? Chi sono?

Il gruppo è ben assortito: ci sono mediocri,  invidiosi, falsi,  ipocriti, paranoici, sospettosi, attaccabrighe, inquieti, nervosi…

Siamo tutti dei porcospini, ognuno di noi ha delle spine, chi più, chi meno, quindi dobbiamo trovare il sistema per vivere e lavorare bene insieme. Isolarci o litigare di continuo sarebbe da stolti.

Il piacere che deriva dai rapporti umani rende in genere l’uomo migliore; la gioia comune, il piacere goduto insieme, si moltiplicano, danno all’individuo sicurezza, lo rendono affabile, sciolgono la diffidenza, l’invidia: perché ci si sente bene e si vede che l’altro si sente bene allo stesso modo.” (Friedrich Nietzsche).

Bisogna trovare dei punti in comune (o l’unico punto in comune); bisogna usare una comunicazione efficace; bisogna smorzare gli attriti con un pizzico d’ironia; bisogna calmare l’aggressività con il buonsenso. Bisogna fare tante cose, insomma.

Meno, comunque, di quante ne dovremmo fare se decidessimo per la linea dura o, peggio, se ci lasciassimo sopraffare.

Quel che è certo è che ne vedremo i benefici. In noi e negli altri.

Letizia Guagliardi

 

 

6 commenti

  1. Bg…mi ha colpito la definizione di illeggittimi…certo non si possono evitare…certo bisogna conviverci trovando la giusta distanza. Ma faccio un’altra considerazione: visto che il numero di illeggittimi aumenta.
    …perché qualche scienziato di buona volontà non trova un vaccino per curarli??? Ci guadagnerebbe l’umanità intera…E pure noi. Buona domenica a tutti

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  2. L’analogia della storia dei ricci rappresenta bene i comportamenti e le esigenze degli altri. Alcuni ricci però sono in grado di produrre calore interno. Questi sono in grado di trovare la giusta distanza dagli altri o addirittura a rinunciare a stare con loro pensando di stare bene da soli…. questa storia fa riflettere sullacomplocatezza dell’animo umano. Tutti noi abborriamo la solitudine, abbiamo paura di rimanere soli senza nessun affetto e nessun Punto di riferimento. Tra le persone, così come tra i ricci c’è chi produce piu calore interno,cioè chi riesce a vivere meglio di altri da solo facendo forza solo su se stesso. C’è chi non si fida degli altri, chi vede il prossimo come un nemico da sfidare e vincere come un impedimento al raggiungimento della propria felicità. Poi ci sono altri che hanno più freddo,che vengono spinte dall’istinto ad avvicinarsi ad altre persone anche se sono coscienti che ogni persona ha le proprie spine e che quindi avvicinarsi ed affezionarsi esageratamente potrebbe portare a ferirsi e farsi male. È bello scoprire come hanno fatto i ricci che l’unico modo per stare vicini è quello di voltarsi ed abbraccairsi offrendo reciprocamente l’addome e quindi fidarsi l’uno dell’altro…

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  3. Quanti falsi, ipocriti, sospettosi, attaccabrighe, invidiosi si possono trovare nei vari ambienti di lavoro! Trovo molto bello aver citato il porcospino. Spesso, quando troviamo questo”simpatico spinosetto”ai margini di una strada e lo portiamo nei nostri giardini, è capace di convivere anche con il gatto! Queste due specie vivono in un rapporto di”mutuo rispetto”, non si temono minimamente, anzi… quando il riccio si appallottola, il gatto gli va vicino e gli fa le fusa come per dirgli “ti voglio bene”! Imitiamolo questo curioso e affascinante animaletto! In Oriente il porcospino è simbolo di ricchezza e allora, nei vari ambienti lavorativi, sfruttiamo quella ricchezza interiore che ci farà stare bene con gli altri e poi, siccome il porcospino va in letargo, anche l’Attaccabrighe potrebbe imitarlo e mandare così in letargo la sua lunga lingua!

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  4. Rosa… bellissimo ed efficace il tuo esempio di pacifica convivenza fra porcospino e gatto! Più che in letargo, l’attaccabrighe e compagnia brutta dovrebbero far morire questo aspetto del loro carattere.

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