#PerCosaMiMeraviglioOggi – La meraviglia quotidiana di Francine Van Hove: “La tartine”

Buongiorno!

La meraviglia di oggi è un altro dipinto (QUI puoi trovare il primo) della pittrice francese Francine Van Hove (1943–2025).

La tela, dipinta nel 2023, si apre come una finestra su un mattino sospeso nel tempo, in cui il silenzio ha il calore dorato delle prime ore del giorno. Al centro di questo universo intimo, una giovane donna compie un gesto antico eppure infinitamente quotidiano: l’atto di spalmare il burro su una fetta di pane. Il dipinto s’intitola La tartine perché in francese la tartine indica principalmente una fetta di pane spalmata con un ingrediente dolce o salato. È la fetta di baguette tagliata per il lungo, imburrata e ricoperta di marmellata o miele (tartine beurre-confiture), da inzuppare nel caffèlatte o nella cioccolata calda. Oggi il termine è usato anche per preparazioni salate e gourmet, come le tartine au chèvre chaud (con formaggio di capra caldo) o con avocado e salmone, servite spesso come pranzo veloce nei bistrot.
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Ma torniamo al quadro. In quel movimento esatto, mentre la ragazza spalma il burro sul pane, il tempo smette di scorrere. Non esiste la fretta, non c’è il rumore del mondo esterno, c’è solo la sacralità di un risveglio lento. La modella, immersa in una serena solitudine, tiene la testa dolcemente chinata. I suoi occhi sono velati da una delicata rêverie, quel sognare a occhi aperti in cui i pensieri vagano liberi, leggeri come pulviscolo nella stanza. La sua postura emana un totale, fiducioso abbandono.

La luce è la vera complice di questa magia. Morbida e vellutata, entra da una finestra invisibile per accarezzare la pelle diafana della ragazza e i pochi oggetti sulla tavola. Con la maestria di un moderno Vermeer, Francine Van Hove dipinge la consistenza pastosa del burro che si arrende al calore del pane, il metallo freddo del coltello, la porcellana lucida della tazza. Ogni dettaglio è reso con una superficie così liscia e trasparente che la tela sembra quasi emanare un proprio bagliore interno.

La tartine non è semplicemente il ritratto di una colazione. È un invito a respirare, un inno visivo alla bellezza che si nasconde nelle pieghe dei gesti più semplici. Guardando il dipinto, sembra quasi di poter sentire il fruscio leggero della lama sul pane e il respiro calmo di un mattino perfetto.

È una meraviglia, per noi osservatori contemporanei, perché compie un miracolo emotivo: ci restituisce il diritto alla lentezza. In un mondo dominato dalla fretta, dalle notifiche continue e dall’iper-produttività, questa scena agisce come un balsamo e un potente manifesto visivo per tre motivi profondi:

ci riconnette con il “qui e ora”: la ragazza del quadro non sta guardando uno smartphone, non sta correndo per andare al lavoro e non sta pianificando la giornata. È totalmente, splendidamente immersa in un’azione minuscola. Francine Van Hove ci costringe a fermarci, a riscoprire la consapevolezza spontanea di un gesto comune e a trasformare la colazione in una forma di riflessione;

nobilita il quotidiano: l’artista usa una tecnica pittorica straordinaria — degna dei maestri del Seicento — non per celebrare grandi eroi o scene mitologiche ma per dipingere un pezzo di pane e burro. Questo contrasto ci ricorda che la meraviglia non va cercata in eventi straordinari perché si nasconde nella poesia delle nostre abitudini più semplici;

mostra un’intimità senza malizia: la bellezza della modella non è sbandierata, non cerca l’approvazione del nostro sguardo. È un’intimità pura, protetta e serena. Guardarla ci trasmette un senso di profonda pace e sicurezza domestica e ci fa sentire accolti in quel mattino silenzioso.

Insomma, questo dipinto è una meraviglia perché tocca un desiderio universale: il bisogno umano di ritagliarsi uno spazio di pace in cui il tempo, finalmente, smette di correre.

Serena giornata…senza fretta!

#PerCosamiMeraviglioOggi #almenounagioiaalgiorno

Letizia Guagliardi

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