#PerCosaMiMeraviglioOggi: il lago calabrese che unisce 3 province (e nasconde un segreto)

Buongiorno!

Oggi, grazie a questa foto di Isabella Scavelli, andiamo in riva a questo lago, incastonato tra i boschi della Sila, a quasi 1.300 metri d’altezza. È il lago Ampollino.

Sapevi che questo specchio d’acqua racchiude storie incredibili? Eccole.

Le sue acque uniscono magicamente i territori di Cosenza, Crotone e Catanzaro. È stato il primo lago artificiale della Sila, inaugurato in pompa magna nel 1927 da Re Vittorio Emanuele III.

Quando il livello dell’acqua scende, durante i periodi di secca, sulle rive soggette a sommersione sono stati scoperti antichi insediamenti e reperti risalenti all’Età del Bronzo legati alle prime attività metallurgiche. Alcuni di questi oggetti sono oggi conservati al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.

In questo specchio d’acqua nel cuore della Sila, la natura non è solo un panorama ma un palcoscenico vivo dove va in scena uno spettacolo continuo. Vero protagonista del lago è lo svasso maggiore che danza sull’acqua con eleganti corteggiamenti e poi si tuffa improvvisamente per riemergere metri più in là. C’è anche l‘airone cenerino, immobile e fiero come una statua grigia tra i canneti, attende il momento perfetto per sferrare il suo colpo fulmineo. E ci sono anche i predatori silenziosi: alzando lo sguardo verso le vette dei pini, si possono scorgere il volo maestoso della poiana o il guizzo veloce del falco pecchiaiolo a caccia. In primavera e autunno il lago diventa un “hotel a cinque stelle” per anatre selvatiche, marzaiole e fischioni, che si fermano qui a riposare durante i loro incredibili viaggi.

E che dire della vita nascosta tra i boschi e le rive? Prima di tutti, il lupo della Sila, simbolo indiscusso di queste terre, che si muove invisibile tra la fitta vegetazione circostante, lasciando spesso solo le sue tracce sul fango della riva, e poi il gatto selvatico e lo scoiattolo nero. Quest’ultimo, una sottospecie unica della Calabria dal mantello scuro e la pancia bianca, salta frenetico da un ramo.all’altro e fa compagnia con i suoi versi.

E c’è un mondo anche sotto la superficie: se si guarda l’acqua limpida da un pontile, si vedranno i guizzi d’argento di alborelle, trote, persici reali, carpe, tinche e cavedani, che attirano qui i grandi uccelli pescatori.

A proposito, nel 2005 il lago è diventato famoso in tutta Italia per il presunto avvistamento di una misteriosa creatura acquatica. La creatura al centro del mistero fu un alligatore o un grosso rettile simile, come un coccodrillo. Trattandosi di un lago artificiale di acqua dolce situato in alta montagna (a circa 1.278 metri di altitudine), non poteva ospitare una vera e propria “creatura marina”. Tuttavia, gli avvistamenti di una strana sagoma scura che nuotava a pelo d’acqua e alcune impronte insolite trovate sulla riva fecero scoppiare una vera e propria psicosi collettiva, ribattezzata dai media come la caccia al “mostro dell’Ampollino”. Le autorità e gli esperti del Corpo Forestale avviarono persino delle ricerche ufficiali ma non fu mai trovato alcun rettile. L’ipotesi più probabile è che si sia trattato di un’illusione ottica causata da grossi tronchi alla deriva o dal nuoto di una grossa lontra o di una nutria, amplificata dalla suggestione del momento.

Come vediamo dalla foto, questo è il luogo perfetto per staccare la spina e godersi la natura senza fretta.

La mattina, si può percorrere a piedi un breve tratto della ciclovia dei parchi, che costeggia il lago. Il sentiero è pianeggiante, immerso tra pini e faggi, ideale per respirare l’aria purissima della Sila senza fare fatica.

A pranzo, in uno dei ristoranti in zona, si possono gustare, circondati dal verde, i piatti della tradizione locale, come le celebri pappardelle ai funghi porcini. Per un pasto veloce, pratico e gustoso direttamente sulla riva del lago, senza l’impegno di un ristorante, ci sono tre ottime opzioni che celebrano i sapori della Sila.

La prima è il panino silano d’asporto: si fa una sosta in uno dei tanti alimentari, bar o chioschi nei paesi vicini (come Trepidò o Camigliatello) e ci si fa preparare un panino fresco con i prodotti tipici: pane scuro, morbido dentro e dalla crosta croccante, caciocavallo silano DOP, dolce o semistagionato, soppressata calabrese DOP o capocollo, patate e pipareddre (peperoni e patate fritte), che molti chioschi usano direttamente come farcitura per panini memorabili.

La seconda opzione è il picnic “fai da te” nelle aree attrezzate: le sponde dell’Ampollino sono ricche di aree picnic con tavoli in legno all’ombra dei pini. Ognuno può comporre il proprio cestino acquistando – prima dell’arrivo – una frittata di patate della Sila, che si mangia fredda, è compatta e saporitissima, provola e pecorino, comodi da tagliare al coltello sul momento, salsiccia stagionata, da spezzare rigorosamente con le mani, accompagnata dai taralli locali e la pitta ‘mpigliata, perfetta come snack dolce energetico per concludere il pranzo.

Come terza opzione c’è lo street food dei chioschi e dei “camioncini”: lungo le strade panoramiche che costeggiano il lago o vicino ai punti di sosta principali (come le aree di noleggio pedalò), si trovano spesso camioncini e chioschi ambulanti che, al momento, grigliano il caciocavallo impiccato da passeggio (fuso sulla griglia e spalmato caldo su una fetta di pane abbrustolito) e preparano panini con salsiccia silana alla brace, cotta anche questa sul momento e condita a piacimento.

Dopo pranzo, ancora una passeggiata per smaltire quanto mangiato e anche per fare un po’ di birdwatching, poi si può concludere la giornata seduti su una delle panchine in riva al lago a Villaggio Palumbo. Il momento in cui il sole scende dietro le cime della Sila e si riflette sull’acqua regala un silenzio e una pace impagabili.

Qui, nel silenzio, la natura parla e la Sila mostra il suo volto più spettacolare. Per chi cerca un posto che riempia gli occhi di bellezza e il cuore di pace, qui può dire di averlo trovato.

Serena giornata!

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Letizia Guagliardi

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