#PerCosaMiMeraviglioOggi: la bouganvillea, una pianta nata da una bugia e da un grande amore

Buongiorno!

Stamattina iniziamo con questa bella foto, opera di Chiara Allevato: una stupenda bouganvillea. Grazie a lei, anche oggi impariamo qualcosa di nuovo. Perchè, dietro ai colori spettacolari della bouganvillea si nasconde una delle storie di avventura più incredibili del Settecento. Un fiore che è un travestimento della natura (le foglie che sembrano petali) scoperto da una donna che ha dovuto travestirsi per amore della scienza.

Il 1° febbraio 1767, una nave della Marina Reale francese spiegò le vele verso l’ignoto per una missione epica: mappare i segreti del mondo. Tra i marinai e gli scienziati a bordo dell’Étoile c’era Jean Baret, il giovane e instancabile assistente del botanico di corte Philibert Commerson. Nessuno a bordo sospettava che sotto quelle pesanti giacche da uomo, quel viso perennemente sbarbato e quelle fasce strette sul petto si nascondesse Jeanne, una giovane donna della Borgogna che stava per fare la storia.

All’epoca le leggi francesi erano feroci: nessuna donna poteva salire su una nave militare. Ma Jeanne e Philerson condividevano due cose: un amore clandestino e una passione viscerale per la botanica.

Quando Commerson fu nominato botanico del Re per la spedizione guidata dall’ammiraglio de Bougainville, i due idearono un piano folle: Jeanne si sarebbe travestita da uomo, presentandosi al porto all’ultimo minuto come suo valletto. Il trucco funzionò alla perfezione. Condivisero la minuscola cabina del medico, ufficialmente per permettere a “Jean” di assistere il suo fragile e malato maestro ma, in realtà, per proteggere il loro incredibile segreto.

Mentre la flotta costeggiava il Sud America, Commerson era spesso bloccato a letto da febbri e ulcere. Fu Jeanne a fare il lavoro più duro. Armata di quaderni e pesanti presse di legno, si arrampicò sui rilievi di Rio de Janeiro. Fu proprio lei a scovare un rampicante dalle brattee fiammeggianti mai visto prima. Lo raccolse, lo catalogò e lo portò a bordo. Quella pianta prese il nome del comandante della spedizione, la Bouganville, ma il vero merito scientifico era tutto di quella ragazza travestita da marinaio.

La vita a bordo era un inferno di sospetti. Jeanne doveva fasciarsi il petto ogni giorno con bende strettissime, non spogliarsi mai davanti agli altri marinai e fare i bisogni al buio o in totale isolamento.

Il suo aspetto gracile attirò l’ironia dell’equipaggio, che prese a chiamarla “l’eunuco”. Jeanne si difese inventando una storia drammatica: disse di essere stata castrata dai pirati ottomani. I marinai, impietositi e impressionati dalla sua forza nel trasportare casse pesantissime a terra, smisero di fare domande.

Il castello di carte crollò nel 1768, nello scenario paradisiaco di Tahiti. Non appena Jeanne sbarcò, i nativi dell’isola compresero all’istante ciò che i francesi non avevano capito in due anni: Jean era una donna. Circondata dalla folla locale che gridava la verità, Jeanne fu costretta a confessare anche al capitano Bougainville che, stupito dal coraggio di quella donna che aveva affrontato tempeste e fatiche senza mai lamentarsi, decise di non punirla. Tuttavia, per evitare scandali a bordo, la coppia fu fatta sbarcare all’isola Mauritius, a metà del viaggio.

Jeanne tornò in Francia solo molti anni dopo, nel 1775, dopo la morte di Commerson e dopo aver sposato un ufficiale navale. Nel momento in cui rimise piede in patria, il suo viaggio si concluse ufficialmente: era diventata la prima donna ad aver circumnavigato la Terra.

La prossima volta che ammireremo una cascata di Bouganvillea al sole, dunque, ricordiamoci che la sua bellezza è un magnifico inganno perchè i suoi veri fiori sono piccoli e nascosti, protetti da foglie che si tingono di fuoco e che, dietro quel fucsia travolgente, batte il cuore ribelle di Jeanne Barret, la donna che si finse uomo pur di inseguire la sua passione fino ai confini del mondo. Una pianta che non è solo un benvenuto ma un vero inno alla libertà e al coraggio.

Serena giornata!

#PerCosaMiMeraviglioOggi #almenounagioiaalgiorno

Letizia Guagliardi

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