#momentipreziosi: cosa c’è dietro la tua porta?

Questo collage di Poppy Spring mira a riflettere sulla domanda: cosa c’è dietro la porta della nostra casa?

Perchè, dietro quella porta, non ci sono solo stanze, c’è il diritto assoluto di essere noi stessi.

Il sollievo è istantaneo: un profondo respiro che si libera non appena la chiave gira nella toppa. Le spalle si rilassano e le tensioni della giornata scivolano via sul pavimento dell’ingresso. Fuori restano i rumori e lo stress della giornata.
La porta non separa e basta, unisce: custodisce il nostro privato e sceglie quando aprirsi al mondo. La percezione fisica di essere finalmente al riparo, in un luogo dove le regole del mondo esterno non contano più e dove si è liberi di essere vulnerabili.
L’odore familiare dell’aria di casa, quella combinazione unica di profumi che ogni dimora possiede, che penetra nei polmoni e comunica immediatamente al cervello la parola “salvezza”.
Il calore ritrovato degli affetti, il silenzio accogliente delle nostre stanze o il saluto festoso di chi ci aspetta. La casa ci riconosce e ci accoglie esattamente come siamo.
L’atto simbolico e liberatorio di toglierci le scarpe, la giacca e i pensieri pesanti, lasciando tutto sulla soglia come un tributo pagato al mondo esterno.

Oltre la soglia finisce il rumore del mondo e inizia la nostra verità. Prendiamoci cura della nostra porta: è il confine esatto in cui la vulnerabilità si trasforma in totale libertà.

Anche in letteratura, la porta d’ingresso non è solo un pezzo di legno o metallo, ma la vera e propria “carta d’identità” psicologica e sociale della famiglia o dell’individuo che la possiede.

Per esempio, nel romanzo Papà Goriot e in altre opere della Commedia Umana, lo scrittore francese Honoré de Balzac descrive minuziosamente i portoni di Parigi. Una porta logora, scrostata o unta anticipa immediatamente al lettore la miseria morale o economica degli inquilini, ancor prima che questi parlino.

In Via dalla pazza folla di Thomas Hardy, le porte dipinte di fresco, ornate di fiori o lasciate socchiuse indicano una mente serena, una casa prospera e la predisposizione dei padroni di casa all’accoglienza e alla festa.

In fondo, la porta di casa non separa semplicemente il dentro dal fuori. Racconta chi siamo, custodisce chi amiamo e decide chi far entrare. Ogni volta che giriamo la chiave, non stiamo solo aprendo una serratura: stiamo dando una forma al nostro mondo.

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Letizia Guagliardi

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