#PerCosaMiMeraviglioOggi – Oltre la meraviglia: perché toccare il mondo ci salva dal rimpianto

Buongiorno!

La meraviglia di oggi è questa splendida e celebre citazione tratta da “Il Piacere” (1889), il capolavoro di Gabriele D’Annunzio, espressa dal protagonista Andrea Sperelli.

“Il rimpianto è il vano pascolo di uno spirito disoccupato. Bisogna soprattutto evitare il rimpianto occupando sempre lo spirito con nuove sensazioni e con nuove immaginazioni.”

Per D’Annunzio, la mente umana è come un fuoco: se smettiamo di alimentarla, si spegne e restano solo le ceneri fredde del passato—cioè il rimpianto. Per questo la sua ricetta è drastica e quasi vitale: bisogna “occupare sempre lo spirito con nuove sensazioni e con nuove immaginazioni.”

Non si tratta, certamente, di semplici passatempi ma di una vera e propria immersione totale nella realtà. Per non far impigrire la mente, bisogna bombardarla di stimoli estetici e fisici. Significa, per esempio, vedere l’inconsueto: non guardare un tramonto qualsiasi ma cercare quella sfumatura di viola che non abbiamo mai notato prima; ascoltare l’inedito: il fruscio della pioggia sulle foglie (come scriverà poi nella sua celebre poesia La pioggia nel pineto), il silenzio di una stanza vuota, una musica sconosciuta; toccare il mondo: presenza, connessione, esplorazione; gustare il mondo: lentezza, attenzione e fame di esperienza. Il pane quotidiano, in sintesi, di questo blog.

Ogni sensazione fresca è una scossa elettrica che resetta il cervello. Se la nostra mente è impegnata a decodificare la bellezza del presente, non ha letteralmente lo spazio fisico per voltarsi indietro a piangere su ciò che è stato.

Se le sensazioni nutrono i sensi, le immaginazioni nutrono l’intelletto. D’Annunzio ci sta dicendo che dobbiamo essere i registi della nostra mente. Non dobbiamo subire i pensieri, dobbiamo inventarli.

Significa progettare, sognare a occhi aperti, visualizzare scenari futuri mai visti, creare arte o semplicemente vivere appieno la nostra quotidianità.

Finché la nostra mente è una fabbrica di storie, desideri e progetti, il passato non può farci del male perché siamo impegnati a costruire qualcosa di bello.

C’è un paradosso affascinante in questa seconda parte della citazione. Anche se D’Annunzio la scriveva a fine Ottocento, anticipa quello che oggi la psicologia chiama “stato di flow” (flusso). Quando siamo bloccati nel rimpianto, il nostro cervello è in loop, cioè nel rimuginio. D’Annunzio propone una terapia d’urto: l’azione estetica. Riempire il serbatoio dell’attenzione con stimoli forti, nuovi e affascinanti interrompe il circuito della nostalgia. È l’idea che la felicità non sia una contemplazione passiva ma un movimento continuo.

In definitiva, occupare la mente con il nuovo non è una distrazione superficiale ma un atto di legittima difesa spirituale. È il rifiuto di diventare spettatori malinconici della nostra vita per scegliere, invece,di esserne gli attori protagonisti, sempre a caccia del prossimo brivido.

La mente si nutre di ciò che decidiamo di offrirle. Possiamo lasciarla prigioniera nel recinto sterile dei rimpianti e dei ‘cosa sarebbe successo se’, oppure possiamo aprirle le porte del presente. Toccare, gustare, esplorare la materia di cui è fatto il mondo non è un semplice passatempo: è la nostra difesa più grande contro l’apatia. Usciamo allora dalle nostre stanze digitali, spezziamo i loop dei vecchi pensieri e torniamo a fare attrito con la realtà.

Siamo fatti per abitare la realtà, non per guardarla da dietro uno schermo.

Serena giornata!

#PerCosaMiMeraviglioOggi #almenounagioiaalgiorno

Letizia Guagliardi

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