Ungaretti e il dissodamento dell’anima

Buongiorno!
Nel collage di oggi Poppy Spring ha inserito la bellissima poesia “Inverno” di Giuseppe Ungaretti, pubblicata nel 1919 all’interno della raccolta “Derniers jours”. 


Come un seme anche la mia anima ha bisogno del
dissodamento nascosto di questa stagione.

C’è un’analogia: la nostra anima, come un seme, richiede pausa dal caos per rigenerarsi, proteggersi e rifiorire. È un invito a rispettare i nostri ritmi interiori per cercare calore e silenzio e ritrovare, quindi, le energie emotive. 

Il “dissodamento dell’anima” è una potente metafora spirituale e psicologica che paragona l’interiorità umana a un terreno che, per diventare fertile e accogliere nuova vita (o la Parola), deve essere lavorato, rivoltato e liberato da radici dure, sassi e incrostazioni. Ed è l’inverno la stagione giusta per farlo.

Quando l’anima è stanca, non basta dormire: ha bisogno di “ossigenarsi” e di pause che nutrano l’interiorità. È una stanchezza emotiva che richiede ritiri, silenzio e distacco dagli stimoli. Qualche suggerimento? Passeggiare nella natura e ascoltare i suoi silenzi, spegnere lo smartphone e i social media per un giorno intero, dedicarci alle attività che ci rilassano e che focalizzano la nostra attenzione sul “qui e ora”, concederci del tempo da soli, senza obbligo di conversazione, per ritrovare noi stessi, immergerci in un libro o in una melodia che calma il battito del cuore.

Rimuoviamo, dunque, le parti dure del nostro cuore, affrontiamo ciò che ci fa soffrire ed eliminiamo i blocchi emotivi. Prepariamoci per la rinascita in primavera.

E ora…prepariamoci per affrontare la nostra giornata 😉😉

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Letizia Guagliardi

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