Buongiorno!
Domenica scorsa è stata una giornata con un bel sole e un cielo sereno, quindi ho pensato di trascorrerla in Sila. Per chi ancora non la conosce, ecco qualche informazione: è un vasto altopiano dell’Appennino calabro che si estende per 150.000 ettari attraverso le province di Cosenza, Crotone e Catanzaro, suddivisa da nord a sud in Sila Greca, Sila Grande e Sila Piccola. È caratterizzata dalla presenza di varie cime montuose, altipiani, folte zone boscose e laghi artificiali d’altura.
Il percorso che ho fatto io e che inizia da Corigliano Rossano, offre già scorci panoramici suggestivi man mano che si sale di quota. La mia prima tappa è stata al lago Cecita, il più grande della Calabria, e qui la vista è davvero rilassante.



Il periodo è dei migliori: l’autunno è un periodo di straordinaria bellezza naturale per il fenomeno del foliage, che trasforma i boschi in un caleidoscopio di colori caldi come giallo, oro, rosso e arancio. Le montagne si tingono di incredibili sfumature, dai gialli dorati dei pioppi ai rossi intensi degli aceri, fino al marrone dei faggi.

Seconda tappa: Camigliatello silano, località montana del comune di Spezzano Sila, sulla Sila Grande, in provincia di Cosenza. A 1271 metri di altitudine, è una delle località silane a maggiore vocazione turistica durante tutte le stagioni e soprattutto d’inverno perchè dispone di un moderno impianto di risalita e di due piste da sci (una blu e una rossa). Ho passeggiato per il centro, curiosando tra i negozi di artigianato di Via Roma e, naturalmente, ho gustando i prodotti tipici locali.


Se avevo una mezza intenzione di “mangiare leggero”, qui si è dissolta del tutto. Perchè qui la popolazione, per secoli, per difendersi dai rigidi inverni e dalle forti nevicate, ha affinato la pratica della lavorazione e conservazione dei cibi, che venivano immagazzinati come riserva da consumare progressivamente. E quindi grande abbondanza di formaggi come il caciocavallo silano, la provola e il butirro (a pasta molle, a base di provola con burro all’interno)


e di salumi, per esempio la carne di maiale sotto forma di soppressate, capicolli, salsicce, pancetta, lardo, prosciutti e la tipica ‘nduja (salume piccante di consistenza morbida ideale da spalmare sul pane, per arricchire sughi e per insaporire la pizza).



E poi ci sono le patate, a marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta), note per loro qualità e sapore. Sono coltivate sull’altopiano della Sila, dove le condizioni ambientali uniche (terreni sabbiosi, aria pulita, acqua di sorgente e microclima fresco) contribuiscono a renderle ricche di nutrienti, con polpa soda e sapore delicato.

Fra i dolci c’è la pitta ‘mpigliata, originaria di San Giovanni in Fiore. Viene preparata avvolgendo in una sfoglia di pasta uva passa, noci e mandorle tritate. Il tutto aromatizzato con Marsala, cannella e bucce di arancia essiccate.

Insomma, una gran bella giornata in un gran bel posto per cui, anche stavolta, posso affermare: MERAVIGLIOSA ITALIA!
Serena giornata 😍
#sìviaggiare #almenounagioiaalgiorno
Letizia Guagliardi
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